SARONNO – “Noi continuiamo a parlare di lui all’imperfetto ma Luigi Lazzaroni è sempre qui tra noi in tutto quello che ha fatto per la città”. E’ la frase finale dell’intervento di Angelo Proserpio, presidente della Società Storica, che meglio d’ogni d’altra riassume il pomeriggio voluto dal Mils, Museo per le industrie e del Lavoro per ricordare l’imprenditore e mecenate Luigi Lazzaroni.

L’incontro si è tenuto, sabato 25 maggio, in una sala gremita dove tutti i presenti sono rimasti immobili per due ore condividendo con i relatori emozioni e ricordi legati all’eclettico saronnese e alle tante iniziative da lui proposte in città.

A fare gli onori di casa è stato Achille Siena che ha ricordato come Lazzaroni, scomparso nel luglio scorso, abbiamo fortemente voluto la nascita del Mils mentre l’assessore alle Culture Cecilia Cavaterra ha sottolineato tutta l’energia e l’entusiasmo con cui il fondatore descriveva, con dovizia di particolari, tutti i gioielli che vi erano custoditi:”Ho visto per la prima volta il museo con lui – ha raccontato con viva partecipazione Cavaterra – e devo dire che ricordo ogni particolare proprio per la passione con cui Lazzaroni illustrava ogni elemento”.

Giuseppe Colombo, curatore dell’archivio storico nel Santuario, ha fatto memoria tutti gli interventi in favore dei tesori dell’edificio religioso dalla pubblicazione del primo libro sull’affresco del “Concerto degli angeli” fino all’ultima donazione per il restauro di una delle venti statue lignee delle sibille e dei profeti. “Ha fatto conoscere il Santuario a tantissimi milanesi – ha rivelato– il invitava a vedere la Saronno religiosa e terminata la visita gli mostrava la Saronno golosa con una visita allo stabilimento”.

Davide Canti del Rotary club così come la presidente della Croce Rossa Milena Pezzoli hanno sottolineato le tante iniziativa portate avanti da Lazzaroni che non si limitava a partecipare alle attività dei due sodalizi ma ne incarnava lo spirito.

“Effettivamente – ha rimarcato Angelo Proserpio – se c’è una parola che lo definisce è inquieto. Aveva sempre un’idea, una proposta, uno spunto o un suggerimento”. E per spiegare l’entusiasmo che contraddiceva Lazzaroni ha letto gli ultimi sms che gli aveva mandato quando, pur essendo in ospedale, si prodigava per organizzare la distribuzione dei tricolori per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

L’assessore Giuseppe Nigro, prima di fare un excursus sulla Lazzaroni una sfida imprenditoriale che poi ha dovuto cedere il passo alla globalizzazione, ha tratteggiato la figura di Luigi Lazzaroni con semplicità:”Era molto vicino alla città che voleva veder crescere e stupire allo stesso tempo. Aveva una forte vocazione estetica ed amava la cultura e il progresso, basti citare la sua passione per la ferrovia e per le auto”.

Il sindaco Luciano Porro ha posto l’accento sui doni di Lazzaroni alla città a partire dagli ultimi la locomotiva e un’invidiabile collezione di libri antichi. Impossibile non citare la consegna della Ciocchina, riconoscimento a cui l’imprenditore teneva molto, avvenuta proprio nell’anno in cui Saronno festeggiava i 50 anni del titolo di città, ottenuto anche con l’impegno di Luigi.

Il pomeriggio si è concluso con un omaggio che i volontari del Mils hanno voluto fare al fondatore del Museo a cui hanno dedicato la sala che raccoglie i macchinari della D. Lazzaroni. A scoprire la targa, inizialmente coperta con un drappo con il notissimo battello Lazzaroni, è stata la moglie di Luigi Lazzaroni, Pucci, che ha partecipato al pomeriggio con molti altri esponenti della famiglia.

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