SARONNO – E’ arrivata a tarda sera con una nota firmata “Inquisiti,solidali e complici del Saronnese, Anarchiche e Anarchici del Varesotto, Ultimi Mohicani e
Kinesis” la replica sul blitz della Digos che stamattina ha arrestato, ai domiciliari, 7 persone denunciando altre 25 a piedde libero in merito ai fatti accaduti lo scorso 6 maggio alla liberia ex Cuem alla Statale.

La nota, dal titolo “Se la resistenza è un reato, siamo tutti recidivi” si apre con un resoconto dei fatti:”Questa mattina (19 giugno 2013) 7 fra compagni e compagne sono stati messi agli arresti domiciliari e altri 3 sono stati perquisiti e accompagnati in Questura a Milano. In più dalla stampa si apprende che altre 30 persone sarebbero in corso di identificazione per concorso materiale e morale. Un’operazione, quindi, che riguarderebbe più di una quarantina di compagni con un dispiegamento di forze non indifferente”.

Durissima la lettura dell’accaduto:”A fronte di tale ferocia reati e imputazioni “normali”: resistenza aggravata a pubblico ufficiale e oltraggio. Normali perché oramai sempre più manifestazioni giungono a momenti di tensione, perché sempre più frequentemente si decide di resistere alla violenza di Stato, perché sempre più persone potrebbero condividere queste azioni di resistenza e sentire la necessità di ribellarsi. Diventa così impellente, da parte di chi vuole difendere lo status quo,colpire subitamente chi si organizza per resistere, chi si mette ingioco in prima persona per un cambiamento radicale dell’esistente. Uno spazio libero e autogestito in una università sempre più legata al profitto, sempre più collusa e funzionale alle imprese è una spina nel fianco per l’anno accademico e al suo normale e triste svolgimento. Una valle che si ostina a non subire le decisioni e il voler di Stato innome del dio denaro viene militarizzata e colpita perché questo nonpuò lasciare che una porzione di territorio decida da sé. I lavoratori che prendono coscienza della loro condizione di sfruttatie iniziano a lottare contro le lobbies delle cooperative vengono puniti esemplarmente per smorzare ogni velleità di ribellione. Chi trova la forza per resistere agli sfratti, creando reti disolidarietà e organizzandosi per tenersi la propria casa, viene represso per impedire la diffusione di una pratica che metterebbe indiscussione il mercato del mattone e la legittimità del potere costituito. Chi porta solidarietà agli internati nei Cie viene arrestato e bollato come isolato provocatore, perché per lo Stato la solidarietà con i detenuti dei Cie e delle galere, negli anni in cui le porte delle gabbie si aprono sempre più spesso per gli esclusi di questa società, deve rimanere una pratica marginale e controllabile”.

Altrettanto forte la chiosa:”Ci rinchiudono per aver resistito. Siamo fieri di averlo fatto. Se resistere è un reato, siamo tutti recidivi.
Facciamo un appello a tutti coloro che in questo momento sono sotto attacco a non arrendersi, ad alzare la testa, perché anche se per ora ci hann otolto i nostri compagni, la battaglia non è finita: per loro e per chi lotta senza paura, diffondiamo la solidarietà”.

19062013