Pierluigi Gilli

SARONNO – Ecco in versione integrale, come disponibile sul blog,  la riflessione dell’ex sindaco Pierluigi Gilli ora capogruppo di Unione italiana al termine dell’ultima vivace seduta di consiglio comunale in cui si è parlato dell’approvazione del regolamento Tares.

A dispetto della famosa frase attribuita al compianto Sen. Andreotti, è proprio vero che il potere logora chi ce l’ha: l’esercizio dell’attività di governo, anche in una comunità locale, ha su taluni effetti nefasti, come quando si abusa del cioccolato o delle caramelle, con le conseguenti dermatiti o disturbi digestivi.

Soprattutto, l’autoconvinzione di svolgere una missione ispirata per istruire il popolo, in condizioni cattedratiche di presunta superiorità intellettuale e morale, fa perdere il senso della realtà e della misura (come pure della buona educazione).

Ne abbiamo avuto una prova eclatante ed intollerabile questa sera in Consiglio Comunale, dove l’amministrazione degli ìncliti ha riportato in discussione il regolamento applicativo della TARES, che aveva dovuto ritirare lo scorso giovedì, su richiesta della stessa maggioranza consiliare, con l’ennesima figuraccia.

Con una rapidità sospetta, nella giornata di venerdì 28 giugno, era stata inviata per posta elettronica la nuova versione del regolamento, che assessore e funzionari avevano tosto emendato.
Letta attentamente la nuova versione, ci si è accorti che era pressoché il copia-incolla della precedente, senza alcuna significativa modificazione o recepimento delle abbondanti segnalazioni dell’opposizione; la novità consisteva nel richiamo esplicito dei corrispondenti articoli del prototipo fornito dal Ministero.

Malgrado ciò, animati da buona volontà, abbiamo studiato nuovamente la materia e preparato i suggerimenti da comunicare al Consiglio, per la migliore redazione del regolamento a beneficio dei cittadini. Tutto inutile.

L’assessore, con malcelato disprezzo e fastidio, ha ribadito con cocciutaggine che di argomenti tecnici è meglio che il Mario SantoConsiglio Comunale non si occupi, perché il regolamento presentato è frutto del lavoro di infinite sedute di una Commissione (a cui il rappresentante di Unione Italiana ha sempre attivamente partecipato) e, comunque, fa riferimento all’elaborato di stimatissimi giuristi: ergo, ai Consiglieri non resta che approvare e basta, senza tanti complimenti o domande; in fondo, che ne possono sapere e capire i Consiglieri di materie così elevate? Alzino la mano e si considerino soddisfatti!

Già, perché alle domande rivoltegli non ha né voluto, né saputo dare risposte, trincerandosi infastidito ed insofferente dietro l’ipse dixit, con la collusione di qualche tecnico dal ghigno facile.

GilardoniSolo il Segretario del PD, con sano e lodevole realismo e lungimiranza politica, ha tentato di ricondurre la questione alla sua genuina verità: che, cioè, si trattava di semplicemente correggere alcune parti, redatte ancora in modo ambiguo o poco comprensibile, per rendere il testo alla portata di ogni cittadino.

Sforzo vano, giacché l’estro polemico e di superiorità assessorile ha contagiato il Presidente (strenuo difensore dell’amministrazione a detrimento dei Consiglieri, pieno di distinguo e di impropri richiami alla famosa Commissione, che non ha alcun potere deliberante, riservato esclusivamente al Consiglio!), il supremo reggitore (che ha sarcasticamente invitato i Consiglieri di opposizione intervenuti a partecipare alle sedute della Commissione – di cui non fanno parte – , visto che sarebbero così competenti; mi si riporta che, ormai in mia assenza, si sia pure abbandonato ad ardite considerazioni su persone fatte scendere dal trono; allusioni che denotano un allarmante ed offensivo deficit di fair play e di rispetto), un Consigliere di maggioranza, di un partito tramontato più che al tramonto, il quale ha dichiarato di aver perso la pazienza e che l’opposizione stava solo facendo ostruzionismo (però non ha detto una parola una sul merito del regolamento…; sicuramente lo conosceva a menadito e lo apprezzava come monumento del giure…; evidentemente, i Consiglieri di minoranza che avevano sollevato dubbi e proposto soluzioni avevano voluto burlarsi del consesso e speso il loro tempo a confezionare trappole…).

È stato troppo, la misura si è colmata: mi sono sentito inutile, sicché me ne sono andato, ho tolto il disturbo, lasciando gl’ìncliti a cantar messa da soli e tra di loro, compiaciuti del loro rito liturgico sinistro (seppure nell’imbarazzo visibile di gran parte dei Consiglieri di maggioranza, costretti alla disciplina del mutismo assoluto da una regìa imperiosa e tracotante).

Si approvino da soli il regolamento TARES ed anche il bilancio, di per sé esplicativo del voracissimo appetito della transeunte amministrazione di aumenti di aliquote, tariffe e multe, accompagnati da robusti, ulteriori tagli ai servizi (siamo arrivati anche alla nuova classificazione delle associazioni, per far loro pagare salati canoni di locazione; chissà quante chiuderanno).

Non hanno bisogno dell’opposizione, che è solo e palpabilmente un fastidio: siamo inutili, al pari dei cittadini – peraltro un tempo così prossimi all’attuale maggioranza, imputent sibi – che hanno osato intervenire con critiche documentate nel dibattito aperto al pubblico.

Si arrangino, nella loro traballante maiestas.

10 Commenti

  1. Leggere, questa giunta ha “l’autoconvinzione di svolgere una missione ispirata per istruire il popolo, in condizioni cattedratiche di presunta superiorità intellettuale e morale, fa perdere il senso della realtà e della misura (come pure della buona educazione), proprio da Gilli fa specie visto che lui incarnava in pieno quanto scritto

  2. Ma da quale pulpitro viene la predica! Gilli o ha scarsa memoria o è un camaleonte! Merita un grande regalo: un enorme specchio!

  3. paese senza memoria questo, caro gioe,…imputent sibi??? cosa è?? un piatto multietnico??? ma mi faccia il piacere….

  4. Perfettamente d’accordo con tutti i commenti precedenti. L’umilta’ non è sicuramente una delle virtu’ principali del Dott. Avv. Pierluigi Gilli.

  5. …l’altra faccia della medaglia, si ripropone oggi come allora: …però dai, con il dovuto sforzo di digerire anche questa esternazione di Gilli, la sostanza del menù proposto anche da questa amministrazione di centro sinistra è pur sempre quello: ..opposizione inutile al pari dei cittadini … vero!!!! ..i cittadini sono in buona sostanza un fastidio, creano problemi a questa perfetta macchina del potere …ma ci sono, e hanno loro adesso il “potere” di giudicare come sono stati considerati da questa Amministrazione in antitesi perfetta dal Gilli dixit!

  6. appunto perchè hanno il potere di giudicare, inutile i belati “Porro dimettiti” ripetuti alla noia di qualcuno. Non mi risulta che il sindaco abbia mai perso una votazione in comune. In democrazia esiste lo strumento del voto, quella diretta, nonostante gli sforzi di qualche politico dilettante, è ancora di là da venire (e rischia di diventare tipo pubblicità)… l’avvocato (Perchè l’Avvocato era d’altra stoffa) al momento rappresenta una minoranza, al prossimo turno chissà..

    • ..i numeri son numeri: a meno di una inaspettato “pentimento”, vuoi mai che il Luciano, si ritrovi in minoranza con il suo gruppo! . il problema è che poi i cittadini di questa sua “forza” democratica ne pagano le conseguenze …. visto che è successo con l’addizionale irpef? … poi c’è IMU, TARSU, fino ad arrivare al canone per le lampade votive… e io pago! …spero che paghi anche tu, come pago io per avere nessun servizio, così ti ricorderai quando la prossima volta metti la scheda nell’urna. 🙂 …è nel 2015, non si può certo sperare prima!!!!

      • concorderai con me che i mantra “Porro dimettiti” allora non servono proprio.Tutti i comuni (ma proprio tutti) hanno aumentato i costi dei servizi grazie ai tagli lineari imposti da qualcuno al governo, e i comuni stanno pagando la sciagurata politica economica statale.Altro che bilanci a posto, quando il debito pubblico è il 127% del PIL ma soprattutto continua ad aumentare c’è poco da sfogliar verze

  7. la politica come il calcio, o stai con una squadra o stai con l’altra – risultato finita una partita si torna alla realtà e i conti ( euro ) non tornano se non per i giocatori, notoriamente strapagati – questa è democrazia ? – forse lo è se i tifosi si accontentano solo dello spettacolo, ma di questi tempi anche andare allo stadio per molti è un lusso – forse non lo è e i giocatori dovrebbero tutti indossare la stessa maglia, quella dei SERVITORI DELLO STATO E BASTA – niente spettacolo ma i conti tornano e niente rischi di invasioni di campo !

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