SARONNO – Dopo l’ingresso della Crozia nell’Unione europea, l’europarlamentare saronnese Lara Comi traccia un identikit del nuovo membro della Ue:”L’ingresso della Croazia ha una rilevanza politica strategica, se si pensa ai passi da gigante che si sono compiuti inquella che non molti anni fa veniva definita la “polveriera delle penisola
balcanica”. Dal punto di vista economico va però sottolineato che la Croazia, 28eseimo Stato dell’Ue, si appresta a sforare il deficit pubblico, quest’anno calcolato al 4,7 per cento, dunque al di fuori del tetto consentito del 3 per cento. Mi auguro naturalmente che il Paese sappia trovare soluzioni al problema che però è comune alla maggioranza degli Stati membri dell’Ue e dovrebbe pertanto suggerire atteggiamenti erga omnes più elastici in tema di rispetto dei parametri di bilancio”.

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Prosegue Comi:”L’ultimo consiglio Ue ha ratificato l’uscita dalla procedura di infrazione aperta nel 2009 contro l’Italia per deficit eccessivo. Ma nel 2012 solo 6 Paesi hanno avuto il deficit/Pil sotto o uguale al 3 per cento: Germania, Austria, Lussemburgo, Finlandia, Estonia e la stessa Italia. Tra i Paesi che hanno sforato ci sono tra gli altri, dunque, Francia, Gran Bretagna e Spagna”.

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6 Commenti

  1. Grazie, signora Comi, lo sapevamo. Forse qualche italiano (e saronnese) in meno sa che la Croazia è uno stato post-fascista, nato (sotto la presidenza di Tudjman, uno che citava apertamente il filonazista croato Ante Pavelic) dalla pulizia etnica dei tempi del conflitto, dove ancora oggi le “minoranze” (i non croati, e anche i non cristiani) non godono, nei fatti, delle stesse opportunità dei “purosangue”. Non a caso, in quella guerra di fine secolo scorso, andarono a combattere, al fianco dei croati, anche dei leghisti, uno dei quali del nostro territorio, che lo rivendicava apertamente. Auguri alla Croazia perché diventi uno stato veramente democratico: a questo andrebbero dedicati dall’UE molti più sforzi che non al rispetto del rapporto deficit-PIL…

  2. On Comi
    Mi congratulo, innanzittutto , con lei per i brillanti risultati ottenuti in sede europea e i riconoscimenti internazionali che rendono non solo onore al nostro Paese ma anche alla nostra città.
    Per essere ammessi all’unione europea, come ho letto, è iindispensabile che si soddisfino i criteri democratici, politici ed economici tant’è che ancora oggi la Turchia è in lista d’attesa da anni.
    Sono con lei concorde che l’annessione della Croazia sia un passo davvero significativo per la pace in Europa e per la stessa nazione che ha avviato un percorso importante di ristrutturazione per entrare a far parte della famiglia democratica europea .
    Vero è che, come lei indica, che se questi Paesi come molti altri hanno sforato il patto di stabilità per mantenere in equlibrio la loro economia non vedo perché non sia possibile per l’Italia !!

    All’UE , è da ricordare per chi ha memoria corta, hanno aderito Paesi come la Romania , che ha registrato sotto il regime dittatoriale comunista di Ceaușescu, uno dei dittatori più sanguinari che la storia ricordi. processato (con le accuse di crimini contro lo stato, genocidio e “distruzione dell’economia nazionale) e in seguito condannato a morte , un inferno per la popolazione rumena http://www.riccardomichelucci.it/comunismo/gli-orrori-del-regime-di-ceausescu/

    All’UE ha aderito la Polonia(primavera di Praga, Jan Palach) che a suo tempo aveva allineato le sue politiche con quelle di Mosca, rendendo la Repubblica, secondo l’interpretazione filo-occidentale, uno stato satellite subordinato all’Unione Sovietica.

    All’UE hanno aderito Slovacchia Slovenia Stato indipendente dal gennaio 1993, dopo la scissione della Cecoslovacchia, che ha sempre orbitato nella sfera di influenza dell’Unione Sovietica. A suo tempo fu anche introdotto il centralismo burocratico sotto la direzione del Partito Comunista.

    Anche questi Paesi ora appartengono alla famiglia democratica…europea, ne rispettano i principi e hanno interesse a ricostruire e ricostruirsi dal punto di vista economico e socio-culturale.

    La storia insegna ma certi uomini non imparano

  3. Apprezzo l’impegno dell’On Comi anche in merito alla direttiva Bolkestein distruttiva per varie categorie tra cui noi ambulanti e balneari . Il governo italiano , approvandola , ha messo in ginocchio le proprie imprese

  4. Buon giorno Enrica. Tornando alla Croazia, che poi era l’unico argomento di questo dibattito, dimenticavo di aggiungere la condanna (ovviamente postuma) di Franjo Tudjman come criminale di guerra da parte del Tribunale dell’Aja. venendo invece agli altri paesi, mi limito a precisare che Praga (la città del nostro Jan Palach. Nostro perché a difendere i carri armati sovietici erano rimasti solo quelli come Napolitano…) è in Rep. ceca e non in Polonia; inoltre la Slovenia nulla ha a che fare con la Slovacchia (nata dalla divisione dell’ex Cecoslovacchia), in quanto ex repubblica jugoslava. Quella che, come la Croazia, la Germania (con l’ok di Italia e Vaticano) decise di far secedere dalla Jugoslavia (dando inizio alla tragedia dei Balcani), dato che i due paesi insieme le garantivano denaro e sbocco sull’Adriatico. Infine: è vero, la storia insegna. In Italia, ad esempio, dovremmo imparare da quella greca recente e rifiutare le dannosissime politiche di austerità (quelle care a Comi) che stanno trascinando Atene in un baratro sociale ed economico senza fine!

  5. Buon giorno Roberto
    Mi rammarico che non abbia colto il significato del mio intervento : ogni Paese , Italia compresa, ha nella sua storia meriti e demeriti .E’ da quest’ultimi che si deve far tesoro affinchè certi crimni non si debbano ripetere .Pertanto l’entrata in Ue di Paesi quali la Croazia, la Polonia , la Slovenia e la Slovaccia (ripeto ) come la Romania hanno una forte valenza poltica, socio-economica non solo per gli stessi ma per l’intera Europa .

    In merito alle poltiche di austerità che definisce erroneamente o con superficilicità ..o…“quelle care a Comi “ è smentito da una dichiarazione della stessa .
    “La linea che il Pdl ha sempre sostenuto in Europa viene oggi confermata dalla decisione di dare maggiore flessibilità nei conti pubblici dei paesi virtuosi. 

Siamo orgogliosi di aver fatto sentire la nostra voce e di non esserci arresi alla cieca austerità. Ora abbiamo un’importante occasione per investire con decisione nella crescita”. Cosi’ in una nota Lara Comi, europarlamentare Pdl.” http://www.pdl.it/notizie/26008/comi-anche-schulz-e-d-accordo-con-berlusconi-sull-allentamento-del-patto-di-stabilita

    Flessibilità che si evince dallo stesso articolo nel quale Comi auspica lo sforamento anche per l’Italia essendo stato permesso ad altri Stati quali la Croazia .

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