enzo volontè2SARONNO – Di seguito una riflessione di Enzo Volontè, consigliere comunale Pdl, sulla scomparsa di Laura Prati morta in seguito alle ferite riportate lo scorso 2 luglio quando fu ferita dagli spari di un vigile sospeso.

Ecco il testo integrale

Non conoscevo Laura Prati, ma la sua morte mi porta ad esprimere qualche riflessione.

Ciascuno di noi ha il dovere di affrontare la propria esistenza, che ben sappiamo non essere eterna, con qualche obiettivo, che diventa tanto più importante e positivo quando coinvolge anche le altre persone nel tentativo di realizzare qualcosa di “meglio” per tutti.

Credo anche che chi dedica tempo e impegno al servizio dell’amministrazione locale (e affermo questo ben sapendo di non poter trovare molta condivisione da parte delle persone che guardano la politica locale “dal di fuori”) abbia fatto una scelta motivata dal desiderio di poter fare qualcosa per l’intera comunità.

Sono convinto che il Sindaco Laura Prati abbia accettato di essere sindaco della comunità di Cardano, non certo per ottenere onori e guadagni (che la politica locale certamente non offre) ma per volontà di impegno sociale per la sua città e i suoi cittadini.

Poi è successo l’imprevedibile: un atto insulso, non razionalmente giustificabile. Qualcuno dirà frutto di una società con ormai pochi principi, qualcuno dirà conseguenza della grave situazione di crisi economica. Qualcuno dirà semplicemente opera di una mente malata.

Certo è che una persona che lavorava per il bene della sua città è stata uccisa da un suo concittadino.

La morte di Laura Prati costituisce un ultimo ingiustificabile affronto verso chi ha scelto di non limitare la propria esistenza alla cura dei propri interessi, verso chi ha voluto mettersi in gioco per un orizzonte più vasto, che è l’interesse di molti, perchè ha creduto che ne valesse la pena.

E per questo che la morte di Laura Prati ha sapore di sacrificio estremo.

A noi non rimane che esprimere sicuramente solidarietà ai suoi cari, ma anche sincera costernazione, profondo rammarico, rabbia e delusione e, per chi crede, accompagnare questa riflessione con una preghiera.