saronno omicidio vetrinaSARONNO – Non sarebbe un pregiudicato l’uomo che sabato pomeriggio a ucciso a calci e pugni Maria Angela Granomelli la 62enne titolare della gioielleria “Il dono di Tiffany” in corso Italia.

Secondo alcune indiscrezioni le comparazioni effettuate dagli esperti del Ris di Parma tra le tante impronte rinvenute nel negozio e quelle delle persone già schedate non avrebbero rivelato corrispondenze. Nelle prossime ore continueranno le comparazioni con quelle del Sistema automatizzato di identificazione impronte (Afis). 

Una novità che conferma l’ipotesi che l’assassino non fosse un rapinatore “di professione”: del resto nel suo colpo restano tanti punti oscuri dalla lunga permanenza del negozio, oltre 45 minuti prima di colpire con un astuccio rigido la 62enne uboldese e farsa accasciare a terra. Altre elemento insolito la violenza con cui per 30 secondi si è accanita su Maria Angela ed infine il bottino solo 600 euro in preziosi portati via con le chiavi del punto vendita ma non con l’arma del delitto lascia in bella vista sul bancone.

Le indagini proseguono per il momento senza la divulgazione delle immagini in cui si vede il volto dell’assassino:”E’ una scelta investigativa” spiega il sindaco Luciano Porro che ieri mattina ha parlato con il Prefetto chiedendo proprio come mai non venissero resi pubblici i fotogrammi del video in cui si vede l’assassino come richiesto da molti commercianti in città.

4 Commenti

  1. Considerato che il personaggio in questione non è “conosciuto”, non condivido la scelta di tenere nascosto il volto dell’assassino, ma gli investigatori avranno certamente i loro buoni motivi. O almeno spero.

  2. Io dico VERGOGNA a tutti voi, per chi sia a favore o contro questa iniziativa. A me sembra che tutti stiano usando questa cosa come pretesto per tirare in ballo altre problematiche e per aprire l’ennesimo scontro civile fra Saronnesi. Per chi è a favore dell’iniziativa dovrebbe parteciparvi in silenzio e per chi è contro dovrebbe tacere e non parteciparvi, questo solo ed esclusivamente per il rispetto di una persona scomparsa cosi tragicamente e ingiustamente.

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