SARONNO – Arresto anarchico, Saronno 2015 si complimenta con le forze dell’ordine.

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“Esprimiamo i nostri complimenti alle forze dell’ordine e la nostra solidarietà per tutti gli atti e le ingiurie che questi figli della Patria subiscono da parte di giovani prede di anarchie ideali – dice Luciano Silighini Garagnani di Saronno 2015 – L’atto criminale avvenuto il 16 novembre ha portato all’arresto del saronnese grazie alle indagini della Digos di Torino aiutata dalle riprese delle telecamere di sicurezza. Pensare che in povero poliziotto sia stato aggredito mentre stava semplicemente fotografando una capanna abusiva No Tav fa molto pensare ai veri scopi di certi personaggi che con la scusa di difendere la natura e la Val di Susa, deliberatamente compiono gesti violenti che in quell’occasione hanno investito anche un operaio che stava entrando nel cantiere della Torino-Lione a Chiomonte”.

Prosegue Silighini:“Mi auguro che qualunque eventuale manifestazione di solidarietà all’arrestato da parte dei vari anarchici e membri della sinistra che a Saronno trovano casa e rifugio nei vari spazi illegalmente occupati, possano essere vietati e contrastati dall’amministrazione comunale di sinistra che guida Saronno”.

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4 Commenti

  1. Nella serata di martedì 13 agosto, Giobbe, nostro compagno e redattore di Nunatak, è stato prelevato dalla sua abitazione a Dumenza (Va) e tratto in arresto su mandato della procura di Torino. Gli hanno perquisito casa e sequestrato indumenti e oggetti personali: i reati che gli vengono contestati sono tentata rapina, sequestro di persona, violenza, minacce e resistenza a pubblico ufficiale, in riferimento ad un episodio avvenuto in Val di Susa nel novembre 2012.
    Le indagini, quasi a un anno di distanza, avrebbero portato a individuare Giobbe come autore di una presunta aggressione ai danni di un agente di polizia che nei pressi di Chiomonte, con la macchina fotografica, andava alla ricerca di immagini da usare contro il movimento No Tav.
    Il messaggio dello Stato, ancora una volta, non lascia spazio a dubbi o incomprensioni. Per i tanti che, come Giobbe, continuano a testa alta a non farsi intimorire dalle trame poliziesche e giudiziarie e che trovano ogni giorno le ragioni di un impegno in prima persona per combattere
    contro le nocività del Capitale e contro chi vorrebbe sconfitta la lotta No Tav, la repressione viene somministrata in modo chirurgico: una continua, metodica elaborazione di accuse indiziarie da utilizzare al momento giusto.
    Una prassi che negli ultimi anni si è proposta in svariate occasioni, anche ai danni, tra i tanti, di altri redattori della nostra rivista. Di sicuro un buon modo per togliere di mezzo per un po’, a tempo debito, chi si espone nelle battaglie per la liberazione dei territori dagli sfruttatori e dalle divise che li proteggono.
    Altrettanto chiara è per noi la convinzione nel rimandare questo messaggio al mittente, e ancora una volta dimostrare allo Stato e ai suoi servitori, quanto la solidarietà possa essere un efficace strumento per rilanciare ancora e con sempre maggior forza la nostra lotta per un’esistenza liberata, contro chi devasta e rinchiude, per l’autodeterminazione delle comunità, della montagna come di qualsiasi altro territorio.

    Per un mondo senza galere! Giobbe libero! Tutt* liber*!

    Per scrivere a Giobbe:
    DAVIDE GIACOBBE
    CASA CIRCONDARIALE LORUSSO COTUGNO
    VIA MARIA ADELAIDE AGLIETTA, 35
    10151 TORINO

    Redazione di Nunatak – rivista di storie, culture, lotte della montagna

  2. Un carcere è davvero un non-luogo, un tempo che si dilata nell’assurdo, tra sferragliare di chiavi ai cancelli e passi perduti; spazio dove una povera umanità consuma attese e speranze, senza certezze, spesso aspettando un giudizio che non arriva mai.

    Il ferragosto in carcere è un assurdo nell’assurdo. Mentre fuori dalle mura lunghe file di auto lasciano la città polverosa verso le fresche ombre delle montagne, qui tutto è immobile sotto il sole: oggi non funzionano i laboratori, non si curano gli orti interni, le visite dei parenti non sono ammesse.

    Nei blocchi di detenzione ci investono bisogni infiniti: c’è chi non ha nulla, neanche la carta igienica, e sopravvive solo grazie all’aiuto dei compagni di cella. C’è chi non ha più avvocato di fiducia perché non lo poteva pagare e chi, malato di leucemia, ha saltato il controllo ospedaliero perché i tagli al personale di custodia non hanno consentito di scortarlo in ospedale.

    Nella nostra visita attraverso i blocchi possiamo incontrare Giobbe: dà un tuffo al cuore vedere il suo sguardo azzurro oltre il cancello dell’angusta cella dove sta rinchiuso. Giobbe che pensa alla Valle e al movimento NO TAV con affetto e impazienza di tornare; Giobbe che è generoso, forte e sereno e che sa di non essere solo in questa nobile lotta per un futuro più giusto e vivibile per tutti.

    Sono ormai le prime ore del pomeriggio quando terminiamo la visita. Ancora sferragliare di cancelli. La restituzione dei documenti. Dopo i saluti degli agenti di custodia che ci hanno accompagnati, le porte del carcere si aprono. Siamo fuori. Partono anche le auto della Digos che si erano materializzate sul piazzale al nostro arrivo.

    Le nostre montagne ci aspettano, presenza amica, là, all’orizzonte.

    Ma il cuore è pieno di angoscia. Angoscia che si fa rabbia contro l’ingiustizia; e lotta, sempre.

    Nicoletta

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