Angelo veronesiSARONNO – Pubblichiamo l’intervento di Angelo Veronesi, capogruppo della Lega Nord, che in qualità di fisico spiega il terremoto avvenuto ieri mattina alle 9 a Saronno.

La Pianura padana e’ al limite di due placche tettoniche in subduzione: quella Europea e quella Adriatica. E’ normale che si verifichino terremoti profondi. Dove c’è subduzione coesistono infatti due fenomeni geologici: l’innalzamento delle catene alpine e l’abbassamento della pianura fino a diventare fondale marino. Il classico esempio di subduzione che si studia anche alle scuole medie inferiori è quello delle Ande in Sud America. La Placca pacifica scorre sotto quella sud americana causando l’innalzamento della catena andina ed il conseguente sprofondamento del fondale oceanico a ridosso della linea di faglia.
In Padania invece abbiamo addirittura due placche che generano rispettivamente la catena delle Alpi a nord e gli Appennini a sud. La subduzione provoca inoltre l’abbassamento della Pianura Padana (un fenomeno chiamato subsidenza).

Come mai oggi ci troviamo in pianura e non invece sul fondo del mare come avviene a ridosso della catena Andina?
Il fatto che oggi la Padania sia una pianura (anziché un mare profondo come quello che troviamo tra Liguria e Toscana) e’ dovuto ai detriti e ai sedimenti che il Po, insieme agli altri fiumi, portano a valle. La Padania è una pianura solo perché si è stabilito un equilibrio (comunque precario e instabile) tra depositi fluviali e subsidenza.

La Lombardia, insieme a tutta la Padania, è un ambiente in fragile equilibrio. Abitiamo sopra due zolle tettoniche che, scontrandosi, stanno scorrendo l’una al di sotto dell’altra. La Padania
sprofonderebbe sotto il livello del mare se non ci fosse il Po con i suoi affluenti. L’acqua è una risorsa primaria per la Padania perché senza acqua la nostra terra non esisterebbe, così come l’Olanda non esisterebbe senza le dighe.

Sebbene l’abbassamento della Pianura Padana sia dovuto sia a cause naturali (le due faglie in subduzione), sia a questioni climatiche globali (innalzamento degli oceani per via dello scioglimento dei ghiacci), si e’ scoperto che il prelevamento massiccio dell’acqua di falda, il suo uso sconsiderato per fini industriali e il prelevamento dei gas naturali, aumentano il fenomeno dell’abbassamento della pianura.

Questo fenomeno è pericoloso per tutta l’economia della Padania, non solo per il Veneto e la Romagna. I fenomeni di piena e di alluvione toccano sempre di più tutte le regioni padano alpine. La subsidenza potrebbe ulteriormente peggiorare la situazione nelle aree attraversate dai fiumi (ovvero tutta la Padania). Anche a sud di Milano, ad esempio, assistiamo a episodici (ma sempre più frequenti) allagamenti di cantine e fondamenta di edifici. Ciò e’ dovuto in parte a fenomeni naturali, propri della pianura sud milanese, lodigiana e pavese (in anni recenti a nord di Milano si è smesso di estrarre grandi quantità di acqua per uso industriale, riportando i fenomeni risorgivi naturali al loro tasso antecedente la “rivoluzione” industriale post bellica), ma in parte (e forse molto: non è stato ancora quantificato) è dovuto all’abbassamento dell’intera città di Milano a causa dello spreco di acqua di falda e all’aumento indiscriminato della popolazione.
Tutti questi fenomeni: naturali e non, contribuiscono ad un abbassamento di Milano di circa un millimetro all’anno. Altre città come Bologna sono messe molto peggio, tanto per non parlare della nostra capitale: Venezia sempre a rischio di finire sott’acqua.

Le cause umane determinanti la subsidenza sono percentualmente sostanziali, quindi sarebbe buona cosa correre ai ripari quanto prima possibile. L’ecosistema della Padania si è rivelato molto fragile e l’equilibrio tra sedimentazione e subsidenza potrebbe essere più a rischio di quanto non si creda.

Il prelevamento di gas dal sottosuolo e dal fondo marino adriatico sono fattori che destabilizzano questi equilibri.
Bisognerebbe mettere in cantiere delle leggi che regolamentino a dovere l’uso dei pozzi acquiferi.
Inoltre, una delle tante cose sensate che si potrebbe iniziare a mettere in cantiere da subito, sarebbe quella di risparmiare sulle risorse idriche, creando ad esempio una doppia rete idrica, una di falda profonda per la rete potabile, ed una invece di acqua di falda superficiale per uso non potabile (water, agricolo, industriale).

Bisognerebbe chiedere al Governo italiano di smetterla di trattarci come delle colonie, ma favorire degli studi in proposito, magari aprendo un centro di ricerca geologico specifico per lo studio di questi equilibri geologici e ambientali che coinvolgono tutta la Padania.

8 Commenti

  1. Spiegazione decisamente interessante ed esauriente. Peccato solo per l’abuso del termine Padania.

  2. Ottima spiegazione: da fisico, inteso come dottore in fisica. Direi futuro assicurato come tale…..

  3. Un “fisico” che dovrebbe aver studiato e quindi con un minimo di cultura..crede alla Padania..
    Come siamo messi male…

    • E’ evidente che Veronesi creda alla Padania, lo testimonia il suo impegno politico ormai ventennale.
      Forse prima di criticare il fisico (per Laurea) e consigliere-militante della Lega Nord Lega Lombarda per l’indipendenza della Padania (per scelta politica) sarebbe meglio documentarsi.

      Ad esempio, è stato ritrovato un testo scolastico editrice SEI Torino anno 1946 (sul quale hanno studiato i ragazzi italiani nel dopoguerra) all’interno del quale un capitolo riguarda proprio il territorio definito Padania.

      Guardare il link per credere…

      https://www.box.com/shared/4vtf8l6nns73pz7ehdvd

      Raffaele Fagioli
      consigliere comunale
      Lega Nord Lega Lombarda per l’indipendenza della Padania

      • Lungi da me l’interesse per la, a mio avviso, stupida diatriba sull’utilizzo proprio o improprio del termine Padania. Evidentemente qualcuno crede di legittimare, o delegettimare, l’esistenza di una futura (ma qualcuno ci crede ancora?) entità statale designandola già da ora con un nome, inventato o meno che sia. Che poi lo Stato, si chiami Padania, Italia, Germania, URSS o quel che volete, abbia sempre e solo vessato, sfruttato, incarcerato, picchiato, ammazzato o mandato ad essere ammazzato (o ammazzare, cosa almeno altrettanto odiosa), i suoi cittadini (o meglio sarebbe dire sudditi), per seguire gli interessi di chi poteva permettersi di decidere per gli altri, migliaia o milioni che fossero, è un dato che pare non interessare a nessuno.
        Mi diverte però l’argomentazione del leghista di qui sopra. Il fatto che un qualsiasi libro, tra le migliaia, anzi milioni di stampati, per di più di 60 anni fa, parli in un misero e unico capitolo della Padania in termini sembra legittimare l’azione politica ventennale (e che azione, e che politica) di un intero partito…
        Meno male che qui si studia fisica, si fosse studiata la logica avremmo avuto un sacco di bocciature.

  4. Anonimo dimostra solo la sua pochezza ponendo in dubbio l’esistenza di un’area geografica, politico e socio-economica che il movimento politico al quale appartengo identifica come Padania. E’ dagli anni ’80 del secolo scorso che il nostro Movimento ne parla. Anche ammettendo la poca propensione all’ascolto di tale termine nei mass media, non è difficile, per chi ha studiato, prendere in mano una qualsiasi enciclopedia seria e leggere, ad esempio sulla Treccani, disponibile anche on line, che il termine Padania identifica come sinonimo l’area geografica della Pianura Padana. Cito da Treccani: “Padània. Altro nome con cui si indica la Pianura Padana, all’interno della quale si distinguono la P. superiore, comprendente il …” (http://www.treccani.it/enciclopedia/padania/). In questo contesto il termine Padania che ho utilizzato è invece prettamente politico e lo rivendico senza alcun problema, così come altri usano il termine politico Italia non solo per identificare geograficamente la sola Penisola Italiana, ma anche lo Stato Italia, del quale Stato fanno parte anche svariate Isole, che – per definizione geografica – non possono far parte di una Penisola. Altre aree della Penisola Italiana intesa in senso geografico, non fanno parte dello Stato Italia, come ad esempio il Canton Ticino, che invece fa parte dello Stato della Repubblica del Cantone del Ticino e alcune Valli del Canton Grigioni, appartenenti alla Confederazione Elvetica. Sperando di non aver causato drammi irredentisti, spero di aver chiarito che gli Stati politici difficilmente ricalcano i confini geografici.

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