don attilio grassiSARONNO – E’ stata una morte improvvisa quella di monsignor Attilio Grassi che ha lasciato senza parole decine di saronnesi che lo amavano e ricordavano come preside, insegnante e padre spirituale del collegio Arcivescovile Castelli. “E’ stato male nella notte verso le 2 – spiega il rettore don Paolo Fumagalli – non riusciva a respirare, abbiamo cercato di andare all’ospedale ma non c’è stato tempo”. La notizia si è diffusa a Saronno nella mattinata mentre al Collegio Castelli arrivavano i familiari.

Monsignor Attilio Grassi, classe 1932, era stato ordinato sacerdote nel 1955:”La nostra famiglia è originaria di Barlassina e adesso siamo tutti a Seveso ma lui ha sempre voluto stare a Saronno – spiega la sorella – Aveva un legame speciale con questa città e con i saronnesi. Tra i suoi studenti aveva ben tre generazioni”. Monsignor Attilio Grassi è sempre stato l’anima del collegio Castelli: “Ha insegnato matematica dal 1962 – ricorda il rettore don Paolo – ma è stato anche preside della scuola superiore oltre a occuparsi di compiti amministrativi per i collegi arcivescovili di Tradate e Varese e anche per la fondazione Facec”. Monsignor Grassi non ha mai dimenticato la propria vocazione spirituale:”Da sempre quando aveva tempo – continua il rettore – andava a Caronno Pertusella una comunità con cui aveva stretto un legame molto profondo soprattutto negli ultimi anni quando passava lì molto tempo anche nella casa di riposo e alla Bariola. Diceva sempre che era un incarico che gli aveva affidato il cardinal Colombo”.

L’ultima uscita ufficiale del religioso era stata la scorsa primavera quando aveva festeggiato con una Messa in Santuario, a cui avevano partecipato oltre trecento persone, il suo ottantesimo compleanno. Oggi sono stati tanti gli ex studenti e i fedeli che hanno espresso il proprio cordoglio e ricordo per il sacerdote: “Abbiamo lasciato la finestra del suo aperta come faceva sempre anche lui – conclude don Paolo Fumagalli – per aver uscire il fumo della pipa che portava sempre con sè”.

Il funerale sarà celebrato domani alle 15 in Santuario.

18 Commenti

  1. Don Grassi, La ricorderò nelle mie preghiere… E’ stato un ottimo insegnante ed una persona speciale…

  2. Ricordo piacevolmente …un giorno di sospensione da scuola, datomi però col sorriso! Adesso quel che mi rimane non sono solo quelle poche nozioni di matematica che mi ha insegnato: mi ha fatto diventare UOMO! Ci dite niente! Grazie don!

  3. Grazie don maestro di vita oltre che professore di matematica
    Una sua alunna del serale Stefania

  4. Un grande uomo, un amico, un sacerdote come non ne ho mai conosciuti nonostante le divergenze di opinioni si trovava sempre spazio per l’amicizia dentro e fuori la scuola la matematica la sua passione l’umanità il suo pregio

  5. Un grande Insegnante,la Sua porta era sempre aperta
    Aveva sempre tempo per i Suoi studenti…molti insegnanti dovrebbero prendere esempio da Lui…

  6. Carissimo Don…resterai per sempre nel mio cuore!…Un’onore essere stata tua allieva!…Ciao da Stefania Martino

  7. Ricordo che quando alla lavagna qualche alunno diceva che il risultato dell’esercizio di matematica era GIUSTO, il Don Grassi lo riprendeva subito dicendo che “non era giusto ma ESATTO. Giusto era solo Il Signore!”
    Un grande professore, un mito, un pezzo di Arcivescovile che se ne va.

    • ehhh! si!!! ESATTO: come me lo ricordo! adesso GIUSTO lo sia il Signore per lui.

  8. In classe lui diceva:
    -“Tenti a me!”
    Sapeva come attrarre l’attenzione facendo diventare interessante anche una materia ostica come la matematica.
    Grazie per tutto.

  9. Mi ha dato tanto con la sua amicizia, sostegno,comprensione, un grande aiuto a capire, a infondere coraggio e chiarezza.Per tanti anni un punto di riferimento,tralasciato per non addolorarlo con troppe negatività,perché prevalesse il ricordo delle cene, le partite a carte dove vinceva con mente matematica.Grazie.

  10. Rattristata dalla notizia. Lo ricordo con immenso affetto e tanta tanta gratitudine. Un grande professore e una persona unica!

  11. Capisco e rispetto profondamente il dolore altrui, ma non sono in grado di scrivere un commento di circostanza. Saro’ invece sincero: io non lo ricordero’ con “immenso affetto”. Diciamolo chiaramente: il suo “metodo” d’insegnamento era rude e sbrigativo, chi restava indietro (fortunatamente non ero di quelli) veniva umiliato, dalle sue (cosi’ da egli stesso chiamate) “pedate morali”, che facevano “piu’ male delle pedate vere”. Poi, fuori dalla classe o con i genitori degli alunni, poteva sembrare un genio e un sant’uomo, ma la sua “umanita'” di insegnante nei confronti di noi allora adolescenti non la rimpiango di certo. Comunque, un gran pezzo di storia del collegio. R.I.P.

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