SARONNO – La “guerra dei supermercati”, forse unico settore a non patire gli effetti della crisi – almeno all’apparenza – si fa sempre più serrata: chiusa ed in fase di totale ricostruzione la storica Esselunga di via Novara a Saronno, per i clienti è stato allestito un pullman navetta che li porta nel supermercato che la stessa catena gestisce nella vicina Solaro. E per i clienti saronnesi anche un servizio in più, ovvero un volantino-vademecum per aiutarli a “districarsi” all’interno del negozio che magari ancora non conoscono a menadito, come quello di Saronno; con anche le indicazioni dove trovare i prodotti preferiti, su quali bancali ed in quali corsie.

cantiere esselunga (2)

Ma intanto si registra anche l’offensiva della concorrenza: Ld, catena di discount che nel Saronnese era sinora localizzata unicamente all’interno del complesso Bossi di via Clerici a Gerenzano, si appresta a raddoppiare, con l’apertura di un nuovo, più grande punto vendita… a pochi metri dall’Esselunga di Solaro. In un Saronnese dove l’industria è in crisi profonda ed anche il commercio al dettaglio non pare essere in “piena forma”, la grande distribuzione sta investendo, e parecchio.

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17 Commenti

  1. L’Esselunga paura dell’LD? Esselunga e un colosso italiano che non conosce rivali. Forse prezzi ancora più bassi ma Esselunga ha una qualità di beni e servizi che in Italia nel campo dell’alimentari non ha nessuno. Ha costruito un impero nell’Italia padana, ha puntato al meridione fuggendo subito dopo aver iniziato gli scavi per un progetto in Campania a causa di pressioni da parte di “qualcuno”. Esselunga DEVE essere un vanto per l’Italia che vuole crescere. Dei discount stranieri non ce ne facciamo nulla. Mia opinione.

      • Nell’articolo si parla di cooperative (SAFRA nella fattispecie) e non di dipendenti diretti di ESSELUNGA!
        …che a quanto pare non mi risulta a mezzo stampa si siano mai lamentati per avere un posto di lavoro retribuito puntualmente e con tutti i benefici che il contratto mazionale del commercio garantisce loro.

      • C’è modo e modo di rispoondere. Comunque volevo dire che Esselunga è di GRANLUNGA (fa anche rima) migliore dei colossi che accerchiano Saronno (Auchan, Carrefour), LD non lo ritengo un colosso, e tra l’altro è stato anche ceduta l’azienda.

        • Ci sono anche modi e modi di scrivere commenti, se è per questo. LD è stato venduto ad un altro marchio italiano, per chi crede l’italianità dei colossi commerciali un valore da difendere (anche se la logica dietro a questa posizione mi è del tutto oscura), MD dicount.
          Per quanto riguarda i lavoratori: la logistica sarà anche subbappaltata ad una qualche altra azienda, ma questa lavora per esselunga. Questo non singifica che esselunga se ne possa disinteressare. Lo stesso discorso vale per le grandi multinazionali: la nike non produce le scarpe nike, le fa produrre ad altre aziende in cina, taiwan, indonesia, dove i lavoratori sono sfruttati e sottopagati. E quindi la colpa di chi è? Esselunga può e anzi deve controllare la qualità delle aziende e come vengono trattati i lavoratori che lavorano per lei, che maneggiano i prodotti che poi voi ci comperate al supermercato. Forse il prezzo più basso degli alimenti e degli altri prodotti vale lo sfruttamento di questi lavoratori?

          • PERCHÈ parli sempre di altro? Parli di LD ceduto ad italiani (e chi lo ha messo in dubbio, ho detto solo che non è più di Lombardi, questo denota la sua minore forza rispetto ad Esselunga). Il tuo link sui dipendenti cosa dimostra? Nulla. Dove sono le vertenze e i risultati di quelle vertenze. Il sidacato quanti rappresentava davvero? Il sidacato di Esseluna che controprove ha fornito? mi sembra un po scarsa la tua accusa! Non mi pagano, magari lo facessero, arrotonderei il mio stipendio. Non ti ravvedi del modo di porti che hai. Questa è maleducazione, ma ognuno decide di usare le armi che preferisce, ora linkami anche questo!!! CIAO Signore/a Fede!!!

          • Nell’anno 2007 la Supermarkets Italiani S.p.A. è, grazie alla sua controllata, la ventitreesima azienda italiana per fatturato, e prima nella grande distribuzione organizzata italiana, seguita da Auchan, al quarantasettesimo posto.

            FONTE: Reuters, le Imprese del 2007.

      • Mi ci metto anch’io perché ieri ho fatto un intervento sulla supermercatomachia (il suffisso -machia =battaglia): L’espansione di Esselunga come risposta all’Auchan (e ad altri). Per non rientrare nella tua accusa (attacchi Pastore, ma attacchi anche me, che ho detto qualcosa di simile) di esser stato pagato (non voglio che mi capiti di trovare la tua accusa e di non aver tempo per rispondere) per fare pubblicità o contro-pubblicità (esprimendo una certa preferenza mi sono schierato in politiche del consumo). Ma tuttavia supportandola con dati logici: preferisco che il capo di Esselunga sia un italiano rispetto a un francese: il proprietario del Carrefour, ad esempio per nazionalità,patria, è più portato ha usare i suoi profitti in sponsorizzazioni in Francia(vedi sponsor tour de france). Per non attaccare i supermercati francesi ho ricordato anche il bene che portano: lavoro per chi vive in Italia -lavoro anche per gli stranieri- (non so dirti se tra consegna di posti di lavoro e perdita di posti di lavoro ci sia risultato positivo). Quello della sponsorizzazione e di investimento nel territorio (non sono leghista) mi sembra l’unico discriminante. Ho espresso PREFERIBILI, non la mia posizione. Io sono contrario ai supermercati: sorgono sulla pigrizia dei consumatori -gli anziani e i bambini potrebbero affidarsi ai vicini, ai parenti- o sull’impossibilità di una totale auto-produzione dei beni più importanti (che tutti sappiano come produrre tutto il necessario è un traguardo quasi impossibile in queste condizioni- il denaro come sostitutivo del lavoro specifico, sostitutivo di ciò che non sappiamo fare, sostitutivo della giusta competenza, sostitutivo del sapere- meglio avere più conoscenze che soldi). Avere più coscienza nel dare soldi per un prodotto, conoscere più il prodotto è meglio. Sappi comunque che non sono io a fare la spesa, sono giovane. Grazie per il tuo link: mi ha fatto riflettere, mi ha dato dei dubbi. Le mie impressioni: Caprotti avrebbe dovuto scegliere meglio la cooperativa per i rifornimenti, sincerarsi che rispondesse ai suoi stessi criteri di lavoro. La colpa mi sembra essere più del presidente della cooperativa che del proprietario dell’Esse, ma pur sempre colpa sua che deve essere tradotta in castigo pecuniario (so poco di giurisprudenza). I problemi derivanti da una scelta di produzione piramidale. Non infanghiamo Caprotti prima di sapere il risultato del processo (se si è dovuti arrivare a tale) : L’articolo è del 2011 (non si possono avere fonti più accurate: aggiornate e dal potere giudiziario?), com’è finita? ci sono stati dei procedimenti disciplinari, delle multe? Io non ho tempo per trovare gli aggiornamenti! siate più accurati, scrivete di più, accusate meglio! Il mio commento si basa sulla ipotesi (si basa sul fittizio, non sulla verità) che i lavoratori siano nel giusto, che il giudice abbia applicato la legge contro i colpevoli (ipotizzo ma nel non-conoscere tutte le prove, sia chiaro), che abbia fatto giustizia. Qualsiasi risultato reale della situazione non intaccherebbe le mie posizioni. Spero che qualcuno trovi come è finita la situazione,
        venire a conoscenza del giudizio del giudice, non solo avere le dichiarazioni-testimonianze!

        • I proprietari dei supermercati, gli imprenditori in genere, fanno il bene della loro azienda, non della gente della nazione in cui sono nati. Sponsorizzare il tour de france o il giro d’Italia non migliorerà la qualità della vita di nessun francese o italiano. Semplicemente è una questione di pubblicità. Quando servirà fare pubblicità in Italia faranno anche quella, il capitalismo non ha confini.
          Per quanto riguarda il lavoro: il subappalto del lavoro legato alla logistica a cooperative che trattano i lavoratori come descritto nel link di cui sopra è una costante di tutte le aziende di grandi distribuzione, che cercano ogni modo per abbassare i costi, per aumentare i guadagni. Ovviamente poi a rimetterci sono sempre i lavoratori. Le aziende che subappaltano il lavoro a terzi sanno benissimo che poi queste aziende tratteranno i lavoratori in questo modo, questa è una costante. A loro non interessa perchè ad esselunga, come a Bennet, o chi per loro, anche se italiane, interessa, ma guarda che novità, solo il profitto. E’ così che si costruiscono gli imperi finanziari. Oltre che con altri trucchetti che non sto qui a spiegarti (ma che con un poco di fantasia penso tu ti possa immaginare).

  2. LD….Lombardini Discount…non mi pare straniero, ma la carne dell’LD secondo me è migliore..
    CIAO!

  3. Sì, in ogni caso è meglio un marchio italiano, sperando che valorizzi i prodotti italiani e la qualità italiana: siamo già troppo invasi dai prodotti esteri…non sempre di prima qualità! Tuttavia non esageriamo con le strutture colossali: prima o poi si pagano le conseguenze di un’eccessiva e sovradimensionata espansione.

  4. Ritengo che l’esselunga sia come catena di supermercati, il migliore nell’Italia Settentrionale per qualità/prezzi (tra l’altro effettua sempre svariati sconti periodicamente). Poi é ovvio che su qualche prodotto (sono d’accordo per la carne) ci siano supermerda altre parti qualità migliori ma indubbiamente a livello globale é il migliore. Un’indagine condotta 2 anni fà e pubblicata su alcuni quotidiani, dava l’Esselunga al primo posto come convenienza e qualità dei prodotti. Diciamo che é una bella Azienda, il Sugnor Caprotti ha decisamente messo su un’azienda italiana sicuramente di primo livello.

    • L Italia ne ha bisogno come la manna di persone valide come il grande sig. Caprotti. Fatti e non parole!!! Purtroppo non è così. In questo paese parlano in troppi e lavorano in pochi aimhe!
      Siamo un popolo di viziati, viziosi e poca voia de laura.

  5. volevo scrivere……ci siano supermercati che offrono qualità migliori…… mi scuso per la “scorretta” parola digitata…..sono i potentissimi “correttori” nella scrittura intuitiva!

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