lara comi5BRUXELLES – “Non è possibile che 7 stabilimenti ‘sani’ ubicati nel Nord, Verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero e Cerveno (Brescia), Annone Brianza (Lecco) e che non hanno problemi di inquinamento ambientale vengano chiusi per l’effetto cascata di decisioni giudiziarie che corrispondono al momento ancora alla logica del sequestro preventivo senza il riferimento ad alcun provvedimento che scaturisca da una condanna definitiva. Vanno salvaguardati l’occupazione, i lavoratori, e un’impresa che è strategica per l’industria italiana e da cui dipende un indotto importante nel nostro Paese e in Europa”.

Lo afferma l’eurodeputato del Pdl Lara Comi che sul caso Ilva ha presentato un’interrogazione alla Commissione Ue.

Nel testo si domanda “come la Commissione ritenga che uno Stato possa agire per tutelare l’occupazione, anche temporaneamente, dati i vincoli di finanza pubblica previsti dal Trattato di Maastricht e rafforzati dal Fiscal Compact, e dato l’obiettivo primario di salvaguardare 1400 posti di lavoro in stabilimenti che producono utile e, fisicamente e funzionalmente scollegati da quello incriminato, non presentano le stesse problematiche ambientali. E ancora “come la Commissione pensi si possa riconvertire il capitale umano al momento inutilizzato ma a carico della fiscalità generale, in modo da ridurre l’impatto di questa decisione su dei conti pubblici già seriamente compromessi dalla congiuntura economica”.

16092013

19 Commenti

  1. poche parole , tanti fatti : ottimo , ottimo .Questa è la vera politica Non c’è bisogno di veglie, di apparizioni .di sceneggiate ..ma di azione … BRAVA E GRAZIE

  2. Bene la Comi segue gli imput di Silighini e si impegna come richiesto da lui a fare interpellanze. Ora aspettiamo che anche gli altri deputati,quelli di Lombardia 2 si uniscano, di destra e sinistra

    • Gli imput silighiniani sono le veglie , gli spot personali …qui siamo ad altro livello : a proposte conrete , come Comi ha fatto per l’IMS Riesci a cogliere la differenza !!!!!!!!

  3. Ci vuol proprio una Commissione Europea per tutelare il lavoro italiano, dopo che gli Stati forti dell’UE hanno fatto di tutto per fregarci…Il lavoro italiano si tutela prima di tutto lavorando sulla politica italiana, che già da tempo avrebbe dovuto attrezzarsi e invece ha combinato meno di zero, anzi negli ultimi anni ha affossato gli ultimi barlumi di sviluppo occupazionale. Purtroppo le chiacchiere non incantano più nessuno, anche se vengono dalla bocca di una bella donna…

    • ESATTO :
      Ci vuole proprio una Commissione Europea per tutelare anche e non solo il lavoro italiano , viste anche le titubanze di Letta a “Porta a Porta ”
      Non dobbiamo dimenticare che la Riva è un’azienda multinazionale che ha siti produttivi ovunque nel mondo come in Europa – Francia, Germania, Belgio, Spagna ,Canada….-
      Se incomincia a vacillare lo zoccolo della sede principale , a catena si vanno a chiudere o ne risentono pesantemente l’indotto e tutte le sedi estere !!!!!!

      Immagino che questo non sia di difficile comprensione , vista la portata mondiale dell’llva .
      L’impegno e attenzione della Commissione Europea ci deve assolutamente essere : queste non sono chiacchiere ma fatti ed è con i fatti , come dimostrato, che Comi parla .

      In caso contrario non avrebbe ottenutO, oltre a incarichi di spessore ( uno fra i quali l’essere scelta dal governo americano : v in sua pagina FB)) una medaglia d’oro come miglior parlamentare europeo .
      Questi non sono, ripeto, chiacchiere ma fatti documentati …al contrario di chi si diletta con proposte di ”politica fantasmina “

  4. bene l’iniziativa di Lara, fare tutto il possibile per tutelare i posti di lavoro della Riva.
    Male gli agli politici di Lombardia 2 che se ne stanno defilati, in attesa degli sviluppi degli eventi.

  5. L’analisi dell’onorevole Comi è un’evidente falsificazione della realtà e non può portare a nulla di buono. Non sono un paladino della magistratura, anche per esperienza personale, tuttavia:Il sequestro ha riguardato: “beni immobili per oltre 456 milioni di euro, disponibilità finanziarie ( NdR: non è chiaro di cosa si tratti) per oltre 45 milioni di euro, e azioni e quote societarie per circa 415 milioni di euro. Sono stati sequestrati anche un centinaio di automezzi, il cui valore complessivo è ancora da quantificare” http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2013/09/11/AQgwlVM-ilva_sequestro_patrimonio.shtml ). I tirapiedi di Riva, come abbiamo visto, sostengono che ciò ha “impedito il normale ciclo dei pagamenti”. Se ne dovrebbe dedurre che, nel ciclo dei pagamenti dell’ILVA, si ricorre “normalmente” alla vendita di immobili o di azioni e quote di società o di automezzi! Se ciò fosse vero, secondo il diritto commerciale vigente, ci sarebbero le condizioni per la dichiarazione di fallimento dell’azienda. Naturalmente si tratta di una dichiarazione fasulla, che avrebbe dovuto essere accolta da grasse risate, insulti, denunce politiche e sindacali. Nulla di tutto ciò è accaduto. Si tende a dimenticare che il sequestro è un atto cautelativo, in attesa dell’accertamento definitivo della cifra sottratta indebitamente da Riva alle attività di “ambientalizzazione” e messa in sicurezza degli impianti, stimata dai periti dell’autorità giudiziaria in 8,1 miliardi! Così come si rimuove la scoperta di una struttura ombra della famiglia Riva che, ha agito in base alle direttive della proprietà, pur non comparendo nell’organigramma dell’azienda. Da qui l’estendersi della platea delle persone responsabili delle politiche di disastro ambientale, insieme alla loro riconducibilità diretta alla famiglia, in qualità di mandante (ilsecoloxix.it, 06/09/2013). Soprattutto si vuole far dimenticare il criminale comportamento dei Riva, causa diretta, attraverso la produzione del disastro ambientale, della morte di molti cittadini di Taranto e, a causa della mancanza di sicurezza, di molti lavoratori.
    Che lo si voglia o no, la cose stanno andando così.
    E il governo di “larghe intese” di cui fa parte il partito di Comi, cosa propone all’Italia per uscire dalla crisi? Un bel pacchetto di privatizzazioni, esattamente la (s)vendita ai privati di altri pezzi del patrimonio pubblico, esattamente come lo fu quella dell’Ilva ai pescecani Riva. Ma possibile che la storia non insegni nulla? O forse non c’è peggior cieco di chi non vuole vedere…

    • La falsificazione della realtà di Guaglianone non porta buono né per lui né per il suo movimento?!
      Se il suddetto Guaglianone , ancora, difetta nel distinguere un’ANALISI della questione ILVA , che lui stesso, come altri non conosce ,affidandosi a testate giornalistiche di pareri opposti, da un’INTERROGAZIONE PARLAMENTARE !!!!! di tutt’altro respiro , condivisa con gli stessi lavoratori , come può declamare o farsi paladino del verbo VERITAS?

      Peccato che Guaglianone non fosse con I lavoratori domenica. Peccato, davvero .Non certo per altri , in quanto sarebbe venuto con telefonino alla mano

      • -ANALISI POLITICA ILVA-RIVA
        -ANALISI SOCIO-ECONOMICA ILVA-RIVA
        -ANALISI GIUDIZIARIA ILVA-RIVA
        oppure

        -INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DELL’ON COMI

        DI CHE STA PARLANDO GUAGLIANONE ?

    • Guaglianone dimostra una NON “falsificazione “ della Sua realtà!!

      La realtà “vera” del resto, non può tollerare molta immaginazione.Pur di non fare i conti con essa c’è chi preferisce convivere con la finzione, spacciando per autentiche le ricostruzioni ritoccate o distorte dalla fantasia.

      A nessuno , eccetto a coloro che vivono dal di dentro la questione Ilva /Riva – è dato sapere ed esprimersi con sicurezza in merito a cause, concause , diritti, doveri , ragioni e mancanze .

      Per valutare, con scienza e coscienza , la questione dal punto di vista giuridico bisognerebbe avere le carte alla mano ed essere esperti di settore . In caso contrario sono parole al vento che nessun contributo concreto portano alla questione , di certo, molto complessa, interessando diversi piani che vanno oltre le nostre frontiere .
      Per valutare non ci si può affidare a cronoche giornalistiche una divera dall’altra !!!!!

      Essere paladini della giustizia , come della salute di tutti i cittadini e del diritto dei lavoratori, nel rispetto della costituzione, impegna CHIUNQUE a posare a terra le bandiere politiche, lasciare ogni valutazione/azione a chi di competenza e attivarsi, invece, nell’appoggio incondizionato a chi è in DIFFICOLTA’.

      Non leggo, con rammarico, nell’eloquente dissertazione di Guaglianone accenno alcuno ai nostri lavoratori o alle centinaia di decessi a Taranto , non leggo una proposta concreta , ma solo un attacco politico che non depone a suo favore !!!

      Da qualunque parte giungano le AZIONI a tutela di chi lavora sono sempre le BENVENUTE.!!!!!
      Importante e’ farle e saperle fare : le parole stanno a zero .

      Ma possibile che l’età non insegni nulla? Probabilmente ha solo insegnato a qualcuno , a saper scrivere una pagina di pessima “politica”

      • In aggiunta a quanto ho detto sopra , porto ad esempio un articolo Ilva: Riva Acciaio, nessuna facolta’ di uso dei beni sequestrati
        16 Settembre 2013 – 15:05
        (ASCA) – Roma, 16 set – ”Il sequestro preventivo penale impedisce all’azienda ogni utilizzo, in qualsiasi modo o forma, dei beni oggetto di sequestro”. Lo precisa Riva Acciaio in una nota diffusa dopo le ”dichiarazioni contenute in una nota della Procura di Taranto riprese dalla stampa, secondo cui il provvedimento di sequestro non impedirebbe l’uso degli impianti”. La societa’ precisa invece che ”tali dichiarazioni non trovano purtroppo riscontro nel provvedimento del GIP di Taranto di cui ha ricevuto notifica il 9 settembre 2013. Tale provvedimento sottrae infatti alla disponibilita’ di Riva Acciaio tutti i beni, senza disporre alcuna facolta’ d’uso a beneficio dell’azienda; come e’ noto, in assenza di un espresso provvedimento di concessione della facolta’ d’uso, il sequestro preventivo penale impedisce all’azienda ogni utilizzo, in qualsiasi modo o forma, dei beni oggetto di sequestro”. ”Peraltro – prosegue la nota – come riportato anche dagli organi di stampa in data 14 settembre scorso, in conseguenza del nuovo atto di sequestro, le banche finanziatrici di Riva Acciaio, che erano tornate a riattivare i fidi, ne hanno immediatamente disposto il congelamento totale o la revoca; il blocco degli impianti e dei conti correnti impedisce alla societa’ di svolgere, in questi giorni, non solo la normale attivita’ produttiva, ma anche operazioni minimali, quali pagare le utenze o gli spedizionieri per la consegna dei materiali gia’ venduti”. ”Si precisa altresi’ – conclude Riva Acciaio – che, con lettera raccomandata e comunicazione a mezzo PEC in data 11/12 settembre, la societa’ ha immediatamente informato il Custode Giudiziario dei beni sequestrati per avvertirlo delle conseguenze operative del sequestro sull’azienda, ma allo stato non ha ricevuto alcun riscontro ne’ scritto ne’ verbale”. Riva Acciaio avra’ oggi incontri presso il Ministero per lo Sviluppo Economico ”per una valutazione della situazione di emergenza, occupazionale e produttiva, in conseguenza del sequestro”. com-fgl/”
        http://www.asca.it/news-Ilva__Riva_Acciaio__nessuna_facolta__di_uso_dei_beni_sequestrati-1314511-ECO.html

  6. Ilva-Riva : NON è UN GRUPPO NAZIONALE MA MONDIALE !!!!!

    Ottima mossa fatta dall’on Comi .da vera parlamentare con forte intuito e determinazione a tutela del territorio e dei lavoratori .

    La questione deve essere portata , subito, in sede europea
    1-è anche interesse UE tutelare lavoratori Riva italiani e stranieri come previsto dalle convenzioni internazionali .
    2-l’interesse o il fiato sul collo dell’Ue fa muovere la politica italiana
    3-se ci si ferma ai confini nazionali , quando sono interessate anche sedi estere , si rischia di fare il solito gioco dello scaricabarile “è colpa di questo o di quello “ .Prima i lavoratori poi si pensa a metter in ordine “i conti”

    Non a caso questo governo di servizio per le imprese e le banche si stia rendendo conto che con l’Ilva bisogna inventarsi qualcosa di diverso, fuori dallo schema ideologico logoro del “ci pensa il mercato”.

    Non a caso questo governo di servizio è alquanto titubante nel proporre per il GRUPPO–RIVA un “commissariamento” più esteso di quello fin qui timidamente messo in atto : COINVOLGEREBBE ANCHE SITI- RIVA ESTERI !!!!!!!

    Voglio proprio vedere se il GOVERNO LETTA, potrà commissariare l’intero gruppo Riva !!!!!!!

    Ben ha fatto Comi ad anticipare le mosse , viste le titubanze nostrane ,portando la questione ai tavoli europei : BRAVISSIMA

  7. Visto che i signor (la signora? non è dato sapere) Tinti almeno il cognome lo mette, rispondo (non lo faccio mai con gli anonimi). Con due semplici coonsiderazioni:
    1. chiedere a qualsiasi abitante di Taranto se non abbia almeno un familiare defunto per cause riconducibili all’Ilva (così si capisce cosa vuol dire non avere mai adeguato gli impianti per fare profitto, però poi ci si lamenta per il sequestro dei beni…).
    2. è vero, domenica non c’ero al presidio. Stavo con tre lavoratori precari, che grazie alla vendita di un giornale della Caritas (che parla di povertà vecchie e nuove, di licenziamenti fatti dal predone di turno) riescono a “sbarcare il lunario” mentre i Riva di turno navigano nell’oro. Ognuno fa quel che può. Attac, ad esempio, non riesce a mobilitare ingenti forze, ma offre ai lavoratori e alle lavoratrici, come piccolo segno di solidarietà, un tentativo di analisi delle cause che oggi li fanno trovare in questa condizione. A questo proposito, consiglio la lettura di Guido Viale (uno che l’Ilva di Taranto e l’impero dei Riva li conosce a menadito da decenni) su Il Manifesto di oggi. Ci troverà dati e considerazioni con cui confrontarsi. Non la verità assoluta, ma – per l’appunto – un’analisi. Cui, in tutta onestà intellettuale, si può aderire o no. Lasciando a casa inutili livori.

    • Complimenti all’on Comi per la rapidità e concretezza d’azione A TUELA DEI LAVORATORI e per gli importanti riconoscimenti ottenuti che danno “luce” a Saronno come al nostro Paese .

      Le note del sig Guaglianone che non conosco ( quindi si potrebbe chiamare anche Pierino ) con il quale non trovo difficoltà alcuna a interagire ( il sale della democrazia: confronto non negato) pongono dei quesiti che mal si accordano con la realtà
      .Si potrebbe chiedere a qualsiasi abitante di Taranto, alla magistratura , ai politici di zona , ai sindacati dei lavoratori, ai presidenti di provincia , alle unità sanitarie …. Come mai solo ora e non ALLORA nel modo giusto e nelle sedi giuste !!!!!!!!
      Per capirci : in breve

      -Inizi anni ’60 : parliamo di circa 50 anni fa è stato inaugurato il colosso siderurgico Italsider, AZIENDA DI STATO !!!! che venne realizzata a ridosso della città, progettatto alla rovescia: l’area a caldo, quella più inquinante, fu costruita a pochi metri dal quartiere Tamburi per risparmiare sui nastri trasportatori che portano la materia prima dal porto allo stabilimento.
Al momento dell’avvio del primo altoforno, nell’ottobre 1964, venivano prodotte 3 milioni di tonnellate di acciaio l’anno, salite a 11,5 milioni nel 1975. L’occupazione massima raggiunta storicamente dallo stabilimento fu di 21.791 unità nel corso del 1980.

      -Nel 1971 durante la manfestazione ‘Taranto per un’industrailizzazione umana’ organizzata da Italia nostra vennero esposti in piazza della Vittoria panni anneriti dal fumo per richiamare l’attenzione sul problema dell’inquinamento.!!!!!!!

      -Nel 1980 vennero avviate dalla magistrature le prime azioni legali nei confronti di alcuni stabilimenti industriali siti a Taranto, tra i quali Cementir, Ip e Italsider!!!!!!!

      -Nel 1982 la pretura di Taranto ha messo sotto indagine il vertice dell’Italsider per getto di polveri e inquinamento da gas, fumi e vapori. Il direttore dello stabilimento fu condannato a 15 giorni di arresto solo per getto di polveri.!!!

      – Nel 1988 l’Iri , RIPETO L’IRI avviò il processo di liquidazione volontaria di Finsider, Italsider, Nuova Deltasider e Terni acciai speciali..
      -Nel 1991 il ministero dell’Ambiente dichiarò Taranto ‘area a elevato rischio ambientale’.
      -nel 1994 Enea avviò il Piano di disinquinamento per il risanamento del territorio della provincia tarantina.

      -1995 : Gruppo Riva dall’ l’Iri, ripeto dall’IRI acquistò lo stabilimento di Taranto.

      -1998, dopo quasi otto anni dalla prima definizione di Taranto come ‘area ad elevato rischio ambientale’ arrivò il piano di risanamento messo a punto da Enea per conto del ministero dell’Ambiente. Etc etc etc ..

      -NEL 2004 : COMUNE PROVINCIA DI TARANTO RITIRANO LA COSTITUZIONE DI (http://www.ilpost.it/2013/05/15/il-presidente-della-provincia-di-taranto-e-stato-arrestato/) CIVILE NEL PROCESSO CONTRO DIRIGENTI iLVA

      -Nel 2005 CHIUDE altoforno Ilva IN LIGURIA !!!Nel 2006 iniziarono le demolizioni delle strutture presenti nelle aree da restituire alla città.!!!!!!!!!!

      LE RESPONSABILITA’ SE CI SONO VERRANNO ACCERTATE , NEL FRATTEMPO OGNUNO DEVE RIFLETTERE SE HA SAPUTO FARE LA PROPRIA PARTE

    • Se Riva ha costrutio un impero le crea dei problemi di digestione? Se nel crearlo ha fatto azioni non corrette verrà giudicato da chi di dovere . Se lei si guadagna il suo stipendio , non vedo perchè un disoccupato dovrebbe maledirla!!!
      La sua ANALISI , concordo, in merito, con altri interventi non ha nulla a che fare con un’INTERROGAZIOEN PARLAMENTARE !!!!!!!!
      Di conseguenza ha fatto solo un becero attacco poltico , squalifindo la sua “analisi ” condivisibile o meno.

  8. Sono perfettamente in linea con l’azione di Comi e me ne congratulo.
    Resto esterefatto da quanto scrive , a discapito di Attac stesso Guaglianone ” Attac, ad esempio, non riesce a mobilitare ingenti forze, ma offre ai lavoratori e alle lavoratrici, come piccolo segno di solidarietà, un TENTATIVO DI ANALISI delle cause che oggi li fanno trovare in questa condizione”
    Queesta non è SOLIDARIETA’ ma semplicemente INDOTTRINAMENTO POLITICO !!!!!!
    SU CHI …?
    Su chi è in situazione di difficoltà !!!!
    INCREDIBILE!!!

    In aggiunta “ A questo proposito, consiglio la lettura di Guido Viale (uno che l’Ilva di Taranto e l’impero dei Riva li conosce a menadito da decenni) su Il Manifesto di oggi. !!!

    Non serve altro commento

    • Remy : ho letto , condivido e mi aggiungo al tuo essere “sbalordito” da tale cstrana oncezione di SOLIDARIETA’ !!!!! C’E’ MOLTO DA IMPARARE

  9. Ringrazio di cuore per la sua presenza al presidio, presenza composta e con risposta immediata . RIVA ACCIAI ne ha bisogno .Grazie

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