GERENZANO – Alla lista d’opposizione Gerenzano democratica piace il programma comunale di miglioria degli stabili scolastici.

“Abbiamo appreso con soddisfazione la dichiarazione d’impegno dell’amministrazione per migliorare le caratteristiche degli edifici scolastici comunali attraverso un progetto per il risparmio energetico (illuminazione a led) e la richiesta di accesso al recente finanziamento statale per la ristrutturazione degli edifici scolastici (tetto plesso Clerici). Inoltre, apprezziamo l’inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche dell’edificazione di una nuova scuola materna comunale, punto presente anche nel nostro programma elettorale – viene sottolineato in un comunicato di Gerenzano democratica – Per questo vigileremo affinché tutto questo non resti lettera morta”.

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Gerenzano democratica, tramite il proprio capogruppo consigliare Pier Angelo Gianni “invita quindi il sindaco Ivano Campi e tutta l’amministrazione a: attivarsi per reperire, in modo chiaro e trasparente le necessarie fonti di finanziamento; non temporeggiare nell’attesa che il bisogno espresso dal territorio trovi soddisfazione grazie ad interventi privati. A questo proposito ci preoccupa molto il riferimento fatto dall’assessore Borghi circa l’intenzione dei privati di aprire nuove classi di scuola dell’infanzia presso le strutture già operanti sul nostro territorio come l’Asilo Berra, il Villaggio Amico e il nido Piccoli Passi. individuare l’area in cui dovrebbe sorgere la scuola e predisporre un progetto adeguato a tutte le più moderne indicazioni architettoniche e didattiche; coinvolgere i cittadini, a partire dai genitori, nel processo decisionale in modo che la realizzazione della nuova scuola diventi un momento di partecipazione e di condivisione per il futuro di Gerenzano”.

Per Gerenzano democratica “la costruzione di una scuola pubblica offre l’occasione per guidare la trasformazione e la riqualificazione di una parte della città, mentre la risposta privata a questi bisogni, seppur legittima e importante per la diversificazione dell’offerta formativa, rischia di penalizzare le fasce più deboli della popolazione che dovrebbero far fronte alla spesa aggiuntiva per la retta e aggravare annualmente il bilancio comunale per il contributo alla gestione del servizio sotto forma di convenzione o di finanziamento”.

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