lara comi conferenza lavoroSARONNO – “La riunione del Tavolo tecnico sui balneari coordinato dal sottosegretario Baretta, che si è svolta ieri al ministero dell’Economia, alla presenza delle associazioni di categoria, va nella giusta direzione. Il percorso tracciato punta a garantire la continuità di gestione delle nostre spiagge e rimettere in moto gli investimenti che in questi anni sono stati bloccati a causa delle incertezze sulla direttiva Bolkestein con gravi perdite per tutto l’indotto. Tutto questo fa ben sperare un settore che è costituito da 30 mila Pmi italiane”.

Lo afferma l’europarlamentare del Pdl, la saronnese Lara Comi.

“Il Tavolo – sottolinea Comi – ha ribadito l’impegno del Governo italiano a negoziare il caso specifico a Bruxelles per superare gli ostacoli che finora hanno impedito di arrivare a una soluzione definitiva. Percorso che è stato sollecitato dallo stesso commissario Barnier due settimane fa in un intervento in plenaria sulla direttiva servizi, il quale nell’occasione si è detto disponibile a continuare le trattative. Le concessioni marittime sono un settore limitato e rappresentativo dell’Italia. Ritengo che questo ambito, se liberalizzato, non apporterebbe alcun vantaggio reale al mercato in termini di posti di lavoro, benessere e crescita economica”.

280913

19 Commenti

  1. Ci mancherebbe altro ! Abbiamo già svenduto agli stranieri i nostri gioielli migliori .In tal caso la liberalizzazione , su mercato internazionale , di spiagge appetibili sarebbe un danno forte per la nostra economia , oltre ad essere un pericolo per la sicurezza delle nostre coste

  2. Sono troppe ormai le aziende italiane d’eccellenza finite nelle mani degli stranieri.
    La Pernigotti, passata ai turchi Toksoz.
Un altro caso di questa raccolta figurine da parte dei colossi è stata l’acquisizione dell’80% di Loro Piana, simbolo assoluto del cachemere, da parte della Vuitton .
    Da un lato c’è chi si vede arrivare l’ offerta che non si può rifiutare: soldi freschi da buttare in azienda per rilanciare il marchio. Dall’altro ci sono aziende che non navigano in buone acque e che per sopravvivere sono costrette ad affidarsi a un aiuto esterno.

  3. Molte aziende tutte italiane esternalizzano per ridurre i costi. Produrre in Italia conviene sempre di meno, sia per il costo della manodopera sia per la pressione fiscale sulle aziende a tratti ridicola (parliamo di quasi il 60% secondo le ultime rilevazioni).

  4. Allo Stato sembra interessare davvero poco se le eccellenze italiane finiscono all’estero e allora il quadro è completo. Fuga di cervelli e fuga di marchi sono sintomi della stessa malattia.

  5. C’è però da dire che ci sono anche nostre aziende che fanno spesa all’estero acquisendo altri marchi, come ha fatto per esempio Barilla comprando la francese Harry’s e la svedese Wasa, o Luxottica acquisendo la Ray-Ban. Si tratta però di rare eccezioni in un mare di cessioni.

    • Tutte libere no, solo una buona parte .Altrimenti le nostre coste non sarebbero curate , tutelate .E’ interesse del concessionario tenere in ordine il litorale

      • Abbiamo ceduto Bulgari alla Luis Vuitton, Acqua di Parma e Fendi; Gucci e Pomellato, Bottega Veneta, Brioni e Sergio Rossi., famoso per le scarpe . le nostre spiagge RESTINO NOSTRE .

  6. d’altra parte si fanno dei road tour per dire alle aziende straniere quanto noi siamo attrattivi.

    Liberali alle vongole…tanto per essere coerenti al tema

    • Un conto è reclamizzare , sponsorizare il nostro teeritorio per far venire gli stranieri in Italia e fruire dei nostri prodotti come delle nostre eccellenze , un conto è VENDERE AGLI STRANIERI !!!!!

      • se uno mette qualunque barriera all’arrivo degli stranieri, sarà poi barrierarto all’estero, ma a noi non importa,tanto non abbiamo la capacità, la cultura e la voglia di internazionalizzarci, a noi stanno bene le micro aziende familiari che non possono crescere. A questo in parallelo ci piace una burocrazia mostruosa, ma siamo gli unici ad avere avuto un ministero della semplificazione, che ha avuto risultati prossimi a zero, anzi no, ha fatto ridere il mondo.

        Intanto il mondo corre, e sicuramente non ci aspetta

  7. Anche l’ Algida, Buitoni e Bertolli quella dell’olio se ne sono andate fuori dai nostri confini….pure il controllo delle speigge: sarebbe troppo

  8. no no teniamole le nostre spiagge Abbiamo già la Svizzera,un tempo considerata paradiso degli evasori fiscali, oggi è il paradiso dei professionisti e imprenditori ..Questi , a dir il vero non hanno tutti i torti E’ concesso loro ciò che non è permesso in Italia: lavorare bene, pagando sì ma soprattutto liberandosi dai mille vincoli della burocrazia. Qunado il governo itlaaino lo comprenderà avremo molte, troppe aziende avranno preso il volo , non solo per la Svizzera , ma per l’Austria , la Romania etc

  9. Mi pare una buona soluzione .In caso contrario verrebbero da noi gli speculatori stranieri , forti multinazionali , che senza dubbio avrebbero la meglio sulle nostre imprese a conduzione familiare .
    Ho sentito anche in tv la proposta che poi dovrebbe essere portata in Europa per tamponare , bloccare la Direttiva che manda tutti ad asta.La spiaggia dovrebbe essere tagliata , per competenza, in due parti: quella con cabine e locali , bar, ristoranti,, verrebbe sdemanializzata, venduta al concessionario già proprietario delle strutture, ma non del terreno.L’altra parte che non può in alcun modo essere venduta, data in concessione .
    Un buon compromesso tra le richieste dell’Unione Europea e le esigenze dei balneari, con rientro di risorse importanti per le casse dello Stato …un’operazione , dicono, non lontana dal miliardo di euro.Si tratta per l’acquirente di acquistare solo una striscia di terreno dove insistono le strutture che sono già sue .

    • Anch’io penso che sia giunto tenerci le nostre spiagge ; però mi chiedo : se, come dici, il terreno dove ci sono cabine, bar …diventa proprità privata può essere precluso il passaggio di persone all’arenile .

  10. Si una buona soluzione; acquistare una striscia di terreno non dovrebbe essere un costo esorbitante …certo è che chi ne è proprietario si farà avanti con più forza a fare investimenti . Mi auguro che i prezzi degli ombrelloni e lettino siano calmierati : in certe zone sono davvero indecenti

  11. Gli stabilimenti balneari stanno rovinando le spiagge italiane.. bisogna ritornare alle spiagge libere.

  12. Basta che questo non sia un mascherato modo di tutelare le lobbies di settore con una futura idea di ulteriore proroga delle concessioni oltre il 2020 con il conseguente “scavallamento” di indizione di gare pubbliche per l’assegnazione delle concessioni…( con regole di tutela ambientale ben definite) . ulteriore modalità per favorire il “degrado incontrollato” delle nostre coste

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