lara comiSARONNO – “È assurdo voler fare giustizia sottoponendo i cittadini a una grave ingiustizia, quella di attendere lunghissimi anni prima di vedere conclusa la loro causa. Sarebbe più equo far decorrere il tempo ragionevole del processo dal momento in cui viene disposta una misura cautelare. Come ha avuto modo di affermare la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, il 40 per cento dei detenuti nelle carceri italiane sono in attesa di giudizio, un dato allarmante”. Lo afferma l’europarlamentare del Pdl, Lara Comi, che nel merito ha presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea sul tema della ragionevole durata dei processi in Italia.

“Nel penale – spiega Comi – il termine ragionevole si fa decorrere dall’acquisizione della qualità di imputato o dalla conoscenza legale della chiusura delle indagini. Nella realtà, però, già durante le indagini il cittadino può essere sottoposto a misura cautelare preventiva e da questo momento fino alla conclusione delle indagini o il rinvio a giudizio possono trascorrere anche anni. Eppure ogni persona ha diritto che la sua causa sia esaminata entro un termine ragionevole ai sensi dell’articolo 47 della carta dei Diritti fondamentali dell’Unione europea”.

“Il nostro Paese – prosegue Comi – è stato purtroppo condannato innumerevoli volte dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo per l’eccessiva lunghezza dei processi. La legge Pinto del 2001, di recente modificata, prevede infatti la possibilità di adire la Corte di Appello competente per ottenere un’equa riparazione in caso di violazione del termine ragionevole del procedimento che è di tre anni per il primo grado, due per il secondo e uno per l’ultimo grado di legittimità”.

“Come ha anche affermato il capo dello Stato – conclude Comi-  la riforma della giustizia in Italia è necessaria. Siamo fuori tempo massimo. La sentenza pilota Torreggiani della Corte europea (gennaio 2013) ha dato tempo un anno all’Italia per risolvere il sovraffollamento carcerario, attuare misure alternative alla detenzione, velocizzare e semplificare i processi. Senza dimenticare la recente decisione della Commissione Ue di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo”.

021013

7 Commenti

  1. Il mio commento precedente è scomparso : non capisco il motivo .

    Ci vogliono anni per arrivare ad una sentenza e i magistrati lavorano solo mezza giornata , con tempi molto lunghi Questo fa sì che i processi vadano avanti per anni. C’è una bufera di neve e un testimone non può presentarsi in tribunale? Il giudice rinvia, e non al giorno successivo ma a ventiquattro mesi dopo.
    I magistrati , non hanno , a diffrenza di altri stati, la responsabilità penale per coloro che sbagliano,
    Negli Stati Uniti c’è molta attenzione e rigore: se un’intercettazione autorizzata e fatta legalmente poi finisce su un giornale è un fatto grave perché significa avvisare la persona oggetto delle indagini. Al tempo stesso c’è molta attenzione anche al tema della violazione della privacy.

    • Stanotte abbiamo eseguito un intervento di manutenzione del sito
      e come abbiamo anticipato http://ilsaronno.it/?p=22164
      alcuni commenti potrebbero essere andati persi.
      Abbiamo già invitato i lettori a reinserirli.
      Saluti
      Sara

  2. Aggiungo La riforma della giustizia è una priorità che non può più attendere.

    C’è urgente bisogno di una giustizia rapida ed efficiente. Un caso è quello dell’Ilva, : serve un migliore equilibrio tra
    le esigenze dell’accertamento dei reati da parte dei giudici e l’interesse pubblico collettivo che non intacchi la vitalità industriale di grandi poli di rilievo strategico nazionale: il necessario rigore repressivo per i reati eventualmente commessi, dall’altro, la capacità delle imprese di produrre lavoro e ricchezza, nel rispetto della Costituzione e delle leggi.

  3. negli Stati Uniti la giustizia è assai veloce anche perchè c’è un solo grado di giudizio: da noi, per motivi storici e per favorire i ricchi che possono pagare avvocati x anni (e non dovrebbero lamentarsi), ci sono tre gradi di giudizio. Io sono favorevole a questo sistema, non so se chi sostiene tanto la riforma pro-domo sua è altrettanto favorevole. E proprio oggi 2 ottobre sarei curioso….

  4. 1) i 3 gradi di giudizio sono previsti in tutti i sistemi Continentali e non solo in Italia
    2) meglio un grado in più che un innocente in galera
    3) il fatto che vi siano 3 gradi di giudizio (in realtà sono 2 sul merito ed 1 di legittimità) va valutato non in se stesso, ma relativamente al sistema giuridico e giudiziario cui si riferisce

    La riforma della giustizia non è solo un monito di Napolitano: “L’Italia ha bisogno di coesione Ora auspico riforma giustizia”ma della sinistra stessa come del cdx . come detto ieri sera a Porta a Porta da Speranza portavoce del PD .Pertanto , si può affermare che per CDX e CSX è l’unico punto su cui sono d’accordo. Dire #cittadino che i tre gradi di giudizio “favoriscono i ricchi ..” salvo poi tu stesso esserne d’accordo è davvero insosotenibile !!!!!
    .
    Se poi #cittadino vuoi dare a questo diritto negato, diritto di ogni cittadino una valenza demagogica è un tuo problema non certo degli italiani che hanno il diritto di avere una giustizia giusta, rapida e che i giudici , se sbagliano debbano pagare (v Tortora, v Del Turco)

  5. La giustizia in Italia non funziona. È un dato di fatto, inutile girarci attorno. Inutile nascondersi dietro i processi di Berlusconi: è solo una scusa per non fare una riforma fondamentale per il nostro Paese e che tutto il mondo ci chiede. La giustizia italiana va riformata da cima a fondo..

    -Abbiamo il più alto numero di casi pendenti non risolti di cui se ne prescrivono, per lentezza, (mediamente qualche centinaio al giorno).

    -Abbiamo processi troppo lunghi:una media di 8 anni del solo primo grado del processo civile.

    -Abbiamo un costo esagerato dei processi: delle spese legali sostenute dai cittadini e in percentuale del valore della causa

    -Abbiamo un budget troppo alto : 73 euro a persona all’anno, contro una media europea di 57 euro. Ogni magistrato italiano dispone di 3,7 addetti non togati (cancellieri e dattilografi), contro i 2,7 della Germania. Non male!

    -Abbiamo salari e stipendi elevati : i giudici italiani guadagnano più di tutti i loro colleghi europei.: uno stipendio pari a 7,3 volte quello medio dei lavoratori dipendenti italiani. –

    Abbiamo primati negativi sul funzionamento della giustizia, caratterizzato da un mix di impunità, mediazione estrema e politicizzazione

    Abbiamo :meritocrazia zero dopo 27 anni di servizio, tutti i magistrati raggiungano, indipendentemente dagli incarichi svolti e dai ruoli ricoperti, la massima qualifica di carriera possibile.

    Abbiamo la responsabilità civile come per ogni altra categoria ? No, per carità!

  6. Giorgio Napolitano ricorda che i magistrati devono avere e dimostrare “equilibrio, sobrietà, riserbo, assoluta imparzialità e senso della misura e del limite”.
    Se tutto fosse ok , non era il caso di ricordarlo !!!!!

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