SARONNO – Per il cinquantesimo anniversario dalla fondazione del nido Gianetti, il Comitato di partecipazione dei Nidi Comunali di Saronno ha colto l’occasione per una nostalgica chiacchierata con Gabriella Moneta, coordinatrice dal settembre 1973 all’agosto 1989.

Il nido nasce nel 1963 da una donazione della famiglia Gianetti, nella persona della signora Nina, che aveva subito un grave lutto familiare, perdendo la figlia Pina e la piccola nipotina Enrichetta.
Prima della nascita del nido, la fondazione Onmi (Opera Nazionale Maternità e Infanzia) assisteva a Saronno le donne e le famiglie in difficoltà, fornendo un servizio a tutela della salute e dell’igiene di neonati e bambini.

La famiglia Gianetti prosegue l’esperienza dell’Onmi con l’aiuto di tre suore provenienti da Rivolta D’Adda e di dieci “buone mamme” che avevano come finalità la cura e non l’educazione dei bambini, convinte che fosse molto difficile educare prima dei tre anni d’età.

Come detto, Gabriella Moneta mette a servizio del nido dal 1973 la sua esperienza di maestra dell’infanzia, cercando, non senza difficoltà, di scardinare quella convinzione che i bambini così piccoli dovessero essere solo “curati e non educati”.

All’inizio l’asilo era dotato di un refettorio, un salone per i giochi, una sala lattanti, un dormitorio e una zona igiene. Ogni singolo ambiente era curato nei minimi dettagli per garantire un luogo funzionale al benessere dei bambini e del personale. La pulizia era molto accurata: “si puliva sul pulito”.

Il servizio era garantito da dieci mamme esperte, una cuoca, una guardarobiera, una vigilatrice e dalla direttrice. Il nido ospitava circa settanta piccoli. Ogni bambino indossava il grembiulino. La cura sanitaria era nelle mani della dott.ssa Letizia Lonati. Con la sua presenza costante il medico garantiva un controllo capillare sulla salute dei bambini, assolvendo in pieno al compito primario di tutela sanitaria (la struttura era dotata anche di una lampada con raggi U.V.A.). Un occhio particolare era destinato alla dieta; era equilibrata e rispettosa dello sviluppo naturale dei bambini.

L’aspetto sanitario e quello educativo iniziano ad integrarsi dopo il 1975, quando il “Gianetti” passa dall’Onmi al Comune.

L’Amministrazione, cogliendo le richieste che provenivano da Gabriella Moneta, inizia una formazione del personale per trasformare quelle buone mamme in buone educatrici.

La struttura acquisisce così una forma più didattica: angoli con i giochi d’acqua, i travasi, lo specchio, il travestimento, il punto morbido ed altro, il tutto corredato da allegri canti utili alla condivisione, alla partecipazione ed al potenziamento delle imprescindibili abilità sociali.

Per chi ha ascoltato i ricordi di Gabriella e la permanente passione che ancora oggi proviene dalle sue parole, è stato inevitabile un sentito ringraziamento per coloro che nel tempo hanno investito nella cura dei piccoli saronnesi e per chi oggi con dedizione e professionalità si occupa della prima educazione dei nostri figli.