SARONNO – Storici appassionati del teatro ma anche ragazzi al primo ingresso al Pasta, mamme con i propri bimbi ma anche qualche adolescente: è stato decisamente vario il pubblico che venerdì sera ha partecipato a Starci Dentro la serata di porte aperte organizzata dal teatro Pasta. A partire dalle 18 la sala di via Primo maggio ha aperto il palco, i camerini e tutti gli spazi al proprio pubblico con una serie di iniziative pensate per far conoscere la struttura.

“Fino alle 22 – spiegano gli organizzatori – c’è stato un via vai continuo mai un momento di vuoto. I partecipanti si sono sentiti liberi di fruire degli spazi del teatro come volevano, guardando e ascoltando ciò che più interessava loro”. Diverse le performance proposte dalla presentazione libro “Il caffè delle donne” di Widad Tamimi, edita da Mondadori, con dimostrazione della preparazione del caffè arabo nel foyer alla presentazione, in sala,  di “Cargo diario” piccoli diari di viaggio e “Seconda pelle” graphic novel realizzata a più mani, esposizione tavole e spazio per incontro. Coraggioso binomio sul palco dove dietro all’esibizione The System of Tautism II, Opera di Sprout e Performance di danza contemporanea è stata allestita la presentazione dell’Istituto professionale IAL di Saronno con cuochi che hanno realizzato sculture di frutta, panificatori che hanno proposto pane artistico e sculture di cioccolato e i lavori di meccanici che hanno sculture/orologi con materiale di recupero. Apprezzatissima dai presenti anche la possibilità di farsi acconciare i capelli della apprendiste parrucchiere dello Ial.

Tra le proposte più intriganti sicuramente il tour dei camerini: ogni spazio è stato allestito in modo spettacolare per rappresentare una diversa proposta teatrale della nuova stagione. A disposizione del pubblico per domande e curiosità anche la direttrice operativa Anella Todeschini e quella artistica Anna Gui e il membro del cda ed ex presidente Patrizia Omati.

13102013

2 Commenti

  1. nel titolo c’e’ scritto “sul parco e nei camerini…”
    Chi l’ha scritto, il mitico Giampiero Galeazzi?

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