SARONNO – Quale futuro per lo stadio “Colombo Gianetti” di Saronno e per i calcio locale? Un interrogativo che si pongono i tanti tifosi locali, anche alla luce dello stato di degrado in cui versa l’impianto di via Biffi.

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“A livello affettivo il Colombo Gianetti evoca ricordi legati al Fbc Saronno – ricorda Luigi De Micheli, storico locale e fondatore della pagina Facebook prendendo spunto dalla quale la scorsa estate era stato avviato un progetto per fare rinascere il Football Club – Lo stadio fu inaugurato il 28 ottobre del 1931 con la partita Saronno-Casale ed è stato per 80 anni la casa della squadra biancoceleste. Negli anni sessanta vi fu giocata una partita della nazionale under 21. L’ampliamento del 1990 ne ha stravolto la bella struttura con l’aggiunta di un settore nella tribuna centrale, la chiusura del porticato di ingresso e la rimozione della balconata centrale con il grande stemma della città di Saronno. La costruzione delle gradinate e dei muri esterni e gli ingressi separati per squadre e tifosi era necessario per poter ospitare le gare del Saronno ritornato tra i professionisti. Alcuni lavori tra l’altro non furono mai portati a termine come la pavimentazione e la tettoia di protezione davanti agli spogliatoi e all’infermeria”.

Come ammette anche De Micheli,”il problema è che una struttura del genere, diventata così grande ha però dei costi di gestione che possono essere mantenuti solo da società sportive che hanno importanti risorse economiche e possono usufruire di una convenzione di utilizzo di parecchi anni. Negli ultimi decenni si è andati avanti con convenzioni annuali che non favorivano di certo a chi usava lo stadio ad impegnarsi per sistemare la struttura, e attualmente non si può certo chiedere a una associazione dilettantistica che gioca in seconda categoria e giustamente più attenta ai giovani e ai bambini come la Robur , di prendersi carico se non dell’ordinaria amministrazione, in più vi è il “problema” della convivenza con la società di atletica che usufruisce della pista di atletica ma anch’essa non può certo sobbarcarsi i costi di uno stadio da calcio.

Che fare, dunque? “Forse, ma non ci metterei la mano sul fuoco, visto poi come si sta evolvendo il calcio anche in Italia, la soluzione proposta dall’allora presidente del Fbc Saronno, Enrico Preziosi che prospettava l’acquisto di tutta l’area stadio compresa l’allora tennis club per farne ristorante, sede sociale e palazzina per i giocatori (il Comune aveva poi ripreso l’idea costruendo solo la club house) era una buona possibilità per mantenere squadra di discreto livello, stadio e per il comune di poterci ricavare dei soldi dalla vendita. Oggi vedo solo una possibilità per il futuro dell’area dello stadio, più che dello stadio stesso (anche se affettivamente sarebbe un colpo) la soluzione migliore è l’abbattimento generale di tutte le tribune muri, cancelli e la creazione di una grande area verde sportiva senza recinzioni (se non quelle esterne) intorno alla pista di atletica che si fonda insieme alla piscina e alla club house e alla casa delle associazioni e collegata con le piste ciclabili al centro e al vicino parco groane. In questo contesto si potrebbe pensare in un secondo momento e sempre se nasce l’esigenza della costruzione affidata ad un privato su area comunale come al Matteotti o nelle aree dismesse, di un campo solo per il calcio con annesso ristorante, bowling ed altro ancora, con tribune modulari a seconda dell’attrazione”.

Conclude De Micheli:”A dire il vero nonostante tutto l’affetto per il Fbc Saronno 1910, se guardiamo al concreto forse conviene pensare più in ottica comprensoriale e allora basterebbe che la dirigenza della Caronnese, che è la società più importante di tutta la zona del Saronnese, che ha già uno stadio volendo ampliabile e appositamente fatto per il calcio tra l’altro a 50 metri dal confine con Saronno si aprisse un po più alla nostra città diventando anche la squadra di tutta la zona. Avremmo tutti da guadagnarne, tifosi, appassionati di bel calcio e anche la squadra stessa che potrebbe portare in dote anche il nome di Saronno, tra le prime 60 squadre di calcio nate in Italia”.

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4 COMMENTI

  1. Legge Stadi, “da partiti sì a speculazione e scempio ambientale con la scusa del calcio”
    Un emendamento al decreto Stabilità per “regolamentare” la costruzione di nuovi impianti sportivi. Legambiente: “Una vergogna. Basta che un imprenditore compri un terreno agricolo non edificabile, e quindi a prezzo stracciato, ci costruisca sopra un impianto sportivo e grazie all’emergenzialità della norma gli sarà consentito costruire case e palazzi”

  2. Luigi, se ci aggiungi un campo di patate e uno di fagioli, hai la possibilità di fare un bel minestrone. Ciao

  3. Ma quanti soldi ci vorrebbero per rimettere a norma lo stadio ?
    Due anni fa ci giocava il Cistellum, non mi sembra che cadesse a pezzi. Il problema e’ semmai trovare una societ’round seria che trovi casa al Colombo Gianetti.
    L’illuminazione e’ da campo di categoria.
    Perche’ lasciar andare un edificio storico ?

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