consiglio comunale porro airoldiSARONNO -Tesissimo intervento del sindaco Luciano Porro sulla vicenda dell’occupazione dell’ex macello: ieri sera in consiglio comunale dopo aver approvato i punti all’ordine del giorno su cui era necessario deliberare entro il 30 novembre l’assemblea cittadina ha deciso di affrontare le due interpellanze presentate da Saronno al centro e dalla Lega Nord sull’occupazione dello stabile comunale in via Don Monza.

Dopo la lettura delle due interpellanze fatta dal presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi il sindaco ha preso la parola e documenti alla mano ha letto quanto fatto dall’Amministrazione nell’ultimo anno.

“L’occupazione è iniziata il 2 novembre alle 14,30 e il giorno successivo in qualità di sindaco ho sporto denuncia contro l’occupazione. Il 21 dicembre ho firmato l’ordinanza di sgombero, subito inviata al Prefetto, con cui chiedevo lo sgombero immediato dei soggetti non identificati che avevano occupato lo stabile. Il 19 aprile 2013 abbiamo scritto ad Enel per sapere la situazione della fornitura elettrica della casa anche per motivi di sicurezza. Il 9 maggio Enel ha risposto che non poteva staccare la fornitura elettrica perchè risultava regolarmente allacciata ad un’utenza e alla nostra lettera del 14 maggio in cui chiedevamo gli estremi della persona titolare dell’utenza l’azienda ci rispondeva che non poteva fornirli previa autorizzazione dell’utente stesso con quella dell’autorità giudiziaria. Il 15 novembre abbiamo effettuato il taglio dell’acqua e il 22 novembre ho firmato una nuova ordinanza di sgombero notificata martedì 26 novembre dal comandante della polizia locale Giuseppe Sala”.

“Questi sono fatti innegabili perchè ci sono i documenti a dimostrarlo. Ribadisco che con gli occupanti non c’è mai stato nessun accordo ma, come avevo già dichiarato alla stampa semplicemente un gentlemen’s agreement. Durante il colloquio avuto con il 3 novembre i giovani ci avevano chiesto di poter restare nella casa fino all’avvio dei lavori, dichiarandosi pronti a lasciare la struttura quando fosse imminente la partenza dei lavori”.

Termina la parte informativa il sindaco passa alla sua lettura della vicenda:”Di questo tema si sono interessati politici e pseudo politici facendo dichiarazioni secondo cui il Comune e il Sindaco sarebbero stati inerti in balia degli occupanti.  Quanto ho relazionato finora dimostra come l’Amministrazione abbia agito per quello che era di sua competenza“.

“Io e l’assessore Giuseppe Nigro ci siamo incontrati più volte a Varese ai tavoli per la sicurezza dove abbiamo affrontato anche questo tema. Abbiamo concordato con le autorità preposte di tenere un basso profilo che però non fa confuso con la debolezza“.

Se non c’è stato ancora lo sgombero – ha dichiarato il primo cittadino di Saronno – è perchè ci sono stati dei motivi che l’han impedito. Non è comunque colpa dell’Amministrazione. Questo motivazioni vanno tenute riservate perchè sono di pertinenza di chi deve occuparsi dei tempi e dei modi dello sgombero che non sono di competenza comunale”. 

E ha concluso:”Ho firmato due volte un’ordinanza di sgombero ma non mi sono mai permesso di dire come fare e quanto intervenire perchè lo sgombero non è competenza del Comune e tocca ambiti che sono limitatamente saronnesi e per i quali serve una visione più ampia”.

Una risposta articolata che però non ha soddisfatto ne l’interpellanza della Lega Nord ne quella di Saronno al Centro: sia Raffaele Fagioli sia Paolo Strano hanno chiesto la possibilità porre altre domande al primo cittadino ma il presidente Airoldi mantenendo fede al regolamento ha impedito l’apertura del dibattito tanto che entrambi gli esponenti di minoranza hanno annunciato l’intenzione di presentare una mozione da discutere durante la prossima assemblea civica.

29112013

7 Commenti

  1. “Di questo tema si sono interessati politici e pseudo politici…”.

    Vorrei ricordare al Sig. Sindaco, con riferimento agli “pseudo politici”, che la politica non è una professione, appannaggio di pochi “prescelti” ma, in democrazia, strumento di TUTTI, inclusi i meno “smaliziati” del settore (impiegati, operai, imprenditori, MEDICI…).

    Se poi, tutte queste informazioni non sono venute a conoscenza di chi a effettuato dichiarazioni presunte mendaci o diffamanati nei confronti dell’Amministrazione, forse è mancata l’adeguata comunicazione. Salvo casi di malafede.

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