lara comiSARONNO – Due iniziative che, ciascuna nel proprio contesto, agiscono con principi e valori comuni per la valorizzazione della qualità sui mercati esteri, illustreranno le proprie iniziative e novità.

Interverranno il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e la parlamentare europea Lara Comi, saronnese; con Eleonora Piazzolla, co-fondatrice di “Compriamo Made in Europe” e Andrea Radic, co-fondatore di Ilw. Modera Francesca Senette.

L‘appuntamento è fissato venerdì, 6 dicembre, alle 15.30 nella sede di Ilw di via Arcivescovado 1 a Milano.

Ilw, Italian luxury in tre world, promuove sui mercati esteri l’eccellenza dei prodotti italiani e la qualità del Made in Italy, attraverso road show, presentazioni ed eventi per il 2014 e nel primo trimestre del 2015 con l’allestimento di un aereo a showroom dei prodotti italiani per un tour in 12 Paesi dove è forte la domanda di qualità e le nostre aziende possono aumentare o posizionare la propria presenza.

Ilw Digital sarà la piattaforma digitale online dedicata a tutta l’operazione. Regione Lombardia e Expo 2015 potranno usufruire del programma di attività di ILW per promuovere le eccellenze territoriali, produttive,artigianali e turistico-culturali della Regione, unitamente alla promozione dell’esposizione universale di Milano e delle sue tematiche.

“Compriamo Made in Europe” ha recentemente acquisito il prestigioso patrocinio della presidenza del Parlamento Europeo e agisce con l’obiettivo di valorizzare la qualità delle merci prodotte in Europa aumentandone la competitività contro le contraffazioni, in un mondo globalizzato. Inoltre costruisce con la propria piattaforma la possibilità per i cittadini comunitari di ricevere e verificare informazioni sull’origine e la tracciabilità dei prodotti attraverso “etichetta consapevole” che permette di avere informazioni precise e sicure sula qualità dei prodotti.

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8 Commenti

  1. infatti. l’unico modo per far passare il MADE IN … presso la commissione europea è chiamarlo MADE IN EUROPE , che poi andrà declinato in MADE IN ITALY . MADE IN GERMANY…MADE IN FRANCE .BRAVISSIMA ON COMI

  2. COMPRIAMO MADE IN EUROPE permette di conoscere le aziende che hanno scelto di fabbricare i propri prodotti nel territorio europeo, contribuisce a promuovere la produzione di qualità, aiuta a sostenere la nostra economia e la nostra moneta, promuove la crescita delle aziende europe e contribuisce alla conservazione dei posti di lavoro

    Nella scheda di ogni azienda sono riportate le etichette relative ai settori del processo produttivo accompagnate da un valore percentuale che indica la quantità di lavorazione europea per quella fase del processo produttivo.
    Ai sensi dei termini di servizio, ciascuna azienda registrata è la sola responsabile del contenuto della scheda relativa ai propri prodotti e servizi e dell’esattezza e veridicità delle percentuali indicate per le varie parti del processo produttivo.
    Nello specifico:
    1- CONFEZIONE/FABBRICAZIONE:prodotto lavorato nell’Unione Europea.Per confezione s’intende i passaggi che permettono la realizzazione di un prodotto finito. Si intende qualsiasi tipo di lavorazione o trasformazione, incluso l’assemblaggio o le operazioni specifiche. Le componenti/materie prime di un prodotto, possono essere di origine extra Unione Europea.

    2-PRODUZIONE: merce prodotta nell’Unione Europea.
    Per produzione si intende tutto ciò che viene sviluppato dalla materia prima già trasformata in poi, anche se esso è destinato ad essere a sua volta successivamente impiegato in un’altra operazione di fabbricazione.

    3- TRASFORMAZIONE O LAVORAZIONE: trasformazione di materiale in prodotto lavorato o semi lavorato.

    4- MATERIE PRIME originarie dell’Unione Europea.
    Si intende qualsiasi “ingrediente”, “materia prima”, “componente”
    o “parte”, etc, impiegata nella fabbricazione del prodotto.

    5- PACKAGING tutto ciò che serve per contenere il prodotto finito, realizzato nell’Unione Europea (scatole, cartoni, sacchetti, vaschette, …)

  3. L’ indicazione del Paese d’ origine non si tocca: saremo anche un vecchio continente abitudinario ma evidentemente non ce la sentiamo di barattare al buio un abito italiano con un tailleur belga e vorremmo ancora poter scegliere se sorseggiare un vino francese o tedesco.
    A invocare un nuovo sistema di etichettatura per le merci che vengono commercializzate in Europa siamo stati proprio noi., italiani per evitare che il consumatore compri attirato da ingannevoli gondolette o bandierine tricolori, merci che invece arrivano da lontano, magari da Taiwan.

    Anche la Milano della moda si dice favorevole alla terza via indicata da Bruxelles: etichetta obbligatoria per tutti, purché sia una doppia etichetta . “made in Eu-Italy”

    Il consumatore deve poter scegliere e l’ origine conta.

  4. Lara Comi a fatto bene, ma meglio che non si butta in politica con la Lega altrimenti si rovina.

  5. far passare etichettatura esclusiva MADE IN ITALY in europa sia impossibile, non avendo la Germania manifatture proprie e di qualità . Benvenga quindi l’escamotage che tutela i nostri prodotti made ue.italy. Al contrario avremmo, come oggi , aziende itlaiane che deloclaizzano in Svizzera o altri Paesi ( quindi danno lavoro all’estero) maetiuchettano made in ITALY . quindi se vogliono mettere italy devono tornare a produrre in Italia

    • Perfettamente in sintonia con pensiero di On Comi e con quello di Federico.E’ fondamentale valorizzare la qualità e apporre tutte le tutele possibili. Finalmente come ha pubblicato Comi la “sua” commissione Mercato interno ” ha approvato la nuova proposta di regolamento sulla sicurezza dei prodotti di consumo che prevede l’indicazione obbligatoria del Paese di produzione” Arrivare ad una tracciabilità del prodotto è garanzia soprattutto per noi consumatori che , ad oggi, ci troviamo ad acquistare -un es- giocattoli made in China che sono oltremodo nocivi per la slaute .Per non dire poi della contraffazione dei medicinali .

      Avanti con tutta la forza e la determinazioen possibile

  6. La protesta è per difendere l’economia e il lavoro dalla concorrenza sleale che arriva da importazioni di bassa qualità spacciate per italiane.
    Il Made in Italy è la vera forza del nostro Paese, la leva di sviluppo sui cui dobbiamo puntare per uscire dalla crisi che stiamo vivendo. Abbiamo il dovere di difendere la produzione italiana, la qualità che esprime, il lavoro di chi contribuisce ogni giorno a realizzare le nostre eccellenze che conquistano i mercati stranieri, ma abbiamo il dovere di garantire anche i consumatori che devono essere messi nella condizione di sapere in modo chiaro e immediato ciò che comprano

    Cercare materie prime a basso costo per risparmiare, e poi vendere il prodotto con l’etichetta Made in Italy perché si riferisce al luogo di confezionamento è dannoso per l’economia e per la salute .

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