SARONNO – “In seguito all’incontro che ho avuto a fine novembre a Varese con i dipendenti dell’Husqvarna si è deciso insieme, su richiesta dei lavoratori, di indirizzare una lettera al ministro Zanonato. Ho prontamente recepito questa istanza e ho coinvolto poi altri colleghi europarlamentari. La politica in questo caso ha dimostrato concretezza e vicinanza a chi si trova in difficoltà per l’occupazione. Chiediamo al ministro Zanonato di fare rispettare l’accordo sottoscritto da Pierer Industries presso il Ministero per lo Sviluppo Economico. E che prevede la cassa integrazione per crisi aziendale e non per cessione dell’attività produttiva. E l’impegno da parte dell’azienda austriaca a portare a Cassinetta di Biandronno parte della produzione del gruppo o a favorire l’ingresso di terzi. Non possiamo accettare che il made in Italy venga spolpato per operazioni puramente speculative di appropriazione del marchio. Sulla vicenda ho anche scritto un’interrogazione alla Commissione europea”.

Lo comunica il coordinatore provinciale di Forza Italia di Varese, la saronnese Lara Comi, prima firmataria di una lettera sul caso Husqvarna, indirizzata al ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, sottoscritta da altri dieci europarlamentari di diversi schieramenti politici, Alfredo Antoniozzi, Susy De Martini, Ciriaco De Mita, Carlo Fidanza, Clemente Mastella, Marco Scurria, Sergio Paolo Francesco Silvestris, Salvatore Tatarella, Patrizia Toia, Cristiana Muscardini.

lara comi conferenza lavoro

Nel testo della lettera si invita “a verificare se esistano dei margini su cui il Ministero possa intervenire per identificare una soluzione che consenta all’azienda di definire un nuovo piano industriale il quale preveda l’utilizzo dello stabilimento sito sul territorio italiano al fine di dare un futuro alle maestranze nonché al prezioso indotto che vi ruota intorno”. Viene riconosciuto che “grazie all’intervento e alla mediazione del Ministero è stato possibile concludere la lunga vertenza tra le parti sociali per evitare la chiusura definitiva e attivare la cassa Integrazione straordinaria a favore dei lavoratori. Tuttavia – si sottolinea – si tratta di una soluzione provvisoria la quale oltre ad avere scaricato l’onere della fiscalità sui contribuenti italiani lascia numerose incognite sul futuro dell’azienda e sul destino dei circa 200 dipendenti”.

“A nome dei miei colleghi – afferma Elvira Ratti di Rsu Fim-Cisl – ringrazio Lara Comi e gli europarlamentari per l’impegno dimostrato al nostro problema nonostante le tante vicissitudini. La produzione delle moto Husqvarna è già stata portata in Austria dal primo novembre. Attualmente lavorano allo stabilimento di Cassinetta di Biandronno una cinquantina di persone, il resto sono in cassa integrazione. L’azienda si era impregnata alla reindustrializzazione o a trovare un acquirente. Chiediamo il rispetto dei patti sottoscritti”.

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9 Commenti

    • Esatto Mirko .Aggiungo: Husqvarna se ne va,trasferimento in Austria, a rischio 212 lavoratori
      Dopo l’acquisto del marchio da parte di Bmw sei anni fa e, a marzo, il passaggio alla Pierer Industrie AG di proprietà del ceo della Ktm, la casa motoristica varesina è costretta a delocalizzare. Dal primo giugno la stragrande maggioranza dei 240 operai saranno in cassa integrazione pagata dallo STATO ITALIANO : la beffa delle beffe …E’ giusto che Comi incalzi il ministro …la cassa integrazione la PAGHIAMO NOI …i soldi li ha intascati chi delocalizza

  1. Ottimo, ottimo… cosa ?
    Secondo voi i lavoratori di Husqvarna ora dormono sonni tranquilli perche’ della vicenda si e’ interessata la Comi in prima persona (vedi chiusura IMS di Caronno Pertusella) ?

    • IMS di Pertusella.Anonimo parli a vanvera Abbiamo avuto cassa integrazione che non era prevista; Molti sono stati sistemati in altre aziende !!!! Pulisciti la bocca prima di parlare di ciò che non sai !!IMS venduta…..non ha delocalizzato

  2. Concordo ottima presa di posizione!! Austria paese membro dell’Ue deve dare serie e cncrete spiegazioni ; d’altro canto il ministro deve…deve fare la sua parte e far rispettare non solo gli accordi presi ma chiedere conto delle sovvenzioni erogate alla ditta !!!! Brava Comi avanti avanti

  3. caro Anonimo, Le rispondo educatamente: non dormiamo sonni tranquilli, ma ci sentiamo ascoltati dall’On. Comi che insieme ad altri politici della Regione Lombardia, insieme al Sindaco di Biandronno, ci sono vicini. Semmai, chieda ai politici che non si interessano del nostro caso, qualsiasi sia il loro colore, se LORO dormono sonni tranquilli.

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