UBOLDO – Trasferta brianzola per il sindaco Lorenzo Guzzetti, che è stato fra gli ospiti della conferenza-incontro del ciclo “Cantieri di partecipazione”, che si è svolta a Giussano. Tema “Tutto quello che avreste voluto sapere sul sindaco e non avete mai osato chiedere”.

Questo l’intervento del primo cittadino uboldese

L’invito di un amico per tenere una conferenza-incontro a Giussano all’interno del percorso “Cantieri di Partecipazione” insieme, per strana coincidenza dell’invito non sapendo entrambi di essere invitati, al sindaco di Lurago d’Erba, paese che oggi ha il nostro don Carlo come parroco.

Il titolo dell’incontro era, appunto, “Si fa presto a dire sindaco – Tutto quello che avreste voluto sapere sul ruolo del sindaco e non avete mai osato chiedere”.

E’ stata una serata molto bella e ricca di significati. E’ stata una serata di confronto sui temi politici importanti sia a livello locale che amministrativo.

Sono emerse alcune riflessioni che mi sento di condividere.

Mi è piaciuto che più volte si sia fatto riferimento alla necessità di recuperare il valore dell’Istituzione. E’ importante perchè ci dice quanto i cittadini cerchino ancora nelle Istituzioni delle risposte importanti per il vivere comune. E’ questa l’Italia migliore.

Abbiamo anche sottolineato come i cittadini non sono “clienti” ma persone con diritti ma anche doveri da rispettare. Come il dovere di informarsi, di conoscere, di sapere prima di giudicare.

L’importanza dei social network e della rete. Chi oggi non usa questi strumenti, chi non comunica in tempo quasi reale con i propri cittadini ha sicuramente una “marcia in meno” rispetto a ciò che si aspettano oggi i nostri cittadini. E quanto è triste vedere chi “scimmiotta” i più giovani con questi strumenti o cerca di agganciarsi ai giovani per avere un po’ di visibilità…

Il sindaco è alla “periferia dell’impero” e oggi, di destra o di sinistra, deve fare buon viso a cattivo gioco davanti a regole imposte dall’alto che spesso e volentieri non fanno altro che penalizzarlo.

La politica torni a portare in Parlamento l’Italia migliore. In effeti la “legge elettorale dei sindaci” è la migliore in assoluto: ti fa vincere, ti offre una larga maggioranza, ti garantisce l’opportunità di provare a dimostrare cosa riesci a fare. Se non va bene, dopo cinque anni vieni respinto.

Se torneranno le preferenze con molta probabilità l’anti-politica finirà perchè senza il paravento di Grillo (ma anche di Berlusconi…) dovranno andare sul campo a cercarsi i voti. E come dice il saggio, “par vinci gli elesion a ga voran i voti, non i bal”. E mi fa quasi tenerezza pensare qualche grillino delle “parlamentarie” cercarsi i voti sul territorio. Con la nostra gente.

Una splendida serata, davvero ricca di contenuti e soprattutto importante perchè io e Federico, che arriviamo da storie ed esperienze diverse, alla fine abbiamo convenuto che per fare il Sindaco serve una cosa: essere innamorati del proprio paese.

Alla fine l’ho detto: “Per me Uboldo, anche se gli uboldesi qualche volta mi fanno arrabbiare, è il paese più bello del mondo”.

E’ così. Il primo ingrediente è essere innamorati del proprio paese. Il resto, viene dopo.

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