15062013 consiglio comunale pgt record (19)SARONNO – A presentare la delibera del consiglio comunale per assegnare una simbolica cittadinanza italiana ai figli di stranieri residenti in città è stata l’assessore alle Culture Cecilia Cavaterra.

“La crescita dei flussi migratori – ha esordito l’assessore – impone con forza il dibattito in Italia e in Europa sull’acquisizione della cittadinanza non solo per le persone che si trasferiscono nei nostri paesi ma anche per le seconde generazioni ovvero per i figli degli immigrati”. Cavaterra ha poi proseguito con un excursus sulla situazione dello ius soli e sanguinis in Europa, con particolare attenzione alle modalità con cui viene regolarizzata la cittadinanza per minori stranieri, e sui dati a partire dalla presenza in Italia di 436 mila bambini in età inferiore a 12 anni privi cittadinanza italiana. “Il 72,1% degli italiani – ha proseguito l’assessore – secondo un rapporto Censis 2012, è a favore della concessione della cittadinanza per i figli di immigrati residenti nel nostro Paese. Insomma la società è più avanti del legislatore”. E ha concluso con un appello: “Vorrei che si aprisse il dibattito su questa delibera facendo riferimento, non ai diritti di un adulto, ma che venga letta con gli occhi di un bambino nato in Italia che va a scuola in Italia che si sente anche italiano. L’obiettivo ultimo è quello di dare un riconoscimento ai sentimenti di questi bimbi“.

Un contributo al dibattito è arrivato anche dal sindaco Luciano Porro che ha letto una missiva di un 75enne scappato in Perù durante il fascismo che chiede di votare la delibera “del resto – ha concluso il sindaco – un provvedimento analogo è stato approvato da 200 comuni in tutt’Italia”.

Il dibattito è stato decisamente lungo con diverse perplessità sollevate dalle minoranze: Paolo Strano di Saronno al centro ha criticato la scelta di un provvedimento simbolico che i bimbi non capirebbero perchè solo gli stranieri ricevono questa onorificenza “di fatto è una discriminazione”, la Lega Nord con il capogruppo Angelo Veronesi ha parlato di un uso strumentale dei bambini per far passare un provvedimento ideologico e politico (posizione subito respinta dal capogruppo Pd Nicola Gilardoni e dal sindaco Luciano Porro).

Decisamente complesso l’ìntervento dell’ex sindaco Pierluigi Gilli: “Perchè dovremmo muoverci contro la legislazione vigente per di più in modo simbolico? Sarebbe più utile creare un servizio mediante il quale al compimento del 18esimo anno si scrive al neomaggiorenne per rendergli noti i suoi diritti. Insomma è solo una mozione ideologica per sciacquasi la coscienza”. All’intervento ha risposto l’assessore Cavaterra precisando che quanto da lui suggerito “viene già fatto da parte dell’ufficio anagrafe che invia regolarmente le infomazioni a tutti i 17enni di origine straniera”.

Sono poi stati proposti una serie di emendamenti, uno da parte di Unione italiana votato solo da Gilli, due dalla Lega Nord che ha chiesto di togliere il riferimento solo ai bambini e di togliere l’uso della coccardina tricolore salvo poi non votare nessuna delle due modifiche. Una decisione che è stata stigmatizzata da diversi esponenti del Pd a partire da Sara Battistini che, sottolineando “la mancanza di rispetto per il consiglio comunale”, ha lasciato l’aula al momento della votazione. Accolto invece un emendamento presentato dal Pd.

L’ex sindaco Gilli ha annunciato la propria indisponibilità a votare la delibera per motivi formali e soprattutto per il mancato rispetto della privacy. Il provvedimento è stato approvato con i voti della maggioranza, a parte l’astensione del consigliere Bruno Pezzella di Idv, e con quello contrario della Lega Nord.

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