lara comi conferenza lavoroSARONNO – ” La web tax, anche nella nuova formulazione che ha escluso il commercio elettronico dal campo di applicazione, è una soluzione sbagliata perché le modifiche introdotte, seppur circoscritte alla pubblicità, andrebbero poste in sede comunitaria e non a livello nazionale. La questione dell’armonizzazione del mercato unico va affrontata in Europa. Ho pertanto presentato alla Commissione europea un’interrogazione nella quale chiedo se ‘tale norma, che sia approvata o meno dalla Legge di stabilità, possa essere considerata compatibile con il mercato interno’ e se ‘l’individuazione così specifica del settore possa o meno essere considerata discriminatoria’ nonché se la necessaria ‘procedura di notifica’ sia stata rispettata. Questa norma rischia di violare i principi Ue di libera circolazione di beni e servizi e ci pone a rischio di infrazione”.

Lo comunica l’europarlamentare saronnese di Forza Italia, Lara Comi, in merito alla riformulazione dell’emendamento sulla web tax alla Legge di stabilità, in via di approvazione al Senato, che prevede l’obbligo di rivolgersi a soggetti titolari di partita Iva rilasciata dall’amministrazione finanziaria italiana per chi voglia acquistare servizi di pubblicità e link sponsorizzati on line.

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3 Commenti

  1. La Web tax potrebbe fare marcia indietro. La norma costringerebbe a chiudere le decine di migliaia di agenzie che in Italia acquistano pubblicità dai grandi gruppi internazionali e la rivendono a inserzionisti italiani, a totale nocumento quindi del sistema produttivo italiano. Allo stesso modo, la norma metterebbe in una situazione di illegittimità tutti i contratti già siglati da inserzionisti italiani, che potrebbero condurre anche a richieste di risarcimento danni nel caso la norma in questione fosse effettivamente dichiarata contraria alle disposizioni europee.

  2. Scandaloso!!!
    Un altro modo per fare cassa e basta. Le tasse si pagano eccome, credo che sia solo un ostacolo al libero mercato, e credo che portarànon alla censura del web, ma ad uno scambio in meno di pubblicità, con conseguente danno per le piccole realtà che vivono sul web, dovendo pagare ancora di piu.
    Se i grandi, Google per fare un nome, non aprirà partita iva, i servizi saranno venduti da una società per conto di Google, italiana che sara figlia di qualche amico del palazzo, con un considerevolo aumento dei prezzi e penalizzazzione della pubblicita o dei serviz che oggi si possono uesufruire.
    Dal nostro punto di vista continueremo e se possibile aumenteremo i rapporti con queste società straniere, con la speranza che molti di noi se non tutti, seguano il punto di vista di molti di noi agenzie, che comunque si vedranno portare via una fetta di mercato, dal “parentalismo dei politici”.
    La cosa che piu stupisce che sia un governo dichiarato di sinistra e liberale a fare cio.
    Percio la “Google Tax” non è solo un modo per cassa, ne hanno pochi, ma anche un sistema per bloccare lo sviluppo di molte agenzie e dei piccoli utenti del web.
    Complimeti bella forma di sviluppo!!!

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