SARONNO – Fa discutere in città e su internet la scelta del Comune di prevedere che l’incontro di domani con il ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge, si svolta a “porte chiuse”, quelle del teatro civico “Giuditta Pasta” si apriranno infatti soltanto a chi è stato invitato dall’Amministrazione civica, e cioè consiglieri comunali, gli studenti di alcune scuole superiori ed i rappresentanti di alcune associazioni. Ma non tutti i cittadini hanno gradito e c’è chi promette di presentarsi comunque all’ingresso per entrare. E’ il caso di Cesare Cenedese, esponente locale del Udc, che da Facebook critica apertamente le scelte dell’Amministrazione civica di centrosinistra:”Ma come, viene il ministro ed i saronnesi non potranno essere presenti in sala? Si entra solo a inviti? E chi ha fatto la lista? Sarà un “circuito chiuso” e non mi sembra giusto. Inoltre blinderanno tutto attorno, Io andrò a vedere ed alle 9 mi presenterò all’ingresso”.

cecile kyenge

Sempre da Facebook anche le critiche dell’ambasciatore della Repubblica di Uzupis, quella degli artisti, Gian Paolo Terrone:“Anche io evidentemente non faccio parte della lista degli “amici degli amici”, visto che non sono stato invitato. Quanto meno si sarebbe potuti prevedere dei megaschermi come fecero i “non democratici” all’arrivo di Vittorio Sgarbi, dove gli “sfigati” potereno assistere all’incontro in diretta nell’auditorium Aldo Moro”.

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8 Commenti

  1. Solo su inviti?Alla faccia della democrazia siete una vergogna….
    Quando la Kyenge ha accettato di fare il ministro sapeva a cosa andava in contro,e bene che sappia cosa pensano di lei i cittadini ITALIANI…VERGOGNATEVI

  2. Ovviamente inviti ad hoc in modo da avere una claque ben selezionata. Qualcuno si è chiesto in che maniera sono state selezionate le scuole che parteciperanno all’incontro? magari qualcuno sa anche dove andrà il ministro a pranzo dopo lo storico incontro? È facile facile, dai!

  3. i ragazzi delle scuole, poichè avvisati per tempo (tipo a maggio dello scorso anno, mica è una roba tirata fuori prima di Natale), avranno sicuramente affrontato un percorso utile ad introdurli ad un ‘tavolo di lavoro’: non saranno stati messi lì per riempire un teatro troppo capiente rispetto gli inviti nominali di coloro che sicuramente ‘non darebbero imbarazzi all’Amministrazione’.

    • “sicuramente”: ci credo proprio!! E poi questi “tavoli di lavoro” hanno proprio rotto con la loro inconcludenza!!

  4. Kienge è ministro della Repubblica italiana , ministro di tutti i cittadini italiani che hanno pieno diritto di sentire ciò che ha dire o farle delle domande .
    Se un’amministrazione “democraticamente” impedisce l’incontro, è necessario che rifletta sul principio di democrazia come di accoglienza come di diritti negati ad un cittadino di ogni cittadino .

    Con quale criterio sono stati “selezionati” i ragazzi ignorando le altre migliaia di giovani saronnesi e non che frequentano gli istituti della nostra città?
    E’ vergognoso

  5. Arrivare a riconoscere che il mio intervento sul diario di Cesare è stato inappropriato e impulsivo non è facile. Credetemi fare autocritica è uno sport praticato da pochissimi. Il fatto di vivere in una società che non sa accettare e convivere con i propri limiti dovrebbe farmi sentire in buona compagnia con chi ha la tendenza a giustificare con se stesso, sempre e comunque, le proprie azioni ed i propri scritti. Per me non è così, non è motivo valido e sufficiente per lasciare andare le cose per il loro corso. Io sento il dovere di scusarmi pubblicamente con chi ha letto e percepito con sofferenza le mie parole. In particolare con Silvia, Isa e gli organizzatori.
    Uno sfogo fatto senza essere a conoscenza che gli organizzatori non avevano creato “un evento pubblico” ma avevano organizzato “un evento per le scuole e le associazioni che si occupano e lavorano nel campo dell’immigrazione. Punto, non per altri. Io, non mi sono adeguatamente informato preventivamente da fonti sicure dando credito a chi affermava che l’incontro fosse pubblico, io mi sono affidato a quelle notizie approssimative che sono state diffuse.

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