comi laraSARONNO – “La libertà di movimento del lavoro non può essere isolata dalle altre tre libertà di movimento, vale a dire quella delle merci, dei servizi e dei capitali. La libertà di movimento del lavoro è un pilastro non negoziabile del nostro mercato integrato”.

Lo scrivono in una lettera indirizzata a Catherine Ashton, l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, gli eurodeputati del Ppe, Lara Comi e Andreas Schwab, a seguito del referendum svizzero in materia di immigrazione. Nella missiva, indirizzata in copia alla Commissione, al Consiglio e al presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, i due deputati, che si dichiarano “delusi e stupiti” chiedono ad Ashton di agire in merito e in coordinamento con le altre istituzioni europee.

“Ringrazio Andreas Schwab che ha sottoscritto questa iniziativa – aggiunge la saronnese Comi di Forza Italia – A dimostrazione che quando si tratta di difendere i legittimi diritti di 60 mila frontalieri italiani, che già devono affrontare la crisi economica, la nazionalità non conta e la Germania si schiera a favore dei lavoratori. Dopo il referendum di domenica l’Ue ha già fatto passi che vanno nella giusta direzione, ha sospeso l’accordo sull’elettricità e oggi ha congelato quello istituzionale. E ha minacciato di rivedere tutti gli accordi bilaterali. Un segnale importante che mi auguro sia colto dalla Svizzera. Perché se vuole andare fino in fondo con la scelta delle quote anti-immigrazione e rendere operativo il referendum già entro l’anno, rischia di vedersi annullati una serie di importanti accordi che vanno dal commercio agli appalti pubblici, dall’agricoltura ai trasporti terrestri e aerei, alla ricerca”.

120214

6 Commenti

  1. se chi ci ha governato fino adesso , invece di pensare ai propi interessi e basta , prendeva in considerazione i problemi dei lavoratori , non era necessario andare all’estero per avere un discreto stipendio o un posto di lavoro.
    pur essendo disoccupato non do tutti i torti alla svizzera , loro giustamente difendono il loro lavoro

    • Prima di tutto è stato un referendum sul filo del rasoio; il 49% della popolazione è contraria e anche questo avrà il suo peso .!!

      a)La Svizzera ha FIRMATO un trattato con L’Ue –trattato di Schengen- nel quale s’impegnava su sei capisaldi ( libera circolazione delle persone, delle merci, comemrcio, trasporti, appalti pubblici etc…)

      b)Una parte degli svizzeri oggi chiedono all’UE che è il loro principale partner commerciale di contingentare solo gli ingressi delle persone, ma ovviamente non fanno riferimento agli altri punti dell’ accordo che sono in catena … Per farla breve : blocco ingressi ma lasciatemi fare accordi commerciali con i Paesi dell’Unione e altro …!!!! Bella trovata !!!

      c)I nostri lavoratori non sono entrati, ad esempio, in Ticino da clandestini, ma chiamati da aziende ticinesi e svizzere.Perchè gli stessi ticinesi non fanno pressione sulle LORO aziende ma preferiscono accanirsi contro i più deboli (i lavoratori) usando anche tremende campagne diffamatorie !!!????

      d) La risposta dell’UE , penso, che non sarà senza serie conseguenze !!!!

      Qui non si parla di immigrazione clandestina, ma di frontalierato (la sera tornano a casa, in Italia ) LEGALE su offerta di lavoro fatte da aziende elvetiche !!!!!!!

    • il 49% degli savizzeri è contrario al blocco immigratorio regolare .

      LA SVIZZERA HA FIRMATO UN ACCORDO CXON L’UE: TRATTATO SCHENGEN !!!OKKKKKIO

      LE AZIENDE SVIZZERE ASSUMONO REGOLARMENTE MANODOPERA ITALIANA …. QUINDI DI CHE TUTELA PARLI ????

  2. A mio modo di vedere, gli Svizzeri si sono tirati la zappa sui piedi.
    Sono completamente circondati da paesi UE, chiudere alle persone e’ il preludio a chiudere alle merci (ovvero dazi) e poi ci sara’ una stretta sui capitali che vanno in Svizzera…
    Non e’ solo l’Italia “incavolata” per questo referendum, ma anche Austria e, soprattutto, Francia e Germania.

    • #ANONIMO : sono perfettamente d’accordo; non è da diementicare che la Svizzera vuole uscire dalla Black-list , ma ad oggi l’italia non mi pare disponibile.

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