lara comiSARONNO – Crescono le sottoscrizioni alla lettera che Lara Comi e Andreas Schwab (Ppe) hanno indirizzato a Catherine Ashton dove chiedono all’Alto rappresentante per la politica estera Ue di agire in coordinamento con le altre istituzioni europee a seguito del referendum svizzero in materia di immigrazione. Hanno firmato la missiva – indirizzata in copia al presidente della Commissione, Manuel Barroso, al presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy, e al presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz – gli eurodeputati del Ppe Othmar Karas (Austria) e Michel Dantin (Francia).

“Proprio ieri – spiega Comi – da Barroso, cui è indirizzata in copia la lettera, sono arrivate parole importanti. Il presidente della Commissione ha ribadito che “l’Ue offre condizioni eccezionali alla Svizzera e non è giusto che la Svizzera non dia le stesse condizioni”. Barroso ha sottolineato che “Pacta sunt servanda”, i patti vanno rispettati e “l’Ue non negozierà con la Svizzera sulla libera circolazione delle persone”. Tocca pertanto alla Svizzera trovare il modo di uscire da questa situazione. E mi auguro che il buon senso prevalga alla luce anche del possibile e prossimo accordo fiscale tra l’Italia e la Confederazione elvetica che porterebbe indiscussi vantaggi a entrambi i Paesi”.

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5 Commenti

  1. La lega dice “padroni a casa nostra”, ora gli svizzeri fanno i leghisti svizzeri. E’ un ragionamento sbagliato.

  2. E’ nei fatti che i primi ad essere licenziati sono i frontalieri, al contrario di quanto afferano alcuni ticinesi

    E’ davvero ignobile che partiti ticinesi come l’UDC facciano becere campagne irrispettose e denigratorie che fanno male ai lavoratori italiani, ma anche all’immagine degli svizzeri seri.

    I lavoratori frontalieri entrano in Svizzera legalmente, chiamati dalle imprese elvetiche che hanno manodopera specializzata a basso costo.
    Se frontalieri da 30’000 sono arrivati a 60’000: chi li ha chiamati, chi li ha assunti : domanda-offerta è una legge di mercato .

  3. La Lega è confusa al suo interno, ma nel contempo gioca sull’equivoco.

    Fontalieri: si parla d’immigrazione regolare (tornano anche in Italia di sera), assunti regolarmente da aziende elvetiche.

    La lega dice che i cugini dell’UDC svizzera hanno ragione : quindi da una parte dice ai nostri frontalieri che li tutela dall’altra dice ok alla sorella lega ticinese .COERENZA?

    La Lega ancora una volta parla d’immigrazioen manon fa distinzione fra quella irregolare (italia ) e quella regolare (svizzera) La solita scorrettezza

    • C’è un problema nella Svizzera tedesca che riguarda il numero crescente di tedeschi e austriaci che vi si spostano per esercitare professioni liberali, e che affollano le università svizzere, in particolare medicina non riuscendo a superare le barriere al numero chiuso nei loro paesi.

      E, naturalmente, c’è la pressione esercitata dall’aumento a doppia cifra dell’immigrazione da Grecia, Spagna e Italia, in questi ultimi due anni di eurocrisi. Di qui la paura che welfare e servizi pubblici non bastino ai nuovi arrivati, esattamente come a Londra il premier Cameron ha annunciato di voler tagliare il welfare britannico anche ai cittadini della Ue.

  4. Angela Merkel ha detto di «prendere atto della volontà degli svizzeri», ma ha aggiunto che «il risultato apre seri problemi».
    Laurent Fabius, ministro degli esteri francese, è stato secco: «rivedremo le relazioni con la Svizzera».
    La Commissione Eeuropea, , ha ricordato che con la Svizzera sussistono 7 grandi accordi bilaterali sottoscritti nel 1999, sul libero movimento delle persone e delle merci, sui trasporti, agricoltura, ricerca, procedure di acquisto pubblico e altro ancora. E poiché sono legalmente interconnessi, se cade la piena libertà di movimento delle persone con l’area europea sono destinati a cadere tutti. Il presidente del parlamento europeo,
    Martin Schulz, ha aggiunto che «potremmo dover tornare alle pattuglie di frontiera ai confini, non posso credere che Berna volgia questo».
    Prima di precipitare le cose, forse è il caso di capire. Certo, a vincere è stata la destra populista. Ma i referendum e la democrazia diretta sono uno degli – invidiabili – pilastri della libertà della Svizzera, una libera confederazione che affonda le sua radici nel giuramento sul pratone di Gruetli, il 1 agosto 1291.
    La Svizzera è tra i paesi al mondo con la più alta percentuale di stranieri rispetto alla popolazione, il 23% su un totale di 8milioni, una proporzione pari a quasi tre volte quella italiana.
    Negli anno ’90, la Svizzera ha spalancato le porte a decine di migliaia di asilanti dal Kosovo, come a centinaia di migliaia tra immigrati albanesi, esteruropei, africani.

    Non è un caso che i sì nel referendum siano stati alti nei cantoni con meno immigrati. Dovunque nel mondo, anche da noi, l’avversione è più alta dove è più bassa l’integrazione.

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