SARONNO – L’Operazione Mato Grosso,l’Associazione don Bosco 3A e Fondazione Condividere, con il patrocinio del comune di Saronno, organizzano dal 5 aprile al 26 aprile, nella  cornice della Sala Nevera “Arte e Carità”, esposizione e vendita di mobili e arredi andini ed artigianato costruiti dai ragazzi che si sono diplomati nelle scuole di intaglio e falegnameria dell’Operazione Mato Grosso in Perù ed in Brasile.

Queste opere rappresentano il lavoro svolto fin dal 1979 da padre Ugo De Censi e dai giovani dell’Operazione Mato Grosso in Perù, Bolivia, Ecuador e Brasile dove per dare una risposta concreta ai bisogni della povera gente nascono le scuole d’arte “Taller Don Bosco”. I giovani che la frequentano sono scelti in base alla povertà delle loro famiglie e nei cinque anni della durata del corso vengono ospitati gratuitamente ricevendo istruzione e formazione professionale.Alla fine dei corsi, riconosciuti ufficialmente dai Governi, ogni ragazzo riceve in regalo gli attrezzi per continuare a lavorare e può scegliere se iniziare un’attività in un altro luogo o entrare a far parte della Familia de Artesanos Don Bosco , che attualmente dà lavoro a 650 giovani.
La Famiglia de Artesanos Don Bosco è formata da tutti i giovani che si fermano sulla sierra e che hanno deciso di condividere l’insegnamento di padre Ugo di non pensare solo a se stessi, ma di aiutare la gente più povera, sostenendo i bisogni dei loro “caserios” (villaggi). Sulle Ande la pazienza e il tempo sono gli ingredienti che naturalmente aiutano a produrre le opere che una ad una vengono eseguite a mano.

Con lo stesso spirito di aiuto si collega il lavoro di chi qui in Italia segue i giovani nei gruppi Omg, Operazione Mato Grosso) e di chi si preoccupa di far conoscere e vendere questi mobili. La parte di guadagno non torna ai ragazzi, che sono già stati pagati al termine dell’opera, ma va alla gente di questa terra sotto forma di acque potabili, canali d’irrigazione, viveri per i malati ed abbandonati. “Vorremmo davvero che questi mobili -spiegano gli organizzatori – dessero la speranza di un futuro più dignitoso a tanta povera gente e la possibilità ai ragazzi di poter vivere nella propria terra”.

“Ho sempre sentito questo proverbio: non devi dare il pesce ma devi insegnare a pescare – dice padre Ugo raccontando com’è nato il progetto – E’ quello che stiamo facendo. Il messaggio più importante che voglio insegnare ai miei ragazzi è quello di regalare il pesce pescato. Vorrei insegnare loro a lavorare al meglio per amore di Dio, con pazienza, meticolosità e aiutando il prossimo”.

Tutti coloro che vivono nelle missioni non ricevono un salario, vivono anch’essi di carità, quella che giunge dall’Italia dove gruppi di ragazzi durante le ore libere, i fine settimana o le vacanze estive organizzano una moltitudine di attività per aiutare i propri compagni a portare avanti la loro missione: dalla raccolta viveri ai campi di lavoro, dai traslochi agli sgomberi, dalle tinteggiature alla raccolta di frutta, perché tutto può servire alla causa di padre Ugo e della carità, senza naturalmente intascare nulla per sé.

La mostra sarà inaugurata sabato 5 aprile alle 17.30 alla presenza dell’assessore alle Culture Cecilia Cavaterra. Molti gli eventi organizzati nel corso dell’esposizione: domenica 6 aprile alle 17 narrazione animata per grandi e piccoli con “Favola andina: Pedrito e Bonita raccontano…”, sabato 12 aprile alle 17  “Poesia in scena…Fiori voci di Musa De Angelis e Tiziana Maspero” al violoncello Prof. Ennio Miori, domenica 13 aprile alle 17 i Barabba’s Clowns in: Noi…i Clowns mentre venerdì 25 aprile alle 21 si terrà l’incontro “Verso l’alto, verso l’altro alla scoperta dei rifugi montani dell’Operazione Mato Grosso”.

La mostra è a ingresso libero venerdì dalle 15 alle 19, sabato e festivi dalle 10 alle 12,30 e dalle 14,30 e 19. L’esposizione sarà chiusa domenica 20 aprile mentre lunedì 21 aprile e venerdì 25 aprile sarà aperta con orario festivo.

03042014