don giovanni desioSARONNO – Nell’interrogatorio di garanzia, che si è tenuto ieri pomeriggio don Giovanni Desio, sacerdote che ha vissuto a lungo a Saronno e che sabato è stato arrestato con l’accusa di atti sessuali con minori, sostituzione di persona ed adescamento si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il religioso si è detto dispiaciuto dall’accaduto e il suo avvocato Enrico Maria Saviotti l’ha descritto come una persona “distrutta e in gravi difficoltà psicologica, che ora non mangia”. Il legale ha però subito rinunciato al mandato difensivo perchè come portavoce della Curia di Ravenna ha un evidente conflitto di ruolo. Il nuovo difensore Battista Cavassi di Ravenna non ha escluso di poter presentare, più avanti alla luce di un più approfondito esame del materiale finora messo a disposizione dalla magistratura,  un’istanza per i domiciliari. Per ora quindi don Desio resta in cella al carcere di Ravenna.

Nel frattempo emergono nuove indiscrezioni sulle intercettazioni che hanno portato gli inquirenti ad accusare il religioso: a dimostrare le responsabilità del religioso ci sarebbero sms, messaggi sui social network e anche su Whatsapp con frasi di sesso esplicito. Anche per questo al momento dell’arresto, avvenuto sabato mattina in canonica, gli inquirenti hanno sequestrato telefonini, computer e agende del sacerdote e subito dopo hanno sigillato la sua abitazione.

Del resto tutta la vicenda è partita proprio da Facebook dove un padre ha trovato uno strano messaggio postato dal figlio in merito all’incidente di cui era stato protagonista il religioso (accusato in guida in stato di ebbrezza nel febbraio scorso dopo che il suo suv era finito in un canale). Secondo l’ipotesi degli inquirenti il testo sarebbe stato scritto da don Desio con l’username e la password del ragazzo. Da lì sono partite le indagini che hanno portato ad analizzare i casi di 4/5 ragazzi di parrocchie diverse tra i 14 e i 15 anni che saranno ascoltati nelle prossime ore.

Nel frattempo è stato avviato il “procedimento interno” annunciato dal vescovo di Ravenna Lorenzo Ghizzoni che ha sospeso il religioso da tutti gli incarichi invitando la comunità a “collaborare con le forze dell’ordine e a pregare per le vittime, le loro famiglie ed anche per don Giovanni Desio”.

08042014

 

1 commento

  1. Nn mangia e nn risponde…..poverino…..gli abusati invece cosa stanno provando e proveranno x tutta la vita?

Comments are closed.