giu 2013 pedemontana cislago piste arideSARONNO – In bicicletta, in auto e in treno: hanno usato tutti i possibili mezzi di trasporto i partecipanti al corteo “Stop alla Pedemontana” che si è tenuto ieri pomeriggio a Lomazzo. Un nutrito gruppo di manifestanti è partito dalla stazione di Saronno intorno alle 14: qualcuno è andato in bicicletta, concedendonsi un passaggio nel parco Lura, altri in auto e in treno. Tutti comunque sono arrivati allo scalo ferroviario di Lomazzo da dove, alle 15, è partito il corteo che ha raggiunto il costruendo cantiere di Manera

Chiaro il messaggio lanciato: “Diciamo no alla costruzione di Pedemontana – si legge nel volantino distribuito dai manifestanti – anche perchè comporta l’apertura di cantieri e (…) un aumento del volume di traffico, con un aumento dei livelli di inquinanti da traffico nelle aree circostanti, e perchè si continua a incentivare la mobilità privata su gomma quando in molti altri Paesi ormai si punta su reti di trasporto alternative e a minore impatto ambientale. Queste opere calamitano traffico sui comuni dislocati lungo il tracciato, che verrebbero sommersi e congestionati dal traffico con una ulteriore grave minaccia alla salute. Inoltre Pedemontana divora le ultime aree verdi e le ultime aree agricole del nostro territorio; ha costi enormi e utilizza risorse che dovrebbero essere impiegate per l’interesse collettivo”.

“Dall’inizio di marzo – spiegano nella nota – la realizzazione della Pedemontana ha subito un’accelerazione. Quasi completate le tangenziali di Varese e Como, e la “Tratta A”. E soprattutto sono iniziate le opere della tratta “B1″: a Lomazzo in località Manera si sta insediando il cantiere dello svincolo A9 e sono state disboscate porzioni del bosco della Moronera”. A preoccupare anche le ricadute per il Lura visto che saranno create “tre gigantesche vasche di laminazione, di cui due per contenere le piene del torrente ed una per impedire che la Pedemontana si allaghi”.

Tra i partecipanti molti cittadini arrivati anche a Cislago dove l’impatto della Pedemontana è particolarmente forte ed gruppi organizzati come l’Assemblea popolare No Elcon di Castellanza, il collettivo Ultimi mohicani di Gallarate, il comitato “No alla Varesina bis” di Tradate e ragazzi che gravitano nel centro sociale Telos.

Il corteo ha sfilato “rumorosamente ma pacificamente – come racconta uno dei partecipanti – fino al costruendo cantiere di Manera” circondato da un massiccio spiegamento di forze dell’ordine.

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(foto archivio: cantiere Pedemontana a cislago)

12 Commenti

  1. probabilmente è tutta gente che non ha voglia di migliorare la situazione del traffico….l’ignoranza è dira a morire

  2. Ma come? Questi sono a favore di un aumento della popolazione per immigrazione da tutto il mondo e poi reclamano perchè si costruiscono nuove strade? Ma questi hanno mai provato a passare in auto per l’autostrada dei laghi? Sanno quanto traffico c’è? Hanno considerato che ci sono moltissimi incidenti anche mortali? Sicuramente quella tratta della pedemontana ridurrà il traffico e quindi anche gli incidenti. O forse non lavorano e si permettono di viaggiare col carretto a 30 km/h? Se anche dovessimo considerare l’inquinamento dell’aria, sanno che una coda di auto ferme produce più inquinamento di uno stesso numero di auto, ma che circolano in maniera fluida e senza traffico? La strada serve. Bisogna però arrivare a un compromesso accettabile perchè anche il verde serve per la salute della popolazione. E’ necessario mantenere anche il volume arboreo che era presente in quel bosco abbattuto da nuove strade. Bisognerebbe adottare alcune leggi che prevedano il mantenimento del volume verde, prevedendo la ripiantumazione di un numero di piante che possano crescere in fretta ricostituendo in breve tempo lo stesso volume di verde.

  3. e questi qua si svegliano adesso? complimenti. Cmq basta coi no a prescindere, strade no, ferrovie no, basta….

  4. forse Sgorbatt non sa che chi difende l’ambiente avrebbe già provveduto alla limitazione delle nascite che la crescita non può essere infinita (tra l’altro per sua informazione,ma non c’entra la popolazione in Italia non è aumentata da un bel po’). Non si capisce come mai si continua ad investire su strade e autostrade e assai poco per togliere il traffico e trasferirlo su ferrovia: ad esempio vorrò proprio vedere dove verranno caricati i container provenienti dal nuovo traforo del Gottardo via treno che la comunistissima Svizzera sta frenando il traffico su gomma, poi ci si lamenta se il porto di Genova viene strangolato da Amburgo e/o Rotterdam, forse non si sa che le portacontainer partono da Trieste per andare/venire a/da Rotterdam per i ns.container che vanno/vengono da SudAmerica o Estremo Oriente

    • Forse RobinH si dimentica del fatto che chi protesta contro le nuove strade sta protestando anche contro la nuova ferrovia del Corridoio 5: i cosiddetti NO TAV. Chi protesta contro la ferrovia: sono gli stessi che protestano contro la terza pista di Malpensa: gli stessi che protesterebbero se si creasse un collegamento con le ferrovie dello stato per il trasporto merci da Malpensa. Tutti a 30 km/h col carretto…

      • 1) a me piacerebbe che qualcuno mi spiegasse quanti treni andranno da Lisbona a Kiev (Ucraina dice qualcosa a qualcuno??)
        2) il luminoso futuro di Malpensa credo sia alle nostre spalle
        3) e intanto i nostri porti “affondano”….se penso che il più importante scalo container del sud Europa (Gioia Tauro) è affidato a società straniera (araba)
        4) ma quelli che credevano al project financing dove sono?? ah, se non ci fosse lo stato neanche un chiodo i privati farebbero.

        • Caro RobinH per ora nessuno: nessun treno veloce parte dall’Italia per arrivare nemmeno in Slovenia o in Croazia, figurati per arrivare in Ucraina.
          Il corridoio 5 è importante però per l’economia dell’area padana, ma Roma ha alzato furbescamente le tariffe, impedendo ai treni di circolare sulle tratte povere e sovraffollate dell’Est Europa Comunitaria, con buona pace degli amanti dell’UE…
          Lo sbocco commerciale padano in Croazia per il tessile, che esiste da immemore tempo, è bloccato da scelte politiche di Roma che hanno ridotto la possibilità di allargare il mercato padano a est, incrementando la crisi in pianura padana. Come al solito: grazie Roma.

  5. Nessuna strada riduce il traffico, anzi in genere è il contrario. Diciamo che Pedemontana alleggerirà il traffico nella direttrice Varese – Como e Milano – Bergamo. In realtà suddividerà il traffico tra le direttrici principali, creandone però tantissimo negli snodi. L’opera va conclusa perché il territorio ormai è stato smembrato e quindi non avrebbe senso finirla, ma personalmente avrei preferito non averla. Basta prendere Google Earth e osservare cos’è rimasto del nostro territorio per capire che qualcosa non va, non si può certo continuare così, tanto che per fare la stessa Pedemontana hanno dovuto letteralmente spostare alcune case. Ma soprattutto per risparmiare hanno sacrificato preziose aree verdi, vedi il bosco della Moronera a lomazzo. La cosa più fastidiosa è che come sempre in Italia si crede ai miracoli, ovvero che ridurrà il traffico o che l’impatto sarà minimo e che ci saranno opere di compensazioni come la grande via ciclabile. Per ora stanno finendo a fatica solo la tratta autostradale, quindi chissà se le opere di compensazioni arriverranno. O meglio ricordiamoci che DOVRANNO farle! Senza dimenticarci anche che ovviamente pagheremo anche il pedaggio. Per questo credo che la protesta ormai debba essere sul mantenimento delle promesse (rimborsi per gli espropri e opere di compensazione e mitigazione).

  6. Il traffico nn diminuirà mai x il semplice fatto che nel mondo esiste la procreazione! Il genere umano aumenta…che facciamo, andiamo a piedi? Iniziate ad andare voi in bici così ci lasciate libere le strade!

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