CERIANO LAGHETTO – L’ultima seduta di consiglio comunale ha adottato la “Variante parziale delle norme tecniche di attuazione del Piano delle regole e del documento di Piano”, introducendo una serie di correttivi generali finalizzati alla risoluzione di molteplici problematiche, oltre che ad incentivare gli interventi di riqualificazione, in particolare per il centro storico di Ceriano.

veduta aerea ceriano

Le novità contenute nella variante, sono state illustrate in aula dal progettista della variante del Piano di governo del territorio di Ceriano, architetto Aldo Radaelli che, come già nella sua relazione allegata al piano, ha evidenziato la scelta di procedere “privilegiando il recupero edilizio rispetto al recupero urbanistico e quindi assumendo come riferimento i problemi abitativi dei singoli cittadini residenti che chiedono di migliorare la loro qualità della vita recuperando il locale che serve, aerando meglio i locali in cui abitano o disimpegnadoli in modo più funzionale o consentendo tutte le integrazioni volumetriche che le leggi consentono, dal recupero dei sottotetti ed altro”. Ricorda l’architetto Radaelli che così come “la Variante del documento di Piano, in attuazione dei principi ispiratori della giunta, ha privilegiato lo standard qualitativo (opere) rispetto allo standard quantitativo (aree)”, e che “la Variante parziale del Piano delle Regole dovrà incentivare attraverso bonus volumetrici o agevolazioni fiscali e monetarie, il comportamento virtuoso di chi facendo, volesse fare bene dal punto di vista urbanistico, edilizio ed ambientale, collaborando con l’Amministrazione comunale a fare di Ceriano un bel paese”.

“Nello specifico vengono modificate alcune norme – spiega l’assessore all’Urbanistica, Bruno Bellini – allo scopo di incentivare gli interventi di recupero nel centro storico anche in considerazione della funzione “pubblica” che queste zone assolvono, con l’obiettivo di ristorare parte dei costi al privato che si impegna nella riqualificazione edilizia. Sono stati inoltre introdotti dei meccanismi al fine di premiare o agevolare il miglioramento qualitativo delle costruzioni, ad esempio dal punto di vista del risparmio energetico, delle prestazioni d’isolamento acustico, della fruibilità anche futura da parte di persone con difficoltà motoria, e non ultimo, in relazione al loro miglior impatto sul territorio”.

“Oggi le indicazioni anche a livello regionale sono quelle di salvaguardare le aree libere agricole intervenendo sul tessuto già urbanizzato, migliorando le possibilità edificatorie per andare incontro alle esigenze dei nuclei famigliari – spiega l’assessore all’Urbanistica, Bellini – Da qui ad esempio l’estensione della possibilità di recuperare i sottotetti per gli edifici assentiti prima del 2007 (data di prima adozione del Pgt), così come lo studio che ha reso possibile riportare la distanza degli edifici dalle strade urbane ai canonici 5 metri, rispetto ai precedenti 7.50 metri, che di fatto azzeravano le possibilità edificatorie di parecchie proprietà.” Altro passo importante, ai fini di estendere l’attuazione dei criteri di perequazione, compensazione ed incentivazione anche al “Tessuto urbano consolidato” e quindi ai residenti, è relativo all’introduzione della cosiddetta “dote volumetrica”, che lega la possibilità edificatoria ad una persona fisica, che può utilizzarla anche non disponendo di un’area edificabile ma, appunto, portandola “in dote” in caso di acquisto di un immobile in costruzione, con conseguenza riduzione del prezzo di acquisto”.

Obiettivo di queste varianti è quella di stimolare, anche in un momento economico non facile come quello attuale, i proprietari di immobili del centro ad intervenire con opere di riqualificazione che possano portare, oltre alla soddisfazione di una propria esigenza personale e famigliare, anche un beneficio complessivo al tessuto urbano del centro. Inoltre, come riporta ancora Redaelli “far evolvere la situazione urbana in modo naturale, in quanto promossa non più’ o non solo da esigenze immobiliari, ma soprattutto da esigenze dì miglioramento del patrimonio abitativo in funzione dei bisogni dei residenti”.

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