silighini al cimiteroSARONNO – Ieri mattina, 25 aprile, per evitare di creare problemi alle forze dell’ordine ci siamo recati alla santa messa delle 7.30 nella chiesa di San Francesco e alle 8.30 abbiamo acceso 13 candele nel cimitero maggiore di via Milano per ricordare i cittadini ed i sacerdoti che sono morti, uccisi per mano dei partigiani comunisti”.

A parlare, dopo la movimentata festa della Liberazione in città, è Luciano Silighini Garagnani di Saronno 2015.

“In modo particolare – spiega Silighini Garagnani – abbiamo ricordato la povera 13enne, ligure come me, Giuseppina Ghersi stuprata, torturata e uccisa dai partigiani comunisti. Esprimo solidarietà massima alle forze dell’ordine per le violenze fisiche subite oggi in piazza e per quelle verbali, ancor peggiori, che sono state lanciate loro anche su internet. Il sindaco Luciano Porro si è chiesto dove fosse la destra: gli altri non lo so, ma io ero a pregare per il ricordo di anime innocenti che oggi nessuno ricorda solo perché uccise da partigiani comunisti”.

260414

7 Commenti

  1. Questo è il SIlighini che serve per ridare a Saronno la dignità persa. Avanti!!!!!!

  2. Certo che se dovesse pregare per tutti quelli uccisi, torturati e massacrati dai nazifascisti non troverebbe abbastanza candele! Provi a considerare anche le reazioni a tante violenze subite in venti anni di dittatura fascista! Con questo non giustifico certi aberranti comportamenti.

  3. Chi di fronte alla festa della Liberazione dalla Dittatura e dall’ occupazione nazista, pensa di accendere i ceri “solo” per le vittime dei partigiani rossi ?
    Chi vuole negare il valore nazionale di questa festa, il suo carattere fondante per la Costituzione chi vuole ridurre la guerra di liberazione ad una guerra per “bande” ?
    Fu invece innanzitutto guerra di popolo, alla quale parteciarono con uguale dignità monarchici, militari, cattolici, liberal, repubblicani, socialisti e comuisti.
    Gli stessi che firmarono un patto, la nostra Costituzione che riconosceva il valore della democrazia e che scrissero insieme nella stessa: “mai più fascismo”….
    Nel dopoguerra solo i nostalgici del regime, i neofascisti “più o meno mascherati, hanno sempre trovato modo di contrapporre a questa festa nazionale qualche ricordo (sempre abbastanza nascosto) per le vittime dei rossi, nel tentativo di dividere e distruggere quei valori fondanti e quell’unità antifascista che ancor oggi regola la nostra civile convivenza… Non a caso.

  4. Voi comunisti avete sporcato ogni cosa cancellando le vittime dei partigiani comunisti. Onore va a chi li ricorda

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