SARONNO – “La gazzarra con cui si è cercato di impedire al Sindaco di Saronno ed in parte anche all’Anpi di tenere il discorso conclusivo del corteo del 25 aprile è stata una brutta pagina per Saronno e l’antifascismo”. Inizia così il comunicato di Sel su quanto accaduto durante le celebrazioni del 25 aprile.

Dalla sezione saronnese di Sinistra Ecologia e Libertà arriva una dura condanna alla contestazione al sindaco Porro:”Una cosa è criticare l’amministrazione ed anche esprimere civilmente il dissenso (in democrazia ogni dissenso è lecito) altra e differente è il cercare di impedire la parola utilizzando anche strumenti da stadio. Per questo motivo, mentre condanniamo fermamente quanto avvenuto, esprimiamo la nostra solidarietà, anche umana, al sindaco Luciano Porro. E tutto ciò purtroppo avviene quando il fascismo vero tenta di ricomparire sulle piazze di Saronno”.

Nella parole di Sel c’è anche tanta amarezza espressa anche nelle scuse al sindaco di Feltre: “Il 25 aprile e le iniziative ad esso collegate potevano e dovevano essere l’occasione per una risposta civile, democratica, ma ferma. Due erano le grosse opportunità. La presenza del Sindaco di Feltre, con cui sentiamo di doverci scusare e che desideriamo ringraziare per la disponibilità anche umana che ha dimostrato e per aver voluto aprire un dialogo anche con coloro che avevano contestato. Era possibile un gemellaggio ideale nella memoria e nel ricordo del nostro concittadino, il Comandante Bruno, e ciò poteva e doveva essere valorizzato per ribadire valori della Resistenza. Purtroppo, sotto l’incalzare degli eventi, ma non solo, non è stata valorizzato, ma è stata lasciato cadere”.

Non manca il riferimento all’antifascismo:”Parimenti l’appello dell’Anpi per una unità antifascista inclusiva su chiare discriminanti (un’esplicita espressione contro i nuovi fascismi), al di là delle polemiche politiche, è stato sostanzialmente lasciato cadere.In questa giornata buia crediamo che la cosa fondamentale sia ritrovare il senso profondo dell’antifascismo e ridare un valore unificante alla resistenza ed alla difesa della Costituzione. Condividiamo appieno ed aderiamo a quanto proposto dall’Anpi e ribadito dal compagno A. Legnani nel suo intervento. Proposte che, unite all’autorità morale, hanno permesso di recuperare, almeno parzialmente, ciò che visioni di parte ed una pessima gestione dell’ordine pubblico stavano facendo naufragare. Proprio nei momenti difficili bisogna tener ferma la forma della ragione. Il pericolo del risorgere del fascismo, sia in forme esplicite che in quello mascherato di xenofobia, razzismo ed in generale odio del diverso, è un pericolo reale. L’unità ed il coordinamento in forma stabile di tutte le forze antifasciste (istituzioni, partiti ed associazioni), al di là delle legittime differenze, sulla base dei valori della Resistenza e di chiare discriminanti, è l’unica risposta possibile e per questo, come forza politica, non possiamo che aderire convintamente e fare nostro l’appello alla Saronno democratica”.

Sel conclude auspicando un tempestiva approvazione della mozione Anpi:”Chiediamo anche che all’esigenza avanzata dall’Anpi, e richiamata anche del discorso del compagno Aurelio, di una chiara espressione delle istituzioni (il consiglio comunale) sulla questione dei nuovi fascismi ed in particolare sulla mozione presentata da Anpi stessa, venga data esplicita e positiva risposta“.

27042014

1 commento

  1. Sono rientrato ieri e non ero presente il 25 Aprile. Ho guardato filmati e letto tutti i comunicati.
    Vorrei fare alcune mie considerazioni:

    1) Se il 25 Aprile è festa della liberazione e tutti gli antifascisti hanno pari dignità nel partecipare… Tutti devono essere messi in grado di esprimersi, anche un sindaco inviso ad una parte… Soprattutto un partigiano rappresentante dell’ ANPI. Così non è stato a Saronno, mi pare che in questo non solo il racconto non sia veritiero, basta riguardare i filmati e soprattutto la contestazione era stata annunciata basta rileggere il volantino del TELOS, anche qui pubblicato.
    2) La nostra democrazia garantisce a tutti la libertà d’espressione… Il Codice Civ. e i regolamenti d’ordine pubblico sanciscono invece tutti i comportamenti che possano impedire ad altri di esprimere liberamente la propria opinione.
    E non potrebbe essere altrimenti se no la libertà d’espressione sarebbe condizionata esclusivamente dal controllo “militare” della piazza…
    Chi è più forte parla, chi è meno aggressivo o organizzato non parla. Credo che tutti noi sappiamo, ad esempio che è espressamente vietato intervenire in comizi altrui interrompendoli, o impedendone un regolare svolgimento. L’unica eccezione, purtroppo spesso non rispettata e verso le forze neofasciste, come Forza Nuova, a cui si vieta espressamente l’ agibilità.
    3) Il Telos ha programmato e cercato di impedire il comizio del sindaco annunciandolo da tempo.
    4) Si può rinunciare ad affermare questo principio di legalità ? Io penso che la legalità non sia barattabile ed ogni sua “rottura”, che pur storicamente c’è stata e potra esserci, deve essere giustificata da condizioni eccezionali, da una larga condivisione, da obiettivi politici chiari e praticabili: l’occupazione delle terre nel dopoguerra o la difesa el diritto di sciopero sono stati esempi di rottura della legalità ma di ben altra motivazione e con ben altri obiettivi.
    5) 32 persone che scelgono di non far parlare il sindaco, il 25 aprile, a partire dalla rivendicazione delle loro occupazioni (leggere il volantino) mi pare non costituiscano un movimento di massa, mi pare non pongano un obiettivo politico praticabile e condivisibile da un ampio movimento.
    6) Il 25 Aprile, la festa della liberazione e l’antifascismo non possono poi essere usati per altri obiettivi politici. L’ANPI credo sia la prima vittima, come rappresentante dell’antifascismo di quanto fomentato e successo in piazza.
    Non solo: ma oggi la battaglia sulla mozione per isolare Forza Nuova, promosssa dall’ ANPI è più facile o più difficile ?
    7) Il comportamento delle forze dell’ Ordine è giustificatissimo nel tentativo di garantire lo svolgimento regolare dei comizi (visto anche i comportamenti degli anni precedenti, visto quello che il volantino del Telos preannunciava) E’ assolutamente da condannare, anche da parte dell’ANPI, nel ricorso alla violenza gratuita. Ho visto la sequenza delle manganellate e in un paese civile non è accettabile che un tutore dell’ordine non tuteli anche l’incolumità di chi protesta e usi un accnimento che appare assolutamente immotivato.

    A questo punto una mia considerazione politica: la sinistra se vuole sopravvivere costruendo un futuro possibile deve tagliare i ponti con i comportamenti “antidemocratici”, con le culture e le ideologie che tali comportamenti giustificano in qualche modo. Il che on vuol dire rinunciare alla critica o alla contrapposizione, o alla rappresentazione dei conflitti (in questo il comportamento del Comitato Antifascista è stato ad esempio civile, esemplare e significativo).
    E’ purtroppo vero che il comportamento del TELOS fa dell’illegalità la sua stessa giustificazione, al di là e oltre gli obiettivi che si vogliono perseguire… Si comportano come un piccolo partito, totalitario, arrogante e prevaricatore.
    Se la scelta politica da parte di tutti i “compagni” non sarà di rottura con questi comprtamenti, culturale prima che politica, a Saronno gli spazi politici per la sinistra si chiuderanno, o si ridurranno alla contrapposizione tra TELOS e Amministrazione con totale distanza dai problemi della gente comune.
    Purtroppo è una storia che abbiamo già vissuto.

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