250402014 tensioni in piazza 25  aprile saronno (11)SARONNO – Dalla richiesta di “un immediato accertamento delle responsabilità in merito alla gestione della piazza” allo “sdegno per le parole della maggioranza” sono i contenuti del lungo comunicato con cui il comitato antifascista commenta i fatti del 25 aprile.

“Il Comitato Antifascista Saronnese, composto da cittadine e cittadini che credono nei valori della Resistenza, ha partecipato – esordiscono gli attivisti – alla commemorazione della giornata della Liberazione con uno striscione e volantini di critica alla maggioranza di governo della città per la concessione delle piazze centrali di Saronno a Forza Nuova. Con il nostro striscione, nuovamente, in piazza Caduti Saronnesi, ed una contestazione finale: le spalle girate al sindaco di Saronno (non al suo omologo ospite di Feltre) durante il suo breve discorso”

Segue una dettagliata ricostruzione dell’avvio della mattinata: “Un corteo che si preannunciava per la prima volta tranquillo, dato che la Lega Nord aveva dichiarato la propria assenza con buon anticipo: anche questa una vittoria degli antifascisti. Assenti, invece, la gran parte dei consiglieri comunali di maggioranza. Quanto ai cosiddetti “antagonisti”, la loro presenza rumorosa e contestataria all’interno del corteo era stata ampiamente dagli stessi preannunciata in modo pubblico. Perciò appariva da subito incomprensibile il poderoso schieramento di forze dell’ordine, tra decine di poliziotti in divisa ed in borghese (oltre a carabinieri e polizia locale), accompagnati da mezzi anche blindata. Per tutto il corteo la polizia ci ha impedito di sfilare insieme al “corteo ufficiale”, frapponendosi tra il nostro striscione antifascista e il resto del corteo: nessuno degli organizzatori ha chiesto che la polizia ci facesse sfilare insieme agli altri antifascisti e che la polizia stesse regolarmente ai lati o in fondo al corteo!“.

Presenti al momento degli scontri gli attivisti riepilogano quanto accaduto in via Carlo Porta: “Molto grave poi quanto successo all’arrivo del corteo in piazza Caduti Saronnesi: transenne che impedivano l’accesso alla piazza, mai viste in precedenza, e corteo (pieno di cittadini, comprese persone anziane e intere famiglie) incanalato verso via Carlo Porta, per i discorsi di rito prima del ritorno in piazza.

Ma qui avveniva l’impensabile: il cordone di poliziotti, collocatosi addirittura con un blindato nel mezzo del corteo, cominciava ad isolarne singole persone e a manganellarne diverse, a più riprese, senza che queste avessero mosso un dito nei confronti di qualcuno o qualcosa.
L’effetto: panico tra i cittadini, bambini spaventatissimi, numerosi cittadini democratici che hanno vivacemente contestato l’operato delle forze dell’ordine durante e dopo questo inquietante episodio“.

Alcuni attivisti hanno anche registrato il momento con telecamere e telefonini: “Un video, che è nella nostra disponibilità, mostra chiaramente quanto accaduto ad una ragazza, che ha riportato ferite alla testa, poi pubblicamente mostrate ai presenti, durante il discorso di Aurelio Legnani, che ha introdotto la sua personale “mediazione” dicendosi solidale con le forze dell’ordine, che hanno occupato in assetto antisommossa il monumento ai Caduti Saronnesi del quale si chiedeva rispetto. Dopo un tale assurdo comportamento degli uomini in divisa sarebbe potuto succedere di tutto: solo l’autocontrollo di tutti gli altri presenti ha consentito che non si andasse oltre la polemica verbale, che ci auguriamo possa continuare ad essere esercitata liberamente, non come ai tempi del fascismo. Tutti i cittadini e le cittadine presenti che hanno visto possono trarre le loro conclusioni”

Da qui le richiesta avanzate dal Comitato Antifascista Saronnese: “Chiediamo un immediato accertamento delle responsabilità in merito alla gestione della piazza da parte degli organi competenti nei confronti della Polizia di Stato e della Polizia Locale; l’accertamento dell’identità (oggi ancora difficile per la mancanza di un codice identificativo per ogni agente: siamo tra i pochi Paesi non dittatoriali a non disporne) degli agenti che avessero abusato della loro funzione, come ampiamente documentabile; in caso di accertate violazioni, l’immediata presa di provvedimenti, da parte della Prefettura e degli altri organismi preposti, nei confronti del Questore di Varese, del Comandante della Polizia Locale di Saronno e di quanti altri responsabili dell’ordine pubblico coinvolti”.

Altrettanto dura la presa di posizione politica:”Esprimiamo sdegno per le dichiarazioni della maggioranza di centrosinistra del Comune di Saronno, che ha oggi definito “squadriste” le stesse persone che ieri sono state solamente vittime della violenza delle forze dell’ordine, che vorremmo pensare essere frutto di incapacità gestionale e non di una preordinata volontà di colpire alcuni soggetti. O, ancora peggio, della paura che genera mostri”.

27042014

8 Commenti

  1. “..le stesse persone che ieri sono state solamente vittime..”? le uniche vittime siamo stati noi cittadini saronnesi che per colpa di un gruppo di ragazzini abbiamo dovuto portare via bambini e anziani dal corteo e dalla piazza. In questo comunicato non c’è neanche un minimo di autocritica.

  2. comitato antifascista? i soliti 4 gatti!! e poi.prendete le distanze anche voi da comportamenti dei “vostri nipotini” del telos….per essere equi e giusti…non criticate solo polizia e giunta

  3. Veramente l’assenza della Lega non è merito degli antifascisti, ma demerito dello stato illiberale… Si legga in proposito il comunicato riportato anche da ilSaronno.

  4. spero non crediate realmente nelle parole che avete scritto in questo comunicato….cioè, siccome vi reputo persone intelligenti ne sono sicuro che è un comunicato che avete scritto per “dovere” di difendere giustamente la vostra parte e non perché ci credete….andate in piazza a fare casino e piangete per 2 manganellate? Ma daiiiiiiiiiiiiiii ragazzi 🙂

    Infine una domanda: vi indignate per l’appellativo appioppato dal PD di squadristi….la domanda è: se ai gazebi di Forza Nuova non ci fossero 20 agenti intorno in tenuta antisommossa più svariata digos in giro per la città, voi non vi organizzereste per cacciarli squadristicamente a calci nel sedere? Rispondere sinceramente…grazie!!! 🙂

    • Guarda che il comitato antifascita nopn è il telos! Sono due soggetti politici ben diversi, e infatti vi erano due striscioni, ben distinguibili al corteo, con contenuti diversi tra loro.

  5. Ma quindi gli americani che ci hanno aiutato a liberare il paese dal regime vanno ringraziati o vanno bruciate le bandiere in piazza?

    Con la stessa coerenza la sinistra va in piazza….. Meditate gente

  6. Sono rientrato ieri e non ero presente il 25 Aprile. Ho guardato filmati e letto tutti i comunicati.
    Vorrei fare alcune mie considerazioni:

    1) Se il 25 Aprile è festa della liberazione e tutti gli antifascisti hanno pari dignità nel partecipare… Tutti devono essere messi in grado di esprimersi, anche un sindaco inviso ad una parte… Soprattutto un partigiano rappresentante dell’ ANPI. Così non è stato a Saronno, mi pare che in questo non solo il racconto non sia veritiero, basta riguardare i filmati e soprattutto la contestazione era stata annunciata basta rileggere il volantino del TELOS, anche qui pubblicato.
    2) La nostra democrazia garantisce a tutti la libertà d’espressione… Il Codice Civ. e i regolamenti d’ordine pubblico sanciscono invece tutti i comportamenti che possano impedire ad altri di esprimere liberamente la propria opinione.
    E non potrebbe essere altrimenti se no la libertà d’espressione sarebbe condizionata esclusivamente dal controllo “militare” della piazza…
    Chi è più forte parla, chi è meno aggressivo o organizzato non parla. Credo che tutti noi sappiamo, ad esempio che è espressamente vietato intervenire in comizi altrui interrompendoli, o impedendone un regolare svolgimento. L’unica eccezione, purtroppo spesso non rispettata e verso le forze neofasciste, come Forza Nuova, a cui si vieta espressamente l’ agibilità.
    3) Il Telos ha programmato e cercato di impedire il comizio del sindaco annunciandolo da tempo.
    4) Si può rinunciare ad affermare questo principio di legalità ? Io penso che la legalità non sia barattabile ed ogni sua “rottura”, che pur storicamente c’è stata e potra esserci, deve essere giustificata da condizioni eccezionali, da una larga condivisione, da obiettivi politici chiari e praticabili: l’occupazione delle terre nel dopoguerra o la difesa el diritto di sciopero sono stati esempi di rottura della legalità ma di ben altra motivazione e con ben altri obiettivi.
    5) 32 persone che scelgono di non far parlare il sindaco, il 25 aprile, a partire dalla rivendicazione delle loro occupazioni (leggere il volantino) mi pare non costituiscano un movimento di massa, mi pare non pongano un obiettivo politico praticabile e condivisibile da un ampio movimento.
    6) Il 25 Aprile, la festa della liberazione e l’antifascismo non possono poi essere usati per altri obiettivi politici. L’ANPI credo sia la prima vittima, come rappresentante dell’antifascismo di quanto fomentato e successo in piazza.
    Non solo: ma oggi la battaglia sulla mozione per isolare Forza Nuova, promosssa dall’ ANPI è più facile o più difficile ?
    7) Il comportamento delle forze dell’ Ordine è giustificatissimo nel tentativo di garantire lo svolgimento regolare dei comizi (visto anche i comportamenti degli anni precedenti, visto quello che il volantino del Telos preannunciava) E’ assolutamente da condannare, anche da parte dell’ANPI, nel ricorso alla violenza gratuita. Ho visto la sequenza delle manganellate e in un paese civile non è accettabile che un tutore dell’ordine non tuteli anche l’incolumità di chi protesta e usi un accnimento che appare assolutamente immotivato.

    A questo punto una mia considerazione politica: la sinistra se vuole sopravvivere costruendo un futuro possibile deve tagliare i ponti con i comportamenti “antidemocratici”, con le culture e le ideologie che tali comportamenti giustificano in qualche modo. Il che on vuol dire rinunciare alla critica o alla contrapposizione, o alla rappresentazione dei conflitti (in questo il comportamento del Comitato Antifascista è stato ad esempio civile, esemplare e significativo).
    E’ purtroppo vero che il comportamento del TELOS fa dell’illegalità la sua stessa giustificazione, al di là e oltre gli obiettivi che si vogliono perseguire… Si comportano come un piccolo partito, totalitario, arrogante e prevaricatore.
    Se la scelta politica da parte di tutti i “compagni” non sarà di rottura con questi comprtamenti, culturale prima che politica, a Saronno gli spazi politici per la sinistra si chiuderanno, o si ridurranno alla contrapposizione tra TELOS e Amministrazione con totale distanza dai problemi della gente comune.
    Purtroppo è una storia che abbiamo già vissuto.

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