SARONNO – I “big” del Nuovo Centrodestra, con quelli della lista comune con Udc e Ppe, hanno fatto il pieno all’auditorium Aldo Moro di viale Santuario: lunedì sera c’erano oltre centoventi persone ad ascoltare il coordinatore nazionale del Ncd, senatore Gaetano Quagliariello con il senatore Mario Mauro, ex ministro e presidente dei Popolari per l’Italia, e l’onorevole Rocco Buttiglione, presidente del Udc.

Ad introdurre la serata, a tema “In Italia, in Europa nuovamente popolari”, è stato Massimo Beneggi, già consigliere comunale saronnese, che ha dato il benvenuto agli “ospiti illustri” e sottolineato la risposta di interesse dimostrata dai concittadini, che hanno riempito l’auditorium.

Al tavolo dei relatori anche Luigi Patrini del Udc e Lucio Bergamaschi, attivista saronnese dei Popolari, che ha parlato di una “serata straordinaria per Saronno”.

Ma veniamo ai contenuti, con Buttiglione che ha ricordato come

L’Italia conta troppo poco in Europa, non solo in termini di soldi. I Paesi più poveri hanno più sostegno, questo non mi scandalizza. Il deficit fra quanto diamo e quanto riceviamo dalla comunità europea è però di 5.7 miliardi a nostro sfavore, metà sovvenziona chi ha più bisogno, ma per metà non siamo in grado di prendere i denari che ci spetterebbero, e le cose in prospettiva potrebbero andare ancora peggio. Ci sono i bandi europei ma in Italia spesso nemmeno ci si pone il problema di partecipare. Mia figlia lavora a Belfast nell’Irlanda del nord, in un negozio informatico; perchè una simile attività non è nata a Saronno?

Buttiglione ha parlato anche dei rapporti con la Germania:”La politica Merkel è sbagliata, e siamo contro la tentazione di un certo tentativo egemonista tedesco”. Sulla politica nazionale:”Vogliamo mettere assieme un centro alternativo alla sinistra ma con un chiaro confine verso la destra sfascista. E che sia aperto al dialogo con la destra democratica. L’Italia ha bisogno di ritrovare un suo equilibrio. Collaborare con la sinistra? Prima viene l’interesse nazionale e poi del partito”.

Mario Mauro si è soffermato sulla scadenza elettorale del 25 maggio

Cosa ci sarà in gioco? Io sono appena tornato dall’Ucraina, la nostra opinione pubblica si avvita sulla permanenza o meno nell’euro, in Ucraina la gente si fa ammazzare perchè vuole stare dentro l’Europa. A 19 anni ho passato la prima volta il confine fra la Germania est e la Polonia, venni arrestato. Era 1980. Da parlamentare europeo tornai in Polonia anni dopo con il compito di porre le basi per l’ingresso di quel Paese nell’Europa unita. Al confine… venni di nuovo arrestato, non avevano aggiornato i database sui “nemici” della loro democrazia. Il tema della giustizia è fondamentale, la Turchia bussa da anni alla porta dell’Europa ma uno dei motivi del mancato ingresso è proprio la giustizia. Mi chiedo cosa ne sarebbe dell’Italia, se con la propria giustizia si trovasse oggi a chiedere l’ammissione…

Per Mauro l’Europa è l’unica certezza per il futuro:”Nella comunità europea vive il 7 per cento della popolazione mondiale producendo il 25 per cento della ricchezza del mondo e consumando il 50 per cento del welfare mondiale. Ecco cosa c’è in gioco. L’Europa unita era e resta anche un antidoto al totalitarismo, che oggi definirei come il totalitarismo del nulla, di quella mancanza di cultura politica che ci può fare precipitare nel baratro.

Infine Quagliariello:”Oggi ci deve essere una forte responsabilità nel scegliere una rappresentanza europea all’altezza. Per quel che ci riguarda, credo avremo un discreto successo elettorale, e senza appiattirci verso Renzi o verso il vecchio centrodestra, spero troveremo insieme energia, forza e coraggio per essere decisivi”.

All’appuntamento erano presenti pure alcuni i candidati lombardi del Ncd-Udc-Ppe, da Paolo Valentini di Busto Arsizio al più giovane di tutti, Matteo Forte, 29 anni; in platea il presidente del consiglio regionale della Lombardia, il saronnese Raffaele Cattaneo.

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6 Commenti

  1. Col nuovo signore, torna l’antico! Rieccoli tutti assieme, l’unico giovane ha fatto notizia. Ma dov’è il rinnovamento?

  2. Qui non ne abbiamo bisogno: con un piccolo sforzo (“turandoci il naso” – cit.).. parcheggiamoli in Europa, così non tornano a “rinnovare” l’Italia!

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