tsipras saronno sedeSARONNO – “La lista Tsipras non nasce per dividere la sinistra ma per separare la sinistra dal centro e dalla destra”. È una delle affermazioni fatte nel suo intervento di sabato 17 maggio da Curzio Maltese, firma di prestigio di Repubblica e capolista del collegio nord ovest di L’Altra Europa con Tsipras, la novità delle elezioni europee del 25 maggio.

Inizia così la nota inviata dagli attivisti della Lista Tsipras dopo un weekend di incontri con i saronnesi: “La Lista Tsipras a Saronno è sicuramente quella che ha promosso la maggior quantità e qualità di rapporto con gli elettori, sia durante il periodo di raccolta delle firme, sia durante la campagna elettorale. Oltre a Maltese si sono fermati a Saronno molti candidati della Lista, da Moni Ovadia che ha avviato la raccolta delle firme, a Domenico finiguerra.

Nell’ultimo fine settimana di campagna elettorale sono stati in piazza, oltre a Maltese, Nicolò Ollino, Lorena Lucattini e Dijana Pavlovic, sia per raccontare agli elettori cos’è la Lista Tsipras, sia per discutere sui principali punti del programma.

La lista si presenta, sotto differenti nomi, oltre che in Italia anche in Germania, in Francia, in Spagna, in Portogallo e, naturalmente, in Grecia, dove Syriza, il partito guidato da Alexis Tsipras è accreditato dai sondaggi del 25% e si appresta a vincere le elezioni amministrative. Negli altri
Paesi la lista attende risultati tra il 10 ed il 15%, ponendosi quindi come terza forza del prossimo Parlamento europeo e volendo condizionare in modo determinante le politiche della prossima legislatura.

Riuscire in Italia a superare la soglia sbarramento del 4%, vista anche la qualità degli esponenti in lista, è un risultato alla portata che consentirà di rafforzare la presenza dell’Italia e della sinistra in Europa.

Una forte politica per il lavoro attraverso un New Deal europeo che impegni 400 miliardi di euro per far fronte alla disoccupazione che supera il 12% nell’area europea, è la prima delle proposte che marcano la differenza rispetto all’attuale governo dell’Unione che ha invece speso 2000 miliardi per salvare il sistema bancario senza che l’economia reale ne abbia ricavato alcun beneficio.

Una modifica della Banca Centrale Europea che le renda strumento di politica monetaria nelle mani del Parlamento, consentendole di essere prestatore di ultima istanza come avviene nelle banche centrali di Stati Uniti, Cina e di altri Paesi. Una profonda modifica al sistema bancario che lotti contro la speculazione finanziaria, innanzitutto ripristinando la separazione fra banche d’affari e banche di raccolta del risparmio. Una politica agricola ed industriale che parta dal rifiuto del TTIP, trattato commerciale tra l’Europa e gli Stati Uniti che viene negoziato in totale segretezza a Bruxelles. Una politica estera che sia realmente europea e non guidata dagli interessi delle singole nazioni che ha visto l’Unione pressoché silente nella crisi Ucraina e protagonista invece nelle cosiddette missioni di pace, dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Libia alle zone centroafricane.
Una politica di difesa comune europea che consenta il superamento dei 28 eserciti attualmente presenti nell’Unione ottenendo un risparmio del 40% delle spese militari. Una politica di accoglienza dei migranti che fuggono da guerre e povertà politica che, partendo dal non rifornire di armi gli stati in guerra, faccia sì che questi esseri umani possano raggiungere i luoghi di destinazione, non venendo bloccati nel Paese di sbarco.

Sono alcuni dei punti del programma della Lista Tsipras che si condensa nello slogan “Prima le persone”.