11062014 dipendenti comunali in stato di agitazioneSARONNO – Riceviamo e pubblichiamo la replica delle organizzazioni sindacali al sindaco Luciano Porro in merito allo stato di agitazione dei 200 dipendenti comunali.

“Le organizzazioni sindacali, letta la dichiarazione fornita ai media dal sindaco Luciano Porro, ci tengono a chiarire con la cittadinanza e il primo cittadino che la dichiarazione dello stato di agitazione è un esercizio del diritto proprio dei lavoratori pubblici e privati ed è sbagliato confondere le procedure previste dalla legge con ipotetiche minacce.

Il Sindaco sbaglia oppure è mal consigliato, infatti le procedure previste dalla 146/1990 iniziano con un tentativo di conciliazione al fine di raffreddare il conflitto e non per accentuarlo.

Nel merito, siamo lieti che il Sindaco intenda trovare una soluzione, che è nell’auspicio anche dei dipendenti e i loro rappresentanti.

Però porsi in modo critico rispetto alla legittimità delle rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori non aiuta a gestire la questione in modo conciliativo, semmai i dipendenti del Comune di Saronno si aspettavano di essere valorizzati dal loro datore di lavoro e non di sentirsi trattare come persone inconsapevoli della crisi che sta attraversando il Paese.

E’ fondamentale informare i cittadini che già non se ne fossero accorti recandosi agli sportelli comunali, che, a fronte di una riduzione di personale del 10% – passati da 241 a 222, con un rapporto dipendente/ cittadino di 1 a 178 mentre Varese, città capoluogo di Provincia, ha un rapporto da 1 a 100 – l’ offerta di servizi e di qualità degli stessi non è diminuita, anzi è cresciuta esponenzialmente nonostante la riduzione effettiva degli operatori.

Quando si parla di fare sacrifici, ci sembra che i lavoratori del Comune di Saronno stiano dando parecchio anche in termini economici: Ccnl bloccato dal 2009 e fondi per la contrattazione integrativa in continua diminuzione.

Forse l’errore di questi lavoratori è stato quello di essere molto responsabili, anche prima che la politica si mettesse in cattedra”

18062014

8 Commenti

  1. Il Sindaco dice che con la riorganizzazione del comune abbiamo risparmiato un sacco di soldi.
    Intanto le aliquote comunali sono al massimo. ..
    Qualcuno mi spiega dove vanno tutti questi risparmi?

  2. I dipendenti pubblici hanno avuto dei privilegi assurdi fino a qualche anno fa, sicuramente ora si rendono conto di cosa provano i lavoratori privati.

  3. Fuori dalla realta’, che e’ molto piu’ triste di quello che loro immaginano.
    Se Varese ha piu’ dipendenti che non servono, allora Varese ha l’obbligo di licenziarli.
    Saronno probabilmente e’ messa meglio, ma non ha i soldi per pagare i premi.

  4. Gente scrive di altre persone come fossero mentecatte. ….solo xe ‘ lavoratori in strutture pubbliche, vengono tacciate come lavoratori che vivono fuori dalla realtà. …è vergognoso tutto qs….ancora il solito darsi addosso l’un l’altro. Qs è ciò che i ns cari Politi vogliono…

    • Questo è ciò che alcuni poltici vogliono : in caso contrario non avrebbero fato dichiarazioni pubbliche e avrebbero risolto lòa questione al’interno come …. è dovuto

  5. Penso che l’astio e la rabbia siano cattivi compagni di cammino e che parametrare sempre tutto a se stessi sia sbagliato.Se io non ho una cosa,situazione.benefit ma lo hanno altri, personalmente gioisco x loro. Se ho qualche cosa io, mi dispiace che altri me la invidiano,denigrano o peggio. Perche’ dividere tutto sempre in lotte precostituite da appartenenza a classi,ideologie, partiti, orgnismi?
    Cosi’ non si costruisce,cosi si distrugge.

    • Non e’ questione di invidia, ma di NUMERI.
      La PA in Italia costa 370 MLN di euro l’anno, lo Stato non ha soldi e per pagare il premio agli efficientissimi impiegati del Comune di Saronno dovra’ tassare ulteriormente le poche imprese rimaste, i commercianti e le famiglie (anche quelle dei pubblici dipendenti si intende).
      Ma i pubblici dipendenti avranno soldi in più in tasca per far fronte a queste spese, gli altri NO: piangeranno non per invidia, ma per fame.
      Siamo al collasso e non lo state percependo, questa cosa e’ molto grave.
      Se lo Stato andra’ allo sfascio, per ultimi, ma alla fine finirete in mezzo alla strada anche voi.
      Non si tratta di un’azienda privata che se paga i premi e poi fallisce ha costi sociali limitati. Qui e’ la fine.

Comments are closed.