SARONNO – “Stop alle scritte sui muri”, per il sindaco emerito, Pierluigi Gilli, si è evitata “la beffa oltre al danno”.

13062014 scritte ex macello blitz (3)

Gilli nel parla sul proprio blog personale dove riporta il testo originale dell’articolo portato in approvazione nell’ultimo consiglio comunale dalla maggioranza.

ART. 62 (Imbrattamento dei muri)

62.1 E’ vietato imbrattare con scritti o disegni i muri di qualsiasi edificio manufatto e monumento  pubblico o privato.

62.2 Per quanto riguarda gli edifici privati i contravventori saranno soggetti a sanzione amministrativa da € 150 a € 500 salvo si debba applicare l’art. 635 Codice penale, in ogni caso applicabile qualora il fatto sia commesso su edificio pubblico.

62.3 Il proprietario dovrà provvedere alla pulizia entro 60 giorni dalla notifica dell’ordinanza del Sindaco o dell’Assessore delegato. In caso di inottemperanza si applica la sanzione amministrativa da € 150 a € 500 .

In sintesi, l’ex primo cittadino si dice “sbalordito” perchè “si legge nel terzo comma, l’errore pacchiano di prevedere una “ordinanza del sindaco o dell’assessore delegato”. E’ uno svarione da matita blu, in quanto il sindaco può emettere solo ordinanze contingibili ed urgenti e non per materie ordinarie, per le quali il potere ordinatorio è riservato ai dirigenti e responsabili di servizio; errore giuridico che rappresenta, però, una smania interventista non solo del sindaco, ma addirittura dell’assessore delegato, quando gli assessori non hanno mai alcun potere di ordinanza”. Gilli contesta anche la “sostanza“:”Appariva ingeneroso ed assurdo che il proprietario di un muro imbrattato, naturalmente da ignoti, dovesse essere costretto alla pulizia e, nel caso non vi avesse provveduto, fosse passibile di una sanzione fino a 500 euro: insomma, per l’incauta Amministrazione, al proprietario devono andare sia il danno, sia le beffe. Ho voluto rilevare che, in realtà, anche quando i muri imbrattati appartengono a privati, si tratta di una violazione dell’interesse pubblico di tutti i cittadini acché la città sia ordinata e pulita, il che comporta preventivamente un’adeguata vigilanza e, a fatto compiuto, un intervento almeno palliativo da parte del Comune. L’interesse pubblico è prevalente per obiettive ragioni di decoro generale urbano. Non si vede, perciò, per quale sensata ragione i proprietari già danneggiati debbano in proprio mettere mano al portafoglio per i restauri; ma alla parola proprietà privata, evidentemente, qualcuno è allergico”.

Quali soluzioni adottare, dunque? Gilli ha una idea:”Il Comune dovrebbe fomentare l’imitazioneGilli dell’esempio virtuoso che ci viene da Milano, dove in collaborazione con il Comune sono nate associazioni di benemeriti volontari che si curano di ripulire i muri devastati da scritte e disegni ed a cui il Comune stesso fornisce i materiali e gli strumenti per la ripulitura: un’ottima forma di collaborazione civica. La nostra Amministrazione, invece, aveva scelto la strada tirannica della sanzione a carico dei danneggiati; una presa di posizione forse inconsciamente ideologica, dagli effetti ridicoli, prima che vessatori. Ho quindi proposto, insieme al collega consigliere comunale di Unione italiana, Pierluigi Bendini, un semplicissimo emendamento: l’abrogazione dell’increscioso comma 3 per motivi sia di illegittimità, sia di merito. Seppur con il mal di pancia del capogruppo del Pd, invano arrampicatosi sui vetri, la maggioranza si è accorta dello svarione, al pari dell’assessore alla partita, ed ha votato per l’accoglimento del mio emendamento, insieme a tutta la minoranza: il famigerato comma 3 è scomparso”.

E chiosa:”All’unanimità, dunque, abbiamo sventato una beffa clamorosa a detrimento di cittadini incolpevoli ed inermiè bene che si sappia; una tantum, l’opposizione – che è stata costruttiva nella discussione di tutto il Regolamento, con la proposta di numerosi emendamenti migliorativi – è stata ascoltata.

Un cambio di passo, che ci sarebbe piaciuto vedere non solo nell’imminenza della scadenza di questa Amministrazione, ma fin dal suo esordio; purtroppo, invece, la maggioranza, in punto, è stata sempre sorda, perdendo di credibilità e connotandosi per arroganza ed autoreferenzialità. Peccato; chi ci ha rimesso  non è stata l’opposizione, ma chi ci sgoverna da più di quattro anni, insensibile alle critiche positive e sempre più permalosa (la vicenda dello stato di agitazione del personale comunale ne è un esempio molto serio)”

200614

12 Commenti

  1. intervento molto apprezzabile! E’ tanto impossibile pensare di poter far pulire a chi imbratta?

  2. Ancora una dimostrazione della attuale amministrazione di incapacità a gestire e governare SARONNO , inapacità ormai cronica , ormai Porro ed i suoi hanno stancato i cittadini e sono diventati pure ridicoli ……ci sono anche dimissioni onorevoli , piuttosto che continuare a far danni !!!!!

  3. un cambio di passo se si riuacisse a individuare i colpevole . In sintesi : il proprietario DEVE provvedere da sè all’inciviltà altrui

  4. Con tutti i problemi che ci sono nel regolamento, l’esimio avvocato ha puntato il dito solo sul problema muri.
    Grazie all’esimio avvocato si è bruciata l’unica possibilità per dare una smossa al proprietario dei muri del Telos…
    Come mai questa difesa ossessiva durante l’approvazione del regolamento per la sicurezza della città?

    • Veramente, oltre a quello sull’art. 62, ho proposto una dozzina di altri emendamenti al regolamento, tutti approvati, tranne uno… Ossessivo è chi – pur di sparlare – parla a vanvera senza prima informarsi.

  5. Per il proprietario dell’immobile in abuso al Telos si potrebbe impugnare il regolamento urbanistico, o no?

  6. Mi chiedo se i nostri amministratori abbiamo qualche vaga idea di diritto. Come può una persona essere responsabile di un fatto altrui?
    La disposizione sarebbe stata comunque non applicabile e avrebbe certamente intasato il giudice di pace (sperando che rimanga e non certo grazie alla presente amministrazione) di una serie di ricorsi per i quali il Comune avrebbe buttato altri soldi dei cittadini. Comunque Gilli ha ben fatto.

    • A mio avviso, ci sono le ragioni per cui il proprietario potrebbe essere tenuto a ripulire, in quanto responsabile del decoro del suo immobile di proprietà, a prescindere da chi ha commesso il danno. Ovviamente, lo stesso proprietario dovrà essere risarcio, ad esempio dall’amministrazione comunale, la quale è, a sua volta, responsabile della difesa e della tutela dei diritti dei propri cittadini. In ultima istanza, l’amministrazione dovrà rivalersi sugli autori (meglio se preventivamente).

      Sembra un giro macchinoso, ma è un modo per richiamare tutti ai propri doveri: non avere la città sporca, rifondere i danni a chi ha subito il torto, punire i colpevoli. E, magari, far venire un po’ di “nervoso generale”, così che si crei la giusta acredine nei confronti di questi cialtroni (i “writers”).

  7. Per sgorbatt:
    ma che smossa vorresti dare al proprietario dei muri del telos? Vorresti farglieli ridipingere? Così da dare una bella tela bianca nuova di zecca ai ragazzi del telos su cui possano esprimere le loro inconfutabili doti artistiche?
    cosa può il proprietario quando l’amministrazione é consenziente?

    • Il proprietario potrebbe, stanco di pagare sanzioni e/o ridipingere i muri, terminare di concedere l’immobile ai Telos (non è che pagano un affitto?) magari chiedendo lo sgombero come avvenne in Via Concordia.

      • Perfettamente d’accordo.

        A proposito, si può sapere a chi appartiene l’immobile? Giusto per fare mente locale.

        Tra l’altro, nessuno si è mai chiesto da dove prendano l’energia elettrica, visto che dubito che siano regolarmente allacciati ad un contatore.

        Presto manderò una foto ai vigili di una sospetta derivazione ad un lampione dell’illuminazione pubblica. Il tempo di scaricarla dal telefono.

  8. 1) mi piace che l’avvocato Gilli faccia una lezione dii pulizia dei muri, Infatti ricordo sotto la sua amministrazione tutto lindo e pulito che mi pareva una cittadina svizzera di montagna e non c’erano ubriachi in giro (non ricorda forse che è stato il primo estensore del decreto anti-bevute??)
    2) andate a vedere lo stabile (anzi gli stabili) di via Concordia, anzi di via Randaccio e Concordia per vedere l’urgenza dello sgombero richiesto dalla proprietà: adesso sono sorti nuovissimi grattacieli e tutto è in ordine (chissà se gli stabili sono stati messi in sicurezza dalla proprietà…e ci passiamo tutti lì vicino, adulti bambini, maschi e femmine)
    3) la proprietà ex Alfa Romeo è di qualche scatola cinese irrintracciabile, che mai ha chiesto lo sgombero: tenete conto che è un’area appetibile per speculazioni edilizie, bloccate dalla crisi

Comments are closed.