SARONNO – Domenica sera, al termine della quotidiana preghiera del Ramadan, il prevosto don Armando Cattaneo e don Giampiero Alberti responsabile del Centro ambrosiano di dialogo con le religioni sono stati ospiti del Centro culturale islamico saronnese. I due religiosi, accolti da Sadok Hammami  e Latif Chridi responsabili del gruppo, attivo in città da molti anni in città, hanno per prima cosa visitato la struttura di via Grieg in cui quest’anno sono ospitati i fedeli per il mese di digiuno e preghiera.

Niente tendone alla periferia cittadina, infatti, quest’anno il centro ha deciso di organizzare le preghiere ma anche le iniziative di solidarietà in quella che diventerà la sede definitiva del gruppo. “Per ora siamo in fase di sperimentazione – spiegano Hammami e Chridi – ma certo la struttura in via Maestri del lavoro è davvero troppo piccola per ospitare le attività del centro che vanno dall’aiuto di chi vive un momento di difficoltà all’organizzazione di corsi di italiano ed arabo”.

Così domenica sera alle 23 al termine della preghiera diretta dall’imam saronnese Najib Al Bared hanno preso la parola proprio i due ospiti. Sentite le parole del prevosto don Armando Cattaneo che dopo essersi complimentato per il passaggio “dalla tenda ad una struttura così ben organizzata con tanto di ampio parcheggio” ha sottolineato “quando vedo le chiese della nostra comunità piene sono felice ma lo sono anche oggi qui vedendo in quanti vi siete radunati per la preghiera perchè nulla come la preghiera ci fa grandi e ci migliora”.

Dopo un lungo applauso dei fedeli don Armando e don Giampiero sono stati invitati a una chiacchierata con i responsabili del centro con the alla menta e dolci nordafricani.  “I problemi che affrontiamo giorno dopo giorno sono per molti aspetti gli stessi come per esempio le famiglie messe in difficoltà dalla crisi – ha concludo don Armando – ed è importante scambiarsi le esperienze”.

07072014

11 Commenti

    • Siamo bravi a puntare il dito, ma non mi sembra che i cattolici siano messi meglio, tra inchini ai mafiosi e scandalo pedofilia. Eppure lei sa bene che non tutti i cattolici sono collusi coi mafiosi o depravati. Perchè dunque pensare che tutti i musulmani siano assassini di cristiani?

  1. In alcuni paesi a prevalenza islamica le chiese cristiane vengono bruciate e i cristiani ammazzati , come si fa a dimenticarsene ??

    • In alcuni paesi a prevalenza cattolica invece i bambini vengono violentati da rappresentanti del clero ed esiste una banca chiamata IOR che non è proprio il massimo della trasparenza. Questo dovrebbe essere sufficiente a giudicare tutti i cattolici? Ovviamente no, ma probabilmente a lei piace fare di tutta un’erba un fascio.

      • Certamente non va per niente bene che alcuni bambini siano violentati da rappresentanti del clero , non va bene fare di ogni erba un fascio, però non dimentichiamo quei fatti molto gravi che succendono in alcuni paesi islamici , far finta di niente non è giusto

      • sono 2 cose molto differenti…e poi puoi garantire che non ci siano casi di pedifilia? non puoi! chi si sta ammazzando fra “opposte fazioni” sono loro non i cattolici. chi vuole l’eliminazione fisica degli infedeli sono loro, non i cattolici, i buddhisti ecc ecc. Chi ammazza i figli perché vogliono vivere in modo diverso da come vivono loro ? lascia perdere va….

  2. Occuparsi invece degli alieni …giunti a Saronno a colonizzare il vecchio continente … questo no, MAI!

  3. Cari amici,
    diversi anni fa, in prossimità del S. Natale, avevo scritto e inviato ai conoscenti la poesiola che riporto di seguito. Preciso che non va letta come una critica nei confronti di Don Armando, ma potrebbe essere uno spunto di riflessione per qualcuno interessato al tema.
    Cari saluti

    Alfonso Indelicato

    NATALE 2010

    Imbruniva in piazza

    del Duomo, e il muezzin

    dalla guglia adattata a minareto

    spargeva il suo lento richiamo.

    La nenia faticosa

    vibrava lungo il portico

    dell’Arengario,

    echeggiava sotto i vasti loggiati,

    perdevasi sotto la cupola

    di ferro e di vetro

    che mena al palazzo

    cui già il Piermarini

    diede nel secolo dei lumi

    l’austere sembianze.

    Fredda era la sera di dicembre

    ma comodi e caldi burnus e gilbab

    coprivano i fianchi

    del popolo lombardo

    da ogni parte sopravveniente.

    Ilari in volto

    giungevano da quella

    che chiamavasi un tempo

    piazza Fontana

    quelli che un tempo chiamavansi

    preti,

    ora del nuovo culto

    testimoni e mentori.

    E infine su quello

    che chiamavasi un tempo sagrato

    tutti s’inginocchiarono

    volti a orïente

    e con unanime voce

    nel cielo occhieggiante di stelle

    si levò la fatiha,

    la prima sura

    di quel sacro Libro

    che Allah dettò al Profeta

    perché sottomettesse

    le genti senza onore e senza fede.

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