SARONNO – Sono attesi anche il sindaco Luciano Porro e il prevosto don Armando Cattaneo alla cena conclusiva del Ramadan che si terrà questa sera alle 21 in Grieg nella palazzina usata, in via sperimentale, come sede per i momenti di preghiera e di convivialità.

Come ogni anno, infatti, il centro culturale islamico ha organizzato un momento di condivisione a cui ha invitato non solo l’imam saronnese Najib Al Bared ma anche le massime autorità saronnesi dal primo cittadino Luciano Porro al prevosto che guida la comunità pastorale Crocefisso Risorto. Hanno accettato l’invito anche i responsabili di molte associazione e diversi esponenti della Giunta.

“Per noi l’integrazione è un tema molto importante che ci sta molto a cuore – spiegano Sadok Hammami e Latif Chridi portavoce del centro – è un percorso che passa dalla conoscenza e dalla condivisione. Siamo convinti che non ci sia occasione migliore un pasto insieme per imparare le reciproche tradizioni”.

Il menù della cena sarà nordafricano e spazierà al cous cous al tajine finendo con un carrellata dei più tradizionali dolci della cucina marocchina e tunisina: “Come gli altri anni i piatti saranno preparati da diverse famiglie, in questo modo ognuno darà un contributo alla riuscita della festa”.

Ecco alcune immagini dell’edizione 2010 della cena

9 Commenti

  1. Il prevosto portera’ le foto dei cristiani che vengono crocefissi? ?? …..poi dicono che le chiese sono mezze vuote….

  2. Viene spontaneo un dubbio ………….ma chi si sta integrando ?? forse Porro ed il Prevosto nel mondo islamico ???

  3. Ma quanto ci mettette a inserire i commenti , siete già tutti in ferie ??

  4. dopo l’abbattimento della moschea di Giona, il sindaco ed il prevosto si facciano spiegare che fine faranno le nostre chiese quando comaderanno loro.

  5. D’accordo, nella sostanza, con questi commenti, riporto di seguito il brano che ho postato sulla pagina FB del Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale di Saronno lo scorso 21 luglio.

    MOSSUL E’ LONTANA

    Mossul è lontana. Me ne accorgo oggi, sfogliando le pagine on line del Corriere e di Repubblica. Sul primo, in “taglio alto”, l’aereo precipitato in Ucraina e la battaglia di Gaza. Sul secondo, sempre il disastro aereo in “taglio alto” e gli scontri a Gaza, con relativa catastrofe umanitaria, in “taglio medio”. Faccio scorrere le pagine sul monitor, e se cerco immagini di guerra, con relativo commento, mi ritrovo sempre nelle strade polverose di Gaza. Israeliani carnefici, palestinesi vittime. “Gaza, razzo colpisce ospedale”. “Così Israele fa esplodere tunnel”. “Gaza, reporter scoppia a piangere e interrompe la diretta”. “Gaza, decine di vittime, 4 bimbi. Colpito anche ospedale: 4 morti”.
    Vado su google e digito: “cristiani di Mossul”. Il primo link che appare rimanda alla “Stampa”, ma è già vecchio e forse superato. Leggo: “Pagare, convertirsi o morire”. Ma qualche telecronaca mi ha detto che l’alternativa “pagare” non è più attuale: ora rimane: “andarsene, convertirsi o morire”. E i cristiani se ne vanno, abbandonando le loro case e i loro averi ai mussulmani che se ne appropriano. A decine e decine di migliaia. La comunità cattolica era là da secoli e secoli. Ora è dispersa, ma reporter e opinionisti italiani non hanno lacrime da spargere: le hanno esaurite tutte per i palestinesi della striscia.
    Domenica, ieri, il Santo Padre Francesco ha ricordato la tragedia dei siriani cattolici, ha detto tutto il suo dolore, ha invitato alla preghiera. Non si è capito, però, chi fosse all’origine della diaspora: ha detto che essi sono perseguitati, ma non da chi. Forse era sottinteso, forse, chissà, temeva di renderne la sorte ancora più dura.
    Mossul è lontana.

    Alfonso Indelicato
    referente della sezione saronnese FDI – AN

  6. Quando si fa un appunto al papa, tutti rispondono che il papa deve fare il papa. …ma come, se rappresenta i cristiani, xe’ parla sempre o la maggior parte delle volte dei fratelli mussulmani? ? In senso ironico io ho molti fratelli e nessuno di loro è mussulmano! !!

  7. paradosso : i mussulmani trovano un po’ di pace solo lontano dai paesi mussulmani – per questo i mussulmani sono tenuti a conservare la pace dove c’è pace – dopo il road show dell’ex ministro per l’integrazione e della Premiata Giunta Porro questo sembra una cosa seria – grazie Don Cattaneo

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