SARONNO – E’ andato in onda oggi il servizio del Tg1, girato lo scorso 28 giugno, e dedicato al Colombo Gianetti lo stadio saronnese costruito negli anni Trenta e ormai ridotto da decenni di carente manutenzione nell’ombra di sé stesso. La giornalista Caterina Proietti, ripercorre la prestigiosa storia della struttura saronnese alternandola con immagini del degrado dalla tribuna che si sbriciola lentamente ma inesorabilmente. Le telecamere hanno mostrato inesorabili a tutt’Italia i gradini in cemento che cedono ed i pezzi d’intonaco che si staccano dai muri.

C’è anche una breve intervista al sindaco Luciano Porro che parla della necessità di un intervento da 500 mila euro, anche per mettere a norma della struttura, e della scelta della sua Amministrazione di dare la priorità all’eliminazione dell’amianto e ad interventi di manutenzione nelle scuole.

Il servizio ha già iniziato ad essere condiviso sul web da tifosi e amanti della storica squadra di calcio cittadina anche per il titolo “cercasi imprenditore”. E’ un appello che la città e i tifosi hanno ripetuto più volte dalle pagine dei giornali ai muri dello stadio senza che nessuno si facesse avanti. E chissà e proprio da questo appello non possa ripartire quella rinascita che una storia centenaria, come quella del calcio a Saronno, non solo spera ma anche merita.

Sopra il video e sotto alcune immagini scattate durante la registazione del servizio

29072014

13 Commenti

  1. inutile insistere, o si cercano e si mettono degli imprenditori veri che vogliono fare calcio e si da una svolta e pagano loro, o meglio abbattere tutto e buonanotte. Tanto per la seconda categoria i campi della cascina, del Matteotti e quello privato della Parrocchia al centro sportivo Robur bastano e avanzano. Quanto ci costa sto stadio all’anno a noi saronnesi per far divertire le squadrette.

    • Quoto la linea.

      Abbatterlo no ma cercare finanziamenti e costruire un vero palazzetto dello sport da annettere alla Dozio, tagliato per tutte le attività indoor, questa si sarebbe una svolta, visto che il calcio non ha attività professionistica mi par giusto dare si una casa al saronno calcio ma altrettanto agli altri sport purtroppo considerati “minori” e non solo li in mezzo c’è l’attuale palazzina associazioni che una volta era una bellissima scuola media vogliamo ridare una scuola media al quartiere campo sportivo in modo da migliorare l’affollamento delle altre scuole?

      Di cose possibili ce ne sono molte, per favore non mi uscite con la solita tiritera “mancano i fondi”

  2. Si può’ accedere a i fondi del CONI per la ristrutturazione degli impianti sportivi: lo stadio serve anche per l’atletica e per altri eventi sportivi e non sportivi, peccato lasciarlo in questo stato.

  3. Condivido! !!! Per giocare in seconda categoria questo stadio è uno spreco, basta regali pagati dai contribuenti

  4. I 500.000 euro per la ristrutturazione dell’ex-macello bastavano per risistemare lo stadio e, affittandolo, si recuperavano soldi nelle casse del comune.

  5. Caro robin Hood, lo affittavi alla Caronnese che attualmente va a Cesate e che sta cercando campi per la Juniores Nazionale e per gli allenamenti della prima squadra, che non è certo in seconda categoria.

  6. Ma di che cosa stiamo parlando!
    Per prima cosa chiediamoci perchè un imprenditore saronnese decide di portare la squadra di calcio di un paese di 16.000 abitanti in serie D (e quasi vincere il campionato) e non investe nella sua città, che per numero dia abitanti avrebbe un bacino d’utenza (abbonati e sponsor) più che corretto per il campionato in questione.

    • il perchè è semplicissimo….basta guardare l’ubicazione della ditta di questo imprenditore e le risposte arrivano in automatico….

  7. Saronnatt Cattivello, hai perfettamente ragione infatti la ditta prima era a Saronno e poi l’ ha trasferita, il motivo è sempre quello.
    Poi scusa pensi che uno con X6 si spavenda a fare 800 m in più?

  8. La Caronnese come altre società del comprensorio non verranno mai allo stadio di Saronno i costi di gestione sono altissimi con problemi non indifferenti di convivenza tra calcio ed atletica. Dai tempi di Preziosi la situazione è sempre stata difficilissima tant’è che se ne è andato a Como. Lo stadio di Saronno non verrà mai preso da nessuno, la politica la smettesse di dire stupidate o fare proclami di soldi che verranno dal cielo. Porro ha ragione non bisogna vivere di fantasie e troppe persone si sono avvicinate con le parole ma poi senza soldi. I fatti parlano. Pertanto lasciate che le cose ormai decise dal Signor Sindaco prendano piede per poi criticare se tutto non sarà come deciso. Insomma solo parole al vento, proclami di rinascita per che cosa ma, sapete quanti soldi ci vogliono per riattare lo stadio per una serie D ? Ma chi è quel pazzo megalomane che investe denaro per non avere nulla in cambio e da dividere con un’altra società sportiva ovvero l’atletica. Ma in un momento di crisi come questo ci può essere un pazzo furioso del genere ? Solo gente di malaffare può avvicinarsi ad una bomba ad orologeria come lo stadio comunale di Saronno…tanti sono venuti, sono scappati e hanno lasciato disastri. I disastri non sono stati fatti per l’abbandono ma viceversa … tutti a succhiare la mela per poi abbandonare tutto! Questa è la verità… tutto il resto è pura demagogia. Il progetto in atto e depositato in comune da parte della Saronno Robur potrebbe essere un primo passo verso il risveglio.. diamo fiducia per una volta a gente di Saronno ….. poi vedremo !!

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