SARONNO – Martedì mattina la città degli amaretti si è risvegliata ricoperta di scritte contro le forze dell’ordine. Si tratta di graffiti realizzati con caratteri cubitali in punti di grande visibilità come l’incrocio tra via Guaragna e via Roma, via Volonterio, via San Giuseppe e anche via Frua.

Qualcuno, dalle grafie a scrivere è stata più di una persona, si è armato di spray azzurro e nero ed ha riempito di scritte la città. Negli slogan non mancano riferimenti ai fatti di cronaca molto controversi basti pensare al graffito “Beppe Uva sappiamo chi è Stato” chiaro riferimento al giovane morto nel 2008 all’ospedale dopo alcune ore di fermo in caserma. Alla scritta “carabinieri assassini” già realizzata in passato sui muri saronnesi si è aggiunto un chiaro riferimento ai recenti fatti di cronaca che ha portato gli autori a coniare lo slogan “Varese Ferguson Napoli sbirri infami assassini”. Chiara la citazione dei fatti del quartiere di St. Lois dove uin 17enne è stato ucciso da un agente di polizia e del 17enne napoletano che non si è fermato al posto di blocco.

A suscitare lo sdegno della città, e molte chiamate in Comune per chiederne l’immediata cancellazione, la scritta realizzata in via Volonterio in cui si nomina Giorgio Illuminoso brigadiere deceduto dopo una decina di giorni di agonia nel febbraio 2009 per le conseguenze dell’investimento di cui era stato vittima alcuni giorni prima ad Origgio. La scomparsa del militare, ricordato venerdì scorso con una cerimonia dall’Arma dei carabinieri nell’ambito delle iniziative per il bicentenario, ha lasciato una ferita aperta in città e sono in molti che si sono sentiti offesi e hanno condannato la mancanza di rispetto chiedendo al Comune di intervenire al più presto per eliminare il graffito.

Non è la prima volta che in città vengono realizzate scritte contro le forze dell’ordine ma in quest’occasione gli slogan sono stati decisamente più forti tanto da spingere, cosa mai successa in passato, molti saronnesi a chiedere all’Amministrazione di intervenire tempestivamente.

L’uomo raid di questo tipo risale al giugno 2013 quando alcune scritte contro i militari e la guerra erano comparsi dopo la sfilata realizzata nel fine settimana dai bersaglieri.

10092014

 

4 Commenti

  1. Sono convinto che il 90% di coloro che appartengono alle forze dell’ordine siano persone serie e consce delle proprie responsabilità, però, è il restante 10% che mi spaventa.
    Visto che, cronache alla mano, gli episodi di violenza da parte di chi dovrebbe garantire l’ordine stanno aumentando.
    Ripeto, non si generalizza,ma il Clint Eastwood col dito sul grilletto lo abbiamo anche noi, non esiste solo nei film americani.

  2. esatto ci sono casi diversi , quello di Giuseppe Uva e quello per esempio di Stefano Cucchi sono una cosa , quello che è successo a Napoli un altra , non fermarsi a un posto di blocco e fuggire con un pregiudicato e un latitante non è un comportamento ” normale” , mettiamoci anche nei panni delle forze dell’ordine che in certe zone sono sottoposte a una “pressione” non da poco.

  3. se andate a scrivere sui muri la notte…poi siete stanchi e le sentinelle si addormentano a far la guardia….e poi vi sgomberano…

Comments are closed.