lorenzo guzzetti sindacoUBOLDO – Schietto e pragmatico Lorenzo Guzzetti, primo cittadino di Uboldo, si cimenta con uno dei problemi più annosi delle amministrazioni comunali: i buoni pasti non pagati.

Dopo tutti gli incontri e gli approfondimenti del caso sindaco e Giunta hanno preso una decisione forte, non far entrare in mensa i piccoli delle famiglie che non pagano con almeno un genitore a casa. Una decisione non facile e definita da alcuni uboldesi “coraggiosa” che Guzzetti ha condiviso sui social network raccontando l’intera vincenda con la consueta semplicità e chiarezza avviando un vero e proprio confronto cittadino. Guzzetti spiega le scelta ma anche i tentativi fatti dall’Amministrazione per mettersi in contatto con le famiglie.

Riportiamo il testo

“Oggi pomeriggio ho incontrato con il mio vicesindaco, Marco, l’azienda che si occupa della mensa scolastica che E’ un servizio pre-pagato e che, soprattutto non èobbligatorio.

Ci sono ancora 14.454,30 euro di debito da parte di famiglie che hanno usufruito del servizio e che non hanno pagato con un debito superiore a 80 euro. E non sono solo extracomunitari.

L’Amministrazione Comunale ha dato mandato all’azienda e alla Scuola di non far accedere più i bambini che hanno un debito e che hanno un genitore a casa da settimana prossima al servizio di refezione scolastica.

Per i bambini i cui genitori lavorano e che dunque hanno qualche problema di organizzazione vedremo come fare attraverso un piano di rateizzazione dopo un incontro con l’ufficio Servizi Sociali.

Voglio però aggiungere le azioni intraprese nell’anno 2013/2014 così che abbiano tutti un’idea senza equiparare così un Sindaco come me a Re Erode.

Nello scorso anno sono state inviate per due volte lettere a casa di sollecito per un totale di 867 missive spedite a casa. Inoltre sono stati inviati 3917 SMS (TREMILANOVECENTODICIASSETTE) di sollecito sui cellulari di questi genitori.

Infine sono state fatte telefonate a tappeto 10 volte dal 30 maggio 2013 al 1 settembre 2014.

L’ultima telefonata, invitava a un incontro col Sindaco nella giornata dell’8 settembre u.s., invito raccolto da pochissimi genitori perchè il resto non si è presentato o non ha risposto al telefono.

Ora abbiamo deciso di intraprendere questa strada perchè quando le persone sono in difficoltà siamo i primi a volerle aiutare, ma in questo caso siamo di fronte a un eccesso.

Ringrazio i genitori che hanno accettato di incontrarmi lunedì scorso e che sono venuti a chiarire la situazione, come ringrazio quei genitori che privatamente mi hanno contattato spiegandosi sulla situazione e chiarendo che pagheranno quanto prima, scusandosi del disagio.

E’ inaccettabile che ci siano persone che pur chiamati e pur sollecitati se ne freghino completamente.
Come è inaccettabile che alcuni tra questi genitori abbiano invocato il fatto che la mensa è un diritto.
No, non lo è. E per questo motivo adesso passiamo all’azione.

11092014

10 Commenti

  1. Mediamente non sono d’accordo con Guzzetti, ma in questo caso non posso che applaudire per la decisione assunta, alcuni di quelli che non pagano la mensa dei figli (2-3 euro al giorno?) poi li vedi al bar fumando sigarette…

  2. Bravo al Sindaco. Sono d’accordissimo… in questi casi, se dopo anni e varie sollecitazioni non si vuole pagare sarebbe auspicabile un prelevo forzoso dai conti correnti di queste persone. A me piacerebbe uno Stato così…mi dispiace per chi pensa che questo è uno Stato di Polizia.

  3. Si certo e di mezzo ci deve sempre andare di mezzo chi non centra.. i bambini..
    Come sempre si preferisce fare i “bulli” e prendersela con chi non può nulla che prendersela con chi imbroglia davvero!

  4. Pagare un servizio di cui si usufruisce è la prima cosa in un paese civile… provate a non pagare un gestore telefonico cosa succede… (e non ci mettono molto a tagliare il servizio)

  5. Lorenzo ha agito nel modo corretto. Hai fatto quanto potevi, forse di più.
    La congiuntura economica tocca tutti…anche i nostri figli. E noi genitori abbiamo il dovere di garantire loro ciò che è giusto. Il DIRITTO è dei bambini, il DOVERE del genitore. Non pagare un servizio a pagamento è scorretto, sempre e comunque. Non dimentichiamocelo…

  6. Il problema è noto, com’è noto che c’è chi se ne approfitta sfacciatamente facendo leva sulla compassione che suscitano i bambini, che sono chiaramente incolpevoli. La cosa più odiosa è che a pagare, poi, sono magari quelli che hanno effettivamente bisogno.

    In una piccola vicenda, uno spaccato del Paese.

    Bene ha fatto Guzzetti, in questo caso, soprattutto alla luce del percorso di recupero crediti presentato.

Comments are closed.