SARONNO – Alberto Paleardi rilancia la richiesta venuta già nei giorni scorsi dal sindaco Luciano Porro: “che i responsabili del locale centro islamico ed il loro imam prendano una chiara posizione su quanto sta avvenendo in Algeria ed in altri Paesi arabi da parte dell’Isis!”

alberto paleardi

Paleardi e Porro sono entrambi nel direttivo del partito di maggioranza relativa a Saronno, il Pd. Recentemente Porro aveva chiesto una pubblica e chiara presa di posizione da parte dei “vertici” del centro islamico saronnese, dopo le uccisioni di giornalisti occidentali che erano avvenuti fra Siria ed Iraq. Dopo quello di Porro, anche l’appello di Paleardi, affidato alle proprie pagine di Facebook e che ha raccolto consensi anche da formazioni dell’opposizione, sempre sulla rete. Nei giorni scorsi c’era stata anche la provocatoria iniziativa della lista Saronno 2015, con il rosario in strada all’edicola sacra di via Campi, per “affidare la città alla Madonna, ed in particolare la zona di via Grieg dove sta sorgendo uno dei più grandi centri islamici del nord Italia” avevano spiegato gli attivisti della lista.

25092014

9 Commenti

  1. Forse sarebbe il caso che l’amministrazione prendesse una posizione univoca, visto che c’è chi, all’interno dei partiti che appoggiano la maggioranza, è a favore di una islamizzazione della nostra società.

  2. Oltre agli intenti servirebbero i fatti: la vera integrazione è quella in cui tutti i cittadini rispettano le regole di convivenza civile, oggi a Saronno, la maggior parte degli episodi violenti o comportamenti “incivili” (nell’accezione che ritrae un comportamento che offende le norme della buona educazione, le consuetudini di reciproco rispetto, come il servirsi di alberi o di aiuole per i propri bisogni) sono riconducibili a persone giunte in città grazie alla presenza della folta comunità a cui si rivolge Paleardi. L’Imam e i responsabili potranno anche “dissociarsi” ma se non fanno in modo che tutti i membri si integrino nel rispetto delle leggi e delle regole e non isolano, magari denunciandoli, possibili “appartenenti” all’Isis non otterremo un risultato concreto.

  3. Cittadino, le ricordo che alcuni volontari del centro islamico, in accordo con l’amministrazione comunale, ha intrapreso da tempo un’attività di sensibilizzazione nelle zone ‘calde’ della città. Inoltre, le ricordo che i delinquenti a cui lei si riferisce sono sì loro connazionali ma non sono membri del centro islamico. Se degli italiani in uno stato estero si mettono a delinquere lei trova corretto che si chieda conto al monsignore? Se l’equivalenza italiano=cattolico non vale per noi, come ovvio che sia, perché dovrebbe valere quella di arabo=musulmano=membro del centro islamico?

  4. Ah be’, se quelli del centro sensibilizzano… allora siamo a posto.
    Comunque li vedo in giro di mattina (quando la gente normale è al lavoro) e in piena notte (quando la gente normale dorme): ma quando lavorano questi? Di cosa campano, che poi non c’è lavoro nemmeno per noi?
    Da cosa “fuggono”, se in tutto il mondo i tagliagole e i rapitori sventolano la loro stessa bandiera verde?

  5. Comunque mi sembra che la maggioranza dei Mussulmani stia prendendo le distanze dall’isis in maniera radicale, ma scusate voi leggete solo ilSaronno?

  6. “affidare la città alla Madonna, ed in particolare la zona di via Grieg dove sta sorgendo uno dei più grandi centri islamici del nord Italia” avevano spiegato gli attivisti della lista.”

    ah si? è già in costruzione? con quali permessi? s giudici informaci !! perchè proprio non si puo’ costruire un edificio di culto in una zona industriale senza variare il piano regolatore..mi pare….

  7. Puck, ho parlato di comunità, ritengo corretto, seguendo il suo esempio, far riferimento alle comunità. Per gli italiani all’estero la comunità non si identifica mai con una chiesa o con un Monsignore questo è il motivo per cui non si chiede conto al Monsignore stesso.
    Nel caso di discussione si parla poi di ISIS, Stato Islamico, quindi di una forte identificazione con la religione.

  8. molti dovrebbero interrogarsi sul concetto di integrazione ” facile ” – da questo deriva la consapevolezza che tante e profonde possono essere le differenze tra i popoli e che l’integrazione richiede processi lunghi e come dimostrano situazioni in altri paesi con una lunga storia di immigrazione, l’esito non è scontato e definitivo – comunque alla base della integrazione c’è la RINUNCIA AL PRIMATO DI UN CREDO , la formazione di una coscienza di cittadino del paese in cui si vive , il rispetto dei costumi e delle leggi di quel paese – il fenomeno degli sbarchi porterà ad un aggravamento della situazione generale della integrazione e prima o poi dovrà essere sottratto ai trafficanti di uomini libici e di altri paesi della costa africana – per questo l’unione europea semplicemente non esiste mentre lo stato italiano arranca

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