SARONNO – Sta entrando ormai nel vivo la realizzazione della nuova Casa della Solidarietà della quale si è parlato da tempo, nell’edificio di Via Piave, ex sede della Banca Nazionale del Lavoro.

Nel Consiglio comunale di lunedì sera è prevista la trattazione dell’argomento al fine di “declassare” urbanisticamente l’area di intervento dalla potenzialità residenziale/terziaria alla funzione di servizi sociali.

L’argomento sta coinvolgendo in particolar modo gli abitanti del quartiere “Aquilone” che venerdì sera hanno organizzato il primo incontro di un comitato di cittadini per chiedere il rinvio del punto all’ordine del giorno. Di fronte alla mobilitazione Enzo Volontè, uno dei promotori dell’iniziativa, ha deciso di anticipare qualche informazione sul progetto prima della conferenza stampa ufficiale di presentazione

L’obiettivo comunque sarà quello di creare una “nuova Casa” presidiata e viva 24 ore al giorno che sarà sede della nuova mensa dei poveri, del servizio docce e di una ospitalità temporanea notturna ma anche della Croce Rossa saronnese, della Guardia medica, dell’ospitalità temporanea ai coniugi separati, di un servizio infermieristico diurno, di spazi di accoglienza per anziani e bambini e di un luogo di formazione, di cultura e di incontro. “Perché tutti abbiamo bisogno della solidarietà degli altri e gli altri hanno bisogno della nostra solidarietà”

Di seguito l’intervento di Enzo Volontè.
“Intervengo sull’argomento in qualità di componente del Comitato promotore e organizzatore della nuova Casa della Solidarietà, che prenderà prossimamente vita in via Piave, anche a seguito della preoccupazione esternata da alcuni residenti nel quartiere “Aquilone” in merito al rischio di presunte “pericolosità” legate alla futura frequentazione della Casa.

Innanzi tutto è bene si sappia che il progetto “Casa della Solidarietà” nasce circa un anno fa grazie alla disponibilità di una Fondazione a mettere a disposizione sul territorio di Saronno una struttura capace di attuare una solidarietà rivolta ad una eterogeneità di utenti.

Il progetto è sicuramente originale, ma anche ambizioso: parrebbe che, almeno in Lombardia, non ci sia ancora qualcosa di analogo.
E’ stato costituito un Comitato promotore e programmatore della Casa che da tempo sta svolgendo una attività “creativa”, per cercare di inserire, all’interno di un mosaico sicuramente complesso, i vari tasselli che rappresentano le varie attività di servizio che troveranno spazio nella Casa.
Si è cominciato un percorso di incontri e di ascolto delle varie attività solidali già presenti sul territorio, al fine di verificare le varie situazioni e individuare possibilità di sviluppo e di realizzazione di nuovi servizi.
Ad oggi possiamo dire di avere un progetto di massima, ancora assolutamente incompleto, ma idoneo a consentirci un primo passaggio in consiglio comunale, tale per cui un immobile a destinazione attuale privata per residenza e uffici, assumerà invece una funzione pubblica per servizi sociali.
Questo passaggio ci consentirà di organizzare finalmente la fase della comunicazione del progetto alla città e, in particolare, al quartiere in cui si colloca l’edificio, andando ad illustrare i vari servizi che potranno trovare destinazione nella Casa.

Rimane comunque consolidata la finalità, che è quella di realizzare una struttura capace di fare solidarietà, di incentivare la solidarietà (e anche il volontariato), di creare socialità, momenti di cultura e di convivialità.
Credo sia qui opportuno dare alcune brevi indicazioni delle funzioni insediabili nella Casa.
Innanzi tutto sarà una Casa che vive nelle 24 ore, in quanto all’interno dei suoi spazi troveranno la loro nuova sede sia la Croce Rossa saronnese, sia il servizio di Guardia medica: questo significa che il presidio della Casa sarà costante e continuativo nel tempo. La Casa cioè rimarrà “controllata” sulle 24 ore, svolgendo la Guardia medica una attività sia notturna, sia nelle giornate di festività.

E’ facile ipotizzare anche un servizio infermieristico di prima necessità durante il giorno, negli ambulatori utilizzati di sera dalla guardia medica.

Un’altra serie di servizi è stata già ben definita: una mensa per chi ne ha bisogno, il sevizio docce e un ricovero notturno. Una struttura attenta alla solidarietà non può far finta di trascurare alcune situazioni di disagio che si conoscono ben esistenti nella città, soprattutto in un momento di grave difficoltà socio-economica.
La “mensa di Betania” esiste già a Saronno, in una situazione dimensionale un pò “forzata” e i suoi frequentanti (nella stragrande maggioranza residenti a Saronno e di nazionalità italiana) sono autorizzati all’accesso previa verifica da parte della “Caritas” cittadina, che opera una selezione preliminare. Da circa un anno la mensa ha poi una estensione serale, per tre giorni alla settimana, nella stessa via Piave, presso l’ex bocciodromo. Anche per motivi di gestione economica della mensa, oggi si sta pensando a spazi più adeguati, dotati di cucina propria, Non mi risulta che l’esistenza della mensa abbia mai portato a problematiche di convivenza nei quartieri dove oggi è ubicata, anzi, l’atteggiamento degli ospiti e la disponibilità sempre più numerosa dei volontari, ha prodotto veri miracoli di umanità.
Il servizio docce. Oggi è già presente in Via Roma, presso l’Oratorio di Regina Pacis, e in Piazza Libertà, negli spazi adiacenti alla Chiesa Prepositurale, in due zone sicuramente molto frequentate. L’unico vero inconveniente evidenziato, quando si verifica, è la interrelazione con funzioni diverse tra i frequentanti le docce e i ragazzi dell’oratorio. La diversa ubicazione del servizio (previsto peraltro un solo giorno alla settimana) porterebbe ad eliminare anche quell’inconveniente.

Il dormitorio. Un piano della struttura (ha sei piani) verrà adibito all’offerta di ospitalità notturna, suddivisa però in due fasce: una ospitalità per situazioni emergenziali di persone momentaneamente senza casa, e una ospitalità per coniugi separati che hanno dovuto abbandonare la casa all’altro coniuge e che ancora non hanno trovato sistemazione.
Per quanto riguarda la prima categoria (si tratta di 6 posti di letto) spesso il Comune si trova a dover affrontare situazioni improvvise che risolve, quando riesce, mandando a dormire la persona in qualche albergo della città. Si tratta di emergenze che normalmente si risolvono in una notte o in qualche giorno. Talvolta capita che la camera sia difficile da trovare. Avere la possibilità di una struttura capace di assicurare alla città la disponibilità di un numero limitato, ma sicuro, di posti letto costituirà un punto di riferimento nell’emergenza. Sarebbe anche possibile ricordare l’esperienza della ben nota Casa della Carità di Milano che ospita oltre 100 persone, ma si tratta di tutt’altra dimensione e di diverso impegno: un dato certo che possiamo affermare è che quando è stata aperta, ormai oltre dieci anni fa, ha suscitato perplessità e antagonismi nel quartiere: oggi gli abitanti del quartiere frequentano regolarmente, apprezzandole, le iniziative (culturali, formative, conviviali) che la Casa propone.
Esiste poi il problema dei coniugi separati. Anche a Saronno si sono avuti purtroppo alcuni casi in cui il coniuge è stato costretto a dormire all’interno della propria autovettura. Il tema della separazione costituisce oggi sicuramente una grave problematica sociale, che non riguarda delinquenti o “barboni”, ma persone con cui quotidianamente siamo a contatto di gomito nella società reale, magari sono anche nostri amici, più sfortunati di noi. A loro è stata riservata un’ala del piano con altri sei posti letto. Ma l’idea della Casa (che si chiamerà “La Casa di Marta”) vorrebbe davvero ampliarsi ad altri servizi e ad altre attività: solo a livello esemplificativo, si sta pensando a una ospitalità temporanea diurna per le persone anziane, in aiuto alle esigenze delle famiglie che hanno un anziano in casa, a una ludoteca e a una biblioteca capaci di ospitare per qualche ora i bambini che non potessero essere seguiti dai genitori, ma anche creando un aiuto alla crescita facendo stare insieme in modo assolutamente conviviale le mamme insieme ai bambini.

Si stanno ipotizzando anche attività formative, culturali e sociali (si sta pensando anche ai giovani, oggi spesso senza particolari riferimenti alternativi alla navigazione in internet). Pensiamo a una Casa capace di offrire la possibilità di spazi e occasioni di incontri conviviali, aperta a tutte persone: la frequentazione reciproca porta alla solidarietà reciproca. Pensiamo alla realizzazione di una animazione serale varia capace di offrire cultura, ma anche svago.
So che qualcuno si sta chiedendo anche quali siano le motivazioni alla base di questa iniziativa e delle persone che la stanno promuovendo . Credo di poter esprimere l’idea comune a tutte queste persone, affermando che esiste la convinzione che non è possibile vivere bene se attorno a noi esistono persone che bene non vivono, e che per tentare di porre rimedio a questa situazione, è necessario mettersi un po’ in gioco, non solo con spirito di solidarietà ma anche di carità cristiana, andando incontro alle situazioni emergenziali che sono presenti nella nostra città e che non possiamo far finta di non conoscere.

Ma la solidarietà non è solo quella rivolta alle persone in stato di povertà o di indigenza: se riflettiamo bene, ciascuno di noi ha bisogno di qualcosa che spesso da solo non può darsi, magari solo di un incontro o di una parola amica. Trovare qualcuno che possa offrirla significa trovare qualcuno che ci offre solidarietà.
E allora possiamo comprendere come la solidarietà è “grande”: rappresenta un bisogno per tutti e consente a tutti di mettersi a disposizione degli altri, in un circuito di reciproca utilità.
E potremo davvero scoprire che fare solidarietà può essere bello e gratificante per ciascuno di noi.
E per finire, mi piace ricordare anche la parola di Papa Francesco in occasione della celebrazione del Corpus Domini di quest’anno: “Quel poco che abbiamo, quel poco che siamo, se condiviso, diventa ricchezza….Non abbiate paura della solidarietà!”.
Enzo Volontè

19 Commenti

  1. Un opera che riflette visione ‘futuristica’ giustamente suscita sempre qualche perplessità, ma la strada è quella giusta: l’umanità deve tornare al centro del nostro agire!

  2. Ovviamente lo studio Tecnico Volontè opererà gratuitamente per lo studio e la progettazione della struttura. Giusto?

    • da quanto mi risulta mesi fa era comparso un articolo (anche su ilSaronno) in cui si diceva che questa opera veniva fatta tramite una sorta di scambio tra questa palazzina e la palazzina del Pime sita in piazza caduti saronnesi angolo. via V.Monti , mi sembra di ricordare che Volontè beneficiava di poter costruire in quell’angolo di Saronno urbanisticamente e quindi economicamente interessante ed in cambio metteva si metteva a disposizione per ristrutturare la palazzina banca di via Piave….. poi fate voi, il discorso sulla solidarietà disinteressata ……..

      • La non conoscenza dei fatti e la presunzione di utilizzare opinioni a sostegno della verita’ e’ spesso motivo di bruttissime figure. La proprieta PIme e’ stata data in proprieta alla Curia direttamente dalla Chiesa di Saronno (come ha avuto modondi dichiarare lo stesso Prevsto circa un anno fa) senza alcun intervento di privati. Il fango che viene gettato senza motivo e’ giusto che vada a coprire chi l’ha lanciato.

  3. A me pare una grande idea. Ma soprattutto è una grande concretezza. Grazie a chi dedica tempo e impegno per il bene degli altri. E’ un esempio che ci porta a riflettere sui valori veri, sulle tante parole che diciamo e ascoltiamo e sulle poche cose che invece vediamo fare e facciamo. Mi piacerebbe leggere commenti scevri da insinuazioni, polemiche e pregiudizi: qui ci troviamo di fronte a una grande realtà per la città che spero rimarrà nel tempo.

  4. Rumore per fare confusione di sigle… loro sono SAC, quelli di Saronno al Centro, attenti a non fare confusione con altre liste in cabina elettorale

  5. “….grazie alla disponibilità di una Fondazione… ” che Fondazione è? Chi sono i referenti? Chi sono i membri del Consiglio di questa Fondazione?

    • Appunto!

      Si fanno tante azioni all’insegna della “solidarietà”, ma con eccessiva poca trasparenza. Ma, sicuramente, nella conferenza stampa verrà tutto chiarito…

  6. Peccato che tanti non ne sapessero nulla e che i lavori siano già iniziati da mesi senza che il progetto fosse ancora passato in commissione. Le intenzioni sono lodevoli, aiutare il prossimo dovrebbe essere compito di tutti, peccato che le intenzioni siano una cosa ed i fatti un’altra. A quanto ne so io il palazzo era considerato non idoneo per uffici e ora lo è per tutto questo?? Non c’è qualcosa che stona? La foto sopra risale a prima di giugno, quando non era ancora stato sbarrato tutto in modo da non far vedere i lavori all’interno. Sul cancello c’è da mesi solo un piccolo cartello di rimozione forzata con divieto di posteggio con scritto a pennarello “per lavori di rifacimento parcheggio dal 18-06 ore 8 a fine lavori”. I residenti di zona preoccupati non sono alcuni, come si legge nell’articolo, ma la maggioranza, e soprattutto quelli che ne sono a conoscenza. Chi abita in zona vede da mesi che i lavori sono iniziati, peccato non ci sia un cartello di inzio lavori con i dettagli del caso, e a quanto pare quel cartello è vagamente ingannevole… le regole valgono solo per alcuni?? La zona non offre servizi di alcun tipo, negozi, farmacie, alimentari, anche l’unica cosa che c’era, l’edicola di fianco alla pesa, ha chiuso. L’ex pesa pubblica era diventata una postazione dei vigili, usata poco e niente e chiusa da più di un anno, magari facendo tutto questo si vorrà almeno avere la bontà di ricominciare ad utilizzarla? La nostra zona non è tranquilla, lo vorrebbe essere, diciamo più semplicemente che è abbandonata, e qui da più parti di saronno vengono rilegati soggetti scomodi altrove, tanto lo spazio c’è! Magari farsi un’idea reale delle cose e non solo di parte, per simpatie, sentito dire o altro. Se io iniziassi dei lavori del genere a casa mia e non rispettassi le regole presumo ( ma ne sono certa) che i vigili o chi di competenza arriverebbe subito a segnalarmi che sto tralasciando qualcosa. E nei tribunali si legge sempre la bella frase “LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI”. Mica tanto!

  7. Con Silighini sindaco tutto sarà diverso.
    SAC sarà solo di disturbo a Silighini, un aiuto per Porro & C.

  8. Tra le varie associazioni che si andranno ad insediare si da per certa la Croce Rossa…. ma è sicura questa cosa? La Croce Rossa ha già deciso?….. da quello che so i volontari non sanno nulla…. e anzi settimana prossima dovrebbero avere una riunione per decidere se cambiare sede oppure no….

  9. Per quanto riguarda la solidarietà questo progetto può essere anche un buon progetto. Ma sicuramente si doveva agire diversamente, pensando anche alle migliaia di persone che abitano in quella zona. Si doveva per correttezza portare a conoscenza della cosa e parlarne. Non è una situazione facile da affrontare e da accettare. Gli sbagli si fanno ma ci si deve anche correggere. Non si fanno le cose in questo modo

  10. io sono del quartiere e sono preoccupato…
    I vigili non controllano la zona da parecchio
    tempo e la dimostrazione sta’ tutta nelle feste
    della birra che ogni ss sabato pomeriggio
    trasformano i nostri parchi rendendoli
    inutilizabili il giorno seguente.
    W la solidarieta’ purché controllata non dalla
    guardia medica 24h ma da vigili carabinieri
    polizia e vigilanza notturna…perché la
    solidarieta’ in un posto del genere non si potra’
    proprio negare a nessuno

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