SARONNO – “No alla violenza dell’Isis”: decisa presa di posizione da parte degli esponenti del centro islamico di Saronno.

07072014 prevosto don armando cattaneo ospite al Ramadan (9)

In un comunicato, tengono a precisare la loro posizione: glielo aveva chiesto pubblicamente anche il sindaco Luciano Porro ed esponenti di vari partiti, dopo i tragici fatti avvenuti di recente in Medio oriente.

“Osserviamo con attenzione e preoccupazione ciò che accade nel mondo odierno per mano di persone e organizzazioni che mostrano una concezione dell’Islam violenta e contraria ai diritti umani, alla libertà religiosa e all’eguaglianza tra uomo e donna”, viene precisato.

A questo riguardo è chiara e decisa la posizione dell’imam Cheikh Amine del centro culturale islamico di Saronno:”Condanniamo con forza i crimini atroci e sanguinari commessi dall’Isis e da qualsiasi altro militante estremista compiuti sui cristiani o su altre minoranze religiose, poiché tali barbarie non sono in alcun modo rappresentative di ciò che l’Islam ed il Corano ci insegnano. Non ci può essere alcuna scusa o giustificazione per tali azioni criminali e disumane. Queste forme di terrorismo non sono in alcun modo parte dell’Islam, anzi sono il nemico numero uno dell’Islam moderato e pluralista in cui noi ci riconosciamo”.

Il centro culturale islamico di Saronno, viene sottolineato,”ha infatti come obiettivo la formazione di una aggregazione islamica moderata e pluralista, che accetti la laicità dello Stato e divenga protagonista del dialogo interreligioso e multiculturale. Attraverso il nostro centro i musulmani possono unirsi liberamente, vivere la propria fede religiosa e avere un luogo di culto gestito con trasparenza. I valori promossi e le finalità del centro culturale islamico di Saronno si possono così riassumere: riconoscere il valore della sacralità della vita e difendere la persona umana contro ogni forma di violenza, di razzismo e di disprezzo per l’individuo, pratiche contrarie a tutte le religioni e all’Islam in particolare; promuovere il dialogo interreligioso come strumento essenziale per la coesistenza tra uomini di ogni fede; agire nel rispetto del diritto di libertà religiosa, che spetta a chiunque e in qualunque parte del mondo, e del principio di eguaglianza tra uomo e donna, che deve essere realizzato per favorire il pieno sviluppo della persona umana; rifiutare ogni collegamento con organizzazioni integraliste e nei confronti di ogni tipo di fondamentalismo; fare divenire sempre più le comunità musulmane parti attive della comunità civile locale nel rispetto del patrimonio di valori spirituali, religiosi e laici della nazione italiana, la cui storia cristiana e la cui Costituzione sono testimonianza della capacità di accoglienza verso altri popoli, culture, religioni”. Proprio per questo motivo il Centro culturale islamico di Saronno intende costruire un ponte tra la cittadinanza e la comunità musulmana, per conoscersi meglio e allontanare luoghi comuni e pregiudizi. Il nostro imam sostiene che tenere le porte aperte del nostro centro costituisca un’opportunità per far conoscere, a chiunque sia interessato, una realtà culturale e religiosa importante per la città di Saronno, troppo spesso sconosciuta o avvolta da stereotipi.

30092014

5 Commenti

      • Caro UGOOOO, temo che la questione sia un po’ più complessa.
        Personalmente diffido di chiunque voglia imporre un carattere marcatamente confessionale alla società, che lo faccia con in mano il Corano piuttosto che il Rosario.

        Ciò detto, è pur sempre vero che negli ultimi decenni di gente che sgozza qualche malcapitato in nome del Rosario se ne è vista ben poca, mentre la Jihad islamica produce morti ammazzati ogni giorno…

  1. “e all’eguaglianza tra uomo e donna” ma al tendone del ramadan mica avevano fatto una sezione per le donne un po’ come si fa nei giardini pubblici l’area cani???? Ma per favore….quello che hanno imparato bene a livello di integrazione e di tradizioni italiane sicuramente è la politica e come rilasciare le dichiarazioni politicamente corrette che la gente si aspetta di sentire

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