acqua bene comune iniziativa a Saronno - CopiaSARONNO – Prima dell’inizio del consiglio comunale gli attivisti del Comitato del Saronnese per l’acqua bene comune hanno consegnato al sindaco Luciano Porro agli assessori e ai consiglieri comunali una lettera aperta sul tema della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.

Ecco il testo integrale della missiva:

“Il comitato del saronnese per l’Acqua Bene Comune vuole ancora una volta interloquire con quest’amministrazione in un appuntamento così importante per la possibile ri-pubblicizzazione del servizio idrico integrato sul nostro territorio.

Dopo tre anni dall’esito vittorioso del referendum datato giugno 2011, un consiglio comunale aperto e numerose altre iniziative comuni tra questa e altre Amministrazioni varesine, speriamo di essere arrivati finalmente al “dunque” della questione.

“Speriamo” perché, sinceramente, di tempo ne è trascorso fin troppo, senza che alcun cittadino saronnese abbia visto la propria volontà referendaria realizzarsi nel proprio comune. “Speriamo” perché, seppur quest’amministrazione si sia dimostrata sempre coerente nelle decisioni prese in sede di Conferenza dei Sindaci, contro il gestore unico provinciale, non ha ancora esaudito quella che nella nostra proposta di delibera (poi trasformata in mozione) veniva votata all’unanimità da questa assise. “Speriamo” perché gli ultimi provvedimenti governativi non promettono niente di buono (se convertiti in legge) per quanto riguarda la gestione pubblica del servizio idrico e in generale dei servizi pubblici locali.
Come sicuramente saprete il decreto Sblocca Italia prevede misure ancor più restrittive rispetto a quelle stabilite dalla legge regionale vigente (e oggetto di modifiche proprio in questi giorni). Tale decreto, all’art. 7, pare infatti riprendere parola per parola l’attuale legge regionale imponendo una “unicità” della gestione del servizio idrico integrato a discapito dell’”unitarietà” finora prevista dal Testo Unico Ambientale.

Questo provvedimento, insieme a quelli che seguiranno, non è nient’altro che l’anticamera della privatizzazione del Servizio Idrico Integrato (e dei servizi pubblici locali). Altri provvedimenti intesi come la Spending Review di Cottarelli (ex uomo del Fondo Monetario Internazionale) e del suo slogan “da 8.000 a 1.000” riferito alle partecipate da parte dei comuni, o come la Legge di Stabilità nella quale, ci dicono voci di corridoio “ufficiose”, verranno inserite altre prescrizioni per perpetrare quello che noi giudichiamo un ricatto verso tutti gli Enti locali del nostro Paese: la messa sul mercato di quote di gestione delle partecipate (quindi in vendita ai privati) con la possibilità di escludere dal patto di stabilità i proventi di tale vendita.

In questo orizzonte, per niente rassicurante per la ri-pubblicizzazione del Servizio Idrico, la nostra mozione resta almeno per ora totalmente disattesa. Ve la ripetiamo brevemente: conferimento del ramo idrico dalla Saronno Servizi S.p.a. alla Lurambiente S.p.a. (si andrebbe così a costituire il Servizio Idrico Integrato così come inteso dalla legislazione attuale) e successiva ripubblicizzazione di Lurambiente S.p.a. con la trasformazione della stessa in Azienda Speciale.

Anche se “Alfa S.r.l.” non è ancora entrata in servizio sul territorio varesino, temiamo che non appena lo farà, i servizi di captazione e distribuzione in capo alla Saronno Servizi S.p.a., saranno per forza di cose conferiti a quest’ultima, vanificando quello che quest’amministrazione ha fatto o farà per salvaguardarli.

Chiediamo quindi che questi servizi siano messi al sicuro “dentro” Lurambiente S.p.a., considerato che essa resiste davanti al Tar della Lombardia proprio contro l’Ufficio d’Ambito (o come presto si chiamerà, l’Ente di Governo dell’Ambito) e che probabilmente verrà a sentenza nel prossimo mese di Novembre 2014.

Contestualmente chiediamo a quest’amministrazione nella figura del Sindaco Luciano Porro che, come già dimostrato in precedenza, sappia “far rete” con altri sindaci varesini e insieme ad essi, a livello di Anci provinciale e regionale, si mettano in campo tutte quelle azioni per contrastare il decreto Sblocca Italia, verificandone da subito le fondamenta costituzionali ed agendo di conseguenza (sulla questione rifiuti è di qualche giorno fa il ricorso alla Corte Costituzionale da parte di Regione Lombardia).

Chiediamo infine che su Lurambiente S.p.a. quest’amministrazione convochi un consiglio comunale aperto immediatamente dopo l’eventuale sentenza nel mese di novembre, qualsiasi sia il suo responso, per spiegare ai cittadini saronnesi, cosa intende lasciare al termine di questa consigliatura previsto per il prossimo mese di maggio 2015.

Sig. Sindaco intravediamo nei prossimi mesi un serio tentativo da parte di questo Governo di espropriare dalle funzioni civiche ogni singolo comune di questo Paese. A partire dal disegno provinciale – regionale, al quale abbiamo assistito in questi mesi sul nostro territorio varesino, agli ultimi provvedimenti in dirittura d’arrivo a livello nazionale, siamo davanti ad un accorpamento di gestori a favore delle grandi multiutility presenti nel nostro Paese (A2A S.p.a. già presente sul nostro territorio provinciale).

L’istituzione che Lei presiede resta quella più vicina alla cittadinanza. Noi crediamo che tale deve restare con il pieno possesso di tutte quelle funzioni che garantiscono ai cittadini la loro partecipazione e il loro controllo nelle decisioni su temi così importanti come quello del Servizio Idrico Integrato (e sui servizi pubblici locali).

Perché si scrive Acqua, ma si legge Democrazia
Comitato del Saronnese per l’Acqua Bene Comune