SARONNO – Non è bastato ne il Santuario ne il sagrato per contenere i saronnesi, amici, conoscenti, allievi e appassionati di musica che hanno voluto essere presenti per un ultimo saluto a Sergio Zampetti, il 43enne flautista apprezzato per il suo talento ma anche per l’impegno e la passione con cui si dedicava all’attività didattica e divulgativa.

Già alle 14,20 l’edificio di culto era gremito: amici, conoscenti, musicisti, appassionati di musica e tantissimi allievi arrivati con il proprio flauto che hanno appoggiato sull’altare accanto alla bara del loro maestro coperta da un cuscino di rose bianche e al gonfalone del Sos di Uboldo listato a lutto. Tra i presenti anche il sindaco Luciano Porro, il presidente del consiglio comunale Augusto Airoldi, l’assessore alle culture Cecilia Cavaterra e il consigliere comunale Massimo Caimi.

A celebrare i funerali il prevosto don Armando Cattaneo con don Sebastino Del Tredici, ex arciprete del Santuario, don Federico Bareggi e diversi sacerdoti amici di famiglia. “Sono andato a casa poche ore dopo dalla scomparsa di Sergio ed ho visto tanti segni di fede. Del resto si soffre molto perchè si è amato molto ed erano in molti ad amare Sergio”.

Un concetto ripreso anche durante l’omelia da un sacerdote amico di famiglia che ha ricordato come Sergio abbia vissuto “una vita secondo le beatitudini” come “uomo gradito a Dio” e per questo “sarà già in paradiso pronto per continuare a dialogare con noi”. Immancabile un riferimento al talento del saronnese: “Sergio era un grande artista con il flauto e in Isaia ho trovato un passaggio che sembra scritto per lui “il fedele ha la gioia nel cuore come chi parte al suono del flauto per salire al monte del Signore”.

Prima di uscire dalla chiesa il ricordo di un’allieva “tu mi hai insegnato ad amare la musica, a vivere, a vivere per la musica e a sorridere alla vita apprezzando ogni singolo dono”. Lorenzo Castelluccio l’ha omaggiato con una lirica di Perico, l’amico Angelo è partito da un rientro dal loro viaggio in Giappone e una musicista a nome degli amici che hanno suonato durante il funerale ha concluso “ti siamo debitori, con te si rideva ma si parlava anche di spiritualità e di preghiera. Le nostre vite sono indubbiamente cambiate anche grazie a te”.

Due lunghi applausi, uno all’interno ed uno all’esterno del Santuario hanno poi accompagnato il feretro sul Santuario da dopo, dopo la benedizione è partito alla volta del cimitero di Uboldo.

18102014