23052014 chiusura campagna elettorale Lara Comi  (11)SARONNO – “La lettera della Commissione europea al Governo Renzi si apre e si chiude con formule di cortesia, ma il messaggio è durissimo. Ed è il seguente: il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, mette in bilico i conti del Paese con pericolosissime cambiali in bianco, sbilanciando ulteriormente il rapporto debito/pil, indebitando ulteriormente il Paese, e finanziando la spesa in deficit”.

A parlare l’europarlamentare saronnese di Forza Italia, Lara Comi.

Il vicepresidente della Commissione Katainen, che ho incontrato personalmente, dà voce all’incredulo stupore della Commissione per la superficialità di Renzi e del suo Governo, chiedendo che l’Italia spieghi al più presto come intenda finanziare il suo sviluppo terremotando i propri conti pubblici. Renzi ha buon gioco nel vantarsi di andare contro “l’austerità” dell’Europa, ma non ha un piano industriale e di sviluppo del Paese: aumenta la spesa per finanziare il nulla e alimentare il proprio consenso con i nostri soldi. L’unica cosa cui tiene è tirare a lucido la propria immagine di salvatore del Paese contro l’Europa brutta e cattiva: la verità è che Renzi, con la sua irresponsabile spavalderia, ci porta dritti al default. Se Silvio Berlusconi avesse fatto lo stesso, sarebbe arrivata l’ondata di indignazione. Oggi a Renzi sembra essere tutto permesso, anche il saccheggio del Paese. Ma per chi vede le cose dall’estero la situazione è chiara: i debiti di Renzi li pagheremo noi: tutti noi.

11 Commenti

  1. Direi che i Tg di ieri sera hanno chiarito la situazione, rimane l’insipienza della formazione politica della signora Comi

    • Il colpo di teatro per far emergere la figura del premier anche a costo di affondare la credibilità dei suoi principali collaboratori. E’ il limite vero di questo leader in sedicesimo. Tanto bravo nel comunicare, ma altrettanto acerbo nella reale conoscenza dei meccanismi del buon governo. Una miscela che rischia di creare successivi incendi.

    • L’insipienza di Fabrizio è palese

      Renzi non dice che il provvedimento ha ‘gittata’ quadriennale, e che se le tasse diminuiranno di 18 miliardi nominalmente nel 2015, aumenteranno certamente, di fatto, di 12,4 miliardi nel 2016; 17,8 miliardi nel 2017 e 21,4 miliardi nel 2018.

      Un valore cumulato, in 3 anni, di 51,6 miliardi: più di 3 punti di Pil. Significa che aumenterà l’Iva fino al 25,5% e che aumenteranno benzina e accise.
      Se a ciò si aggiunge l’aumento della tassazione del risparmio, già fatto da Renzi ad aprile, e l’aumento della tassazione sulla casa, che appena giunto a palazzo Chigi il presidente del Consiglio non ha voluto bloccare, il conto per gli italiani diventa insostenibile.

      Perché Renzi parla sempre del suo bonus di 80 euro e dei suoi 18 miliardi di riduzione delle tasse nel 2015 e non dice agli italiani la verità, cioè l’aumento delle tasse di oltre 50 miliardi dal 2016?

      È fin troppo facile dedurre che questo imbroglio avrà effetti nefasti in tema di aspettative, tanto dei consumatori quanto degli investitori, che non si lasceranno ingannare dall’alleggerimento apparente del prossimo anno, ma guarderanno all’aumento medio complessivo della pressione fiscale nell’intero arco temporale considerato dalla Legge di Stabilità, tutt’altro che espansiva, di Renzi.

      • Caro Samuele, apprendo da te che sarei renziano e del Pd, ti sbagli , stavo solo riflettendo sulla capacità politica della formazione della signorina Comi che mi sembra pari a zero .

  2. infatti Renzi fa il gradasso …il bulletto di periferia ma di risultati concreti : NULLA

  3. Fino a poco tempo fa, e con molte ragioni, l’attività del Quirinale era identificata con un presidenzialismo di fatto. Criticabile criticabilissimo, ma nessuno si aspettava che il mantello regale fosse spostato (lui consenziente) dalle sue spalle a quelle di Renzi. Non sfugge a nessuno il ruolo ancillare esercitato dal Presidente della Repubblica nei confronti del Presidente del Consiglio, sia pur mascherato da benevolenza paterna.

  4. Legge di Stabilità
    1-prima fase :l Quirinale senza avere in mano neppure un foglio l’ha elogiata.
    2-seconda fase Gli uffici del Colle sono stati costretti ad ammettere che stavano impiegando il loro preziosissimo tempo ad esaminare fogli senza alcuna rilevanza formale.
    3-Terza fase Alla fine è arrivata la “bollinatura” della Ragioneria contenente quelle spaventose clausole di salvaguardia che prefigurano un 2016-2017 di durissimi incrementi della pressione fiscale. Napolitano firma subito.
    4-quarta fase Intanto è però arrivata una lettera da Bruxelles che denuncia la ‘deviazione’ dai trattati europei di quella medesima legge. La Commissione è “guardiana dei trattati”, e questi lo ricordiamo, hanno rango costituzionale, e il Capo dello Stato deve appunto essere a sua volta garante di questa fedeltà. Invece che fa? Glissa e firma”.

  5. Cara Lara,

    metti il dito nella piaga italiana.

    Domanda: come mai in un Paese dove la tassazione è alle stelle e continua a salire (tant’è che si vorrebbe aumentare la tassazione sui fondi pensione dei già stramartoriati futuri pensionati, l’IVA già ad aliquote indecenti, ecc.), il debito pubblico continua a crescere?

    Se il Paese va in default, cioè in fallimento, chi lo determina?
    A) I conti pubblici
    B) Il Governo
    C) La Comunità Europea
    D) I cittadini
    E) Altro…

    Do un aiutino: escludete la D.

    Renzi non va bene? Ok. Sono d’accordo che si potrebbe fare molto meglio.
    Alternative (su basi numeriche e razionali) ?

    Carlo A. Mazzola

    • Perché il debito continua a crescere?
      Fino a oggi si sono prese iniziative che hanno effetto solo sul deficit. Ma con un debito di questa mole non si può pensare di uscirne solo con l’avanzo primario. Non basta andare un po’ in attivo per qualche anno per andare a svuotare la gigantesca botte del debito. Questo è un modo di ragionare irrealistico delle classi politiche italiane. E non da oggi.

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