GilliSARONNO – “La vicenda dell’Ufficio del Giudice di Pace è sconcertante, sia per l’incoerenza con cui è stata gestita, sia per il pressapochismo e la completa non conoscenza dell’istituzione da parte della scadente amministrazione”.

Inizia così la dura presa di posizione dell’ex sindaco Pierluigi Gilli sulla chiusura del giudice di Pace a Saronno.

“Dopo anni di chiacchiere e promesse, di difesa ad oltranza della presenza a Saronno del Giudice di Pace, la scorsa settimana, in compagnia degli altri cinque Sindaci dell’ex Mandamento, il Sindaco di Saronno ha definito “non prioritario” il servizio dell’amministrazione della giustizia da parte del Giudice di Pace, cosicché, con un’unanimità degna di miglior causa e prova di insensibilità cortomirante, si è rimangiato l’impegno invano assunto solennemente di tenere a carico dei Comuni aderenti questi servizio: ennesimo esempio di incoerenza, pessimamente motivato, con l’inevitabile scusa dei troppi costi (sui quali tuttavia non v’è chiarezza) e dei tagli dei trasferimenti di fondi dal Governo; è sempre colpa di altri.

Non si era ancora spenta l’eco di questa improvvisa e imbarazzante rinuncia alla “giustizia di prossimità” – che tanti problemi causerà ai Saronnesi costretti ad andare a Gallarate, in futuro, senza nemmeno il conforto di un mezzo di trasporto pubblico – che l’Amministrazione saronnese ha inanellato un’altra perla sull’ormai lungo filo della sua collana di insuccessi clamorosi e pasticcioni.

Lunedì, il Giudice di Pace ha trovato i propri uffici chiusi e al freddo; il Comune, infatti, proprietario dello stabile di Via Varese 130, per non spendere più, ha pensato bene di interrompere l’erogazione dei servizi di riscaldamento.

Già, perché evidentemente, in Piazza Repubblica 7, avevano pensato che la rinuncia al Giudice di Pace da parte del Comune di Saronno (e degli altri cinque Comuni sodali) fosse sufficiente per far chiudere immediatamente i battenti all’Ufficio.

Una prova di totale analfabetismo dilettantesco e di ignoranza dell’ordinamento!

Infatti, com’è logico, peraltro, la soppressione di un Ufficio Giudiziario può avvenire solo ad opera di un provvedimento del Ministero della Giustizia, che si esprimerà nei tempi dovuti e con la disciplina del trasferimento dei Giudici, del personale, dei fascicoli, delle competenze.

Fino ad allora, l’Ufficio del Giudice di pace deve continuare a prestare le proprie funzioni nella sede attuale ed i costi dei servizi (le utenze) rimangono a carico del Comune ospitante, che ne potrà richiedere a consuntivo il rimborso al Ministero, come succede  da sempre per legge.

L’Amministrazione saronnese, invece, in un èmpito di onnipotenza, ha proclamato lo sfratto e lo ha eseguito di fatto subitissimo, togliendo anche il riscaldamento ai Giudici di pace! Neanche il preavviso degli otto giorni alla colf!

Manifestazione vergognosa di incompetenza e di maleducazione, onirica sostituzione istituzionale: Sindaco e Giunta si sono sentiti Ministro… 

Quanto al personale, se è pur vero che spetta al Ministero fornirlo, sorge spontanea una domanda: è noto che due dipendenti del Comune di Saronno sono stati avviati ad un lungo corso di formazione per apprendere il lavoro di cancelliere; sarebbero stati messi a servizio dell’Ufficio del Giudice di Pace;  congedato questo in tutta fretta, i due si ritrovano ad aver seguito per nulla un corso impegnativo e torneranno in Comune al solito tran-tran.

Ma allora, nella presumibilmente breve attesa del decreto ministeriale di soppressione e di trasferimento a Gallarate del Giudice di Pace saronnese, non si sarebbe potuto dare una mano a questo sfortunato Ufficio, fornendolo temporaneamente del personale già appositamente formato?

Possibile che il Comune non sia in grado di pagare a tal fine per qualche mese due persone, che comunque – in quanto dipendenti – deve già pagare? Basterebbe una convenzione temporanea tra le due Amministrazioni (Comunale e ministeriale), nella massima trasparenza anche contabile, e l’agonia dell’Ufficio del Giudice di Pace diventerebbe una dignitosa e ordinata fase di transito.

Ma forse chiedere un intervento così semplice ed utile è davvero troppo per un’Amministrazione che è scadente non solo perché prossima alla sua fine: lo spessore è quello che è, come ne ha dato abbondantissime prove”.

29102014

19 Commenti

  1. Gilli è sempre dalla parte di Roma. I cittadini già pagano le tasse per questi servizi: tenerli aperti chiedendo ulteriori tasse ai cittadini è far pagare il servizio due volte. Intervenga il suo amico on. Librandi, tanto bravo solo a parlare.

    • ma mi faccia un piacere! direbbe Totò. Cosa c’entra “Gilli sempre dalla parte di Roma e che iI cittadini già pagano le tasse per questi servizi”: il giudice di Pace è un servizio pubblico ministeriale, ma di importanza locale e non romano, che risparmia ai cittadini (che pagano le tasse anche per questo) inutili viaggi a Gallarate dove sarebbe ubicato il nuovo giudice di pace. La dislocazione renderebbe praticamente impossibilie contestare conrtravvenzioni, risollvere problemi di vicinato ecc. Evidentemente lei non sa neppure quali sono le competenze del Giudice di Pace e che tenerlo aperto non richiederebbe assolutamente “ulteriori tasse ai cittadini”, nè farebbe “pagare il servizio due volte”. Evidentemente o lei non è infiormato sulla materia o scrive per motivi diversi. Non sono neppure in accordo in relazione all’on. Librandi, perchè non mi sembra proprio “tanto bravo” a parlare, come si è visto nei vari talk show ai quali ha partecipato. Penso che invece dovrebbe (e potrebbe) interessarsi, ad esempio con un’interpellanza parlamentare, per mantenere il giudice a Saronno.

  2. Questo è il risultato (uno dei tanti) di un governo cittadino composto da persone che stanno dimostrando sempre di più scarsa peraparazione amministrativa. Personalmente ho solo un diploma triennale in scienze giuridiche, ma l’aver avviato due dipendenti “ad un lungo corso di formazione per apprendere il lavoro di cancelliere” sapendo poi di non utlizzarli, mi sembra che possa rivestire la fattispecie del danno erariale? Inotre non c’è anche interruzione di pubblico servizio? Chiedo lumi al rimpianto Sindaco Avvocato Prof. Pierluigi Gilli

  3. Ecco che ricompare, dopo mesi di silenzio, per difendere l’orticello personale e massacrare di ulteriori tasse i saronnesi.

    • Se per “orticello personale” si riferisce alla mia professione, sappia che non svolgo praticamente attività di competenza del GdP, quindi personalmente non sono toccato dalla cosa; ritengo tuttavia che si tratti di un servizio di grande importanza per i cittadini. Quanto alle “ulteriori tasse”, non ho proprio capito a che cosa si riferisca; temo che non abbia proprio le idee chiare. Mi spiace per Lei

      • L’avvocato Gilli ha ragioni da vendere e competenza anche ma dovrebbe fare un mea culpa se oggi abbiamo il pessimo Porro.E’ sua la velleitaria lista che ha spaccato il centro destra consegnando la città’ alla sinistra. Mi auguro che alle prossime elezioni lui è ilsuo clan non facciano altri disastri.

        • Sicuro che i disastri non li abbiano fatti altri nel 2009? Non ricorda l’arrivo del Commissario Prefettizio? Il 2010 ne è una conseguenza…

  4. L’augurio ai tanti saronnesi, Giunta compresa, che ancora non hanno capito l’utilità di avere in città il servizio dei giudici di pace: spero per loro che non ne abbiano, per mille motivi, mai necessità. Altrimenti capiranno quello che si profila ora per i saronnesi, con il trasloco a Gallarate…

  5. Grande Pierluigi! cosa si pretende? a Saronno sono anni che si respirano altre … Kulture

  6. Bravo avvocato Gilli, una voce autorevole e competente al fin si è levata. Mi ricordo il primo mandato, ottimo davvero e poi cosa è successo? Comunque grazie per la lezione che ha dato alla nostra attuale amministrazione.

  7. caro ex sindaco non si tratta così la Premiata ( 30km/h ) Giunta Porro – interessante conoscere ancora una volta la realtà dal punto di vista di un competente – non resta che attendere ancora qualche mese e sperare che gli elettori saronnesi rifiutino le inevitabili lusinghe del PD saronnese e portino al successo una opposizione finalmente ricompattata

  8. Veramente degno di nota l’intervento dell’Avv. Gilli.
    Sulla questione del Giudice di Pace ma anche dello stesso trasferimento del Tribunale di Saronno, gli amministratori dei paesi del circondario non hanno capito un gran che. Dirò di più, quello che merita una riflessione non sono tanto i 15 minuti di tempo in più o in meno per raggiungere Busto Arsizio, ma la circostanza che Saronno e i comuni limitrofi hanno perso un servizio pubblico importante, attivo e funzionale sul territorio e NESSUNO ha fatto NIENTE di veramente concreto per opporsi.
    C’è chi ha lanciato il sasso e poi ha tirato indietro la mano, altri incompetenti hanno addirittura ritenuto opportuno il provvedimento Ministeriale sulla soppressione della sede saronnese.
    Ben presto questo ridicolo teatrino politico chiuderà il sipario e chi ne farà le spese sarà sempre e comunque il cittadino.
    Eh ma gli amministratori locali hanno risparmiato sul bilancio almeno 20/25mila euro a Comune da destinare ad altri preziosi (non si sa quali) servizi eh già!
    E’ davvero un peccato che sia andata a finire così, del resto è noto: dove c’è ignoranza, c’è sempre spreco.

  9. Lungi da me difendere l’operato di questa amministrazione, ma una domanda la vorrei porre.Perchè un servizio che deve garantire lo stato, lo debbono mantenere i comuni che, in ogni occasione vengono massacrati dallo stato stesso?E poi se è vero che i politici locali ne pagheranno un prezzo, perchè i politici nazionali ne verranno esentati?Grazie a chi vorrà rispondere a tale quesito…compreso il sig Gilli

    • Probabilmente lei non ha seguito la vicenda fin dal suo… ‘concepimento’ (diciamo così) da parte dell’amministrazione.
      Per farla brevissima: quando il proposito di risparmio statale era ‘accorpo alcuni tribunali’ l’amministrazione saronnese capitanò un’azione per la salvaguardia del tribunale disposti anche ad accollarsi le spese per il personale… detta azione sfociò in una missiva al ministero; Uboldo e Origgio uscirono subito (prima della firma sulla lettera), gli altri continuarono mandando missiva salvo poi tornare sui propri passi e sbandierare a mezzo stampa ‘non lo vogliamo più’; il ministero concesse quanto richiesto nella lettera… e il patto era che i comuni sottoscrittori si facessero carico dei costi del personale; i comuni dissero che ci stavano… fino a settimana scorsa. Questa settimana ci sarebbe stato il passaggio di consegne tra i funzionari statali e quelli saronnesi (che frattanto hanno frequentato corsi)…

      Perchè i comuni dovrebbero farsi carico di qualcosa spettante allo stato nonostante i vari tagli cui sono fatti oggetto?
      Per farla brevissima: perchè l’hanno richiesto i comuni stessi. Poi hanno cambiato idea. Poi l’hanno cambiata di nuovo. Poi di nuovo ancora.
      Tutto chiaro, no? A me no: è una storia che sa di indecisione e tremenda incompetenza.

  10. Perfetto.Ho le idee un pò più chiare.La ringrazio.Rimane la questione che negli ultimi due anni(soprattutto) lo stato ha fatto e disfatto e nessuno dice nulla.Sarebbe anche ora che cominciassimo tutti a prendercela con chi di dovere. Poi per quanto mi riguarda il Giudice di Pace a Saronno era utile solo per gli avvocati e allo stesso Giudice che forse sarebbe anche ora, alla veneranda età di 70 anni, che lasciasse spazio a qualcun’altro di servire e anche guadagnare….

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