02112014 iv novembre al monumento luciano porro gonfalone (25)SARONNO – Riceviamo e pubblichiamo il discorso del sindaco Luciano Porro durante le celebrazioni del Iv novembre che si sono tenute domenica 2 novembre in piazza Cavalieri di Vittorio Veneto.

Autorità civili, militari, rappresentanti delle tante Associazioni d’arma, concittadini saronnesi tutti, ci ritroviamo ancora qui, oggi, per fare memoria dei tanti caduti di tutte le guerre.

L’ estate del 1914, cent’anni fa, segnò l’inizio della Prima guerra mondiale, il  più grande e tragico conflitto mai visto, una carneficina che coinvolse quasi tutti i continenti, gran parte delle Nazioni e dei loro abitanti, cambiandone per sempre il destino. Tante e tali sono state le novità, le implicazioni, le conseguenze di quel conflitto conclusosi nell’autunno 1918 che solo ad un secolo di distanza il mondo sembra uscire dai solchi che produsse.

Quando furono firmati gli armistizi tra i belligeranti, le vittime si contavano a decine di milioni, mentre i sopravvissuti dovettero adattarsi ad un mondo nuovo e fortemente instabile. Crimini e orrori in vasta scala, armi nuove e micidiali, indifferenza per le spaventose perdite militari e civili hanno accomunato quasi tutti i numerosi fronti aperti.

L’Italia entrò in guerra nel 1915, il 24 maggio. Paese povero e impreparato, si trovò presto in trincea per difendere il proprio territorio.

La disfatta di Caporetto nell’ottobre 1917 fu il momento più difficile, ma la resistenza sulla linea del Piave consentì la riscossa fino alla resa degli austriaci a Vittorio Veneto il 4 novembre 1918. L’entusiasmo per la vittoria durò poco, tanti e tali erano stati i sacrifici imposti al Paese. Un mondo era finito, e la nuova era si presentava assai fosca.

Oggi, celebriamo sì l’anniversario della vittoria, quel 4 novembre del 1918, ma abbiamo il dovere di fare memoria di tutti i caduti di tutte le guerre.

In particolare oggi vorrei ricordare con voi tutti che, da una ricerca condotta, i Saronnesi chiamati alle armi per la Grande Guerra 1915-18 furono 1277 (38 Ufficiali e 1239 tra sottufficiali e truppa), i caduti furono 149 (14 Ufficiali e 135 tra sottufficiali e truppa), i dispersi furono complessivamente 15.

31 furono i saronnesi decorati al valor militare, fra medaglie d’oro, d’argento e di bronzo. L’unica medaglia d’oro concessa alla memoria fu quella del sottotenente di Fanteria Maurilio Bossi, nato a Saronno il 20 febbraio 1897 e caduto a Nervesa il 20 giugno 1918.

“Ai prodi Saronnesi che per una madre, l’Italia, lasciarono le madri!” è l’epigrafe, dettata da Don Luigi Bietti, e posta sotto la statua centrale di questo monumento ai caduti di Libero Andreotti che abbiamo davanti.

Ecco perché desidero invitare tutti voi, ora, ad osservare con me un minuto di raccoglimento proprio in memoria di questi nostri morti, i tanti saronnesi caduti durante la grande guerra, non solo, anche di coloro che hanno versato il proprio sangue ed offerto la propria vita in tutte le guerre, mentre la nostra Banda Cittadina suonerà le note del silenzio. Grazie.

Questa mattina non aggiungo altro nel mio discorso perché abbiamo l’onore di avere con noi un nostro illustre concittadino, il prof. Fulvio De Giorgi, nato come me nel 1956, che ringraziamo anticipatamente per aver accettato l’invito dell’Amministrazione comunale a tenere la relazione magistrale sul tema: “Significato storico della I^ Guerra Mondiale (1914-1918). Una riflessione Cent’anni dopo”.

Ci porteremo ora in corteo presso la Sala Consiliare dedicata ad Agostino Vanelli, partigiano durante la Guerra di liberazione e primo Sindaco della nostra Città dopo il 1945, dove ascolteremo la riflessione del prof. Fulvio De Giorgi.

Grazie a tutti per la vostra presenza. 

Luciano Porro – Sindaco di Saronno